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Recensioni AC/DC - AC/DC Live at River Plate - Artwork

Pubblicato il novembre 21st, 2012 | da Angelo Moraca

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AC/DC Live at River Plate. La recensione

“AC/DC Live at River Plate” è un concerto/evento che ogni cultore del genere deve conoscere, non tanto per la maestosità dell’ambizioso progetto (il tour s’intende), bensì per il valore inestimabile che conserva. Tratto dalle 3 date allo stadio River Plate di Buenos Aires in Argentina, il Black Ice World Tour ha sancito l’immortalità definitiva degli AC/DC. Qualche numero? 108 città visitate per 28 nazioni del globo, 168 concerti totali, 5 milioni tra fan, pubblico e curiosi (la cifra supera i 4 milioni e 900.000 persone per essere precisi) sono accorsi per assistere ad una data del Black Ice World Tour, durato ben due anni (2008-2010) definito dal Chicago Tribune “una celebrazione di tutto ciò che è grande nel rock‘n’roll”. 441 milioni di dollari di incasso dichiarato, secondo solo al “A Bigger Bang Tour” dei Rolling Stones.

AC/DC – AC/DC Live at River Plate – Artwork

“AC/DC Live at River Plate” è un concerto/evento che ha radunato nello stadio della capitale argentina ben 200.000 persone spalmate durante le 3 date totali rigorosamente sold-out (Dicembre 2009) che hanno sancito oltremodo il ritorno in scena nella capitale degli AC/DC dopo ben 13 anni di assenza della band australiana (Ballbreaker Tour del 1996) da cui è stato tratto dapprima un DVD già in commercio dallo scorso 2011, nel mercato discografico da ieri 20 Novembre 2012 in due versioni: versione 3 Vinili rossi e versione 2 CD + booklet di 24 pagine; le copertine saranno disponibili con tre loghi in tre varianti di colore blu, rosso, giallo. Il DVD è balzato al primo posto in classifica in ben 17 paesi differenti, mentre la nuova edizione in questione rappresenta il primo album dal vivo della band a distanza di 20 anni distribuita dall’etichetta Sony Universal Music.

AC/DC Live At River Plate

Track list CD

  1. Rock N Roll Train (4:41)
  2. Hell Ain’t A Bad Place To Be (4:28)
  3. Back In Black (4:15)
  4. Big Jack (4:08)
  5. Dirty Deeds Done Dirt Cheap (4:52)
  6. Shot Down In Flames (3:47)
  7. Thunderstruck (5:33)
  8. Black Ice (3:44)
  9. The Jack (10:13)
  10. Hells Bells (5:38)
  11. Shoot To Thrill (5:56)
  12. War Machine (3:39)
  13. Dog Eat Dog (5:10)
  14. You Shook Me All Night Long (4:02)
  15. T.N.T. (3:57)
  16. Whole Lotta Roise (5:58)
  17. Let There Be Rock (18:07)
  18. Highway To Hell (4:44)
  19. For Those About To Rock (We Salute You) (7:46)

La formazione che prese parte al concerto conta nomi storici come Angus Young alla chitarra solista, Malcom Young alla chitarra ritmica, Cliff Williams al basso, Phil Rudd alla batteria e Brian Johnson alla voce; diretto da David Mallet e prodotto da Rocky Oldham la scaletta del concerto spazia dai successi storici quali “Back in Black”, “Dog Eat Dog”, “Whole Lotta Roise”, “For Those About to Rock (We Salute You)” passando per “You Shook Me All Night Long”, “Hells Bell” e “T.N.T.” senza dimenticare successi più recenti quali la canzone di apertura “Rock’n’Roll Train”, “War Machine” e “Thunderstruck”.  

AC/DC – Angus Young – © Guido Karp

Il concerto si apre con “Rock’n’Roll Train” (Black Ice, 2008) lo sporco riff hard rock di Angus Young unito alla voce rauca di Brian Johnson è un’estasi di edonismo coatto, la pura essenza del rock’n’roll. Segue “Hell Ain’t A Bad Place To Be” (Let There Be Rock, 1977) che sulla scia del brano di apertura anticipa quello che è stato considerato il miglior riff di chitarra degli anni ’80 da Gibson: parliamo di “Back in Black” (Back in Black, 1980) singolo tratto dall’omonimo album che catapultò gli AC/DC nell’olimpo del rock. Azzardiamo col dire che qualsiasi chitarrista che si rispetti abbia imparato (o almeno sappia come intonare con la sei corde) il riff di “Back in Black”.

Il crescendo empatico di “Big Jack” (Black Ice, 2008), “Dirty Deeds Done Dirt Cheap” (Dirty Deeds Done Dirt Cheap, 1976), “Shot Down in Flames” (Highway to Hell, 1979) e “Thunderstruck” (The  Razors Edge, 1990) è interrotto da quel blues che risente degli influssi adolescenziali che personaggi come Chuck Berry (il più noto) hanno esercitato sul più piccolo dei fratelli Young: il tocco rozzo lo contraddistingue ma i riff di “Black Ice” (Black Ice, 2008) e “The Jack” (T.N.T., 1975) non solo donano quell’enfasi necessaria a spezzare per un attimo il fiato ma fanno da preludio alla stupenda “Hells Bell” (Back in Black, 1980) che chiude la prima parte della tracklist.

La seconda parte della tracklist racchiude alcuni tra i grandi successi del passato, una scarica di rock per fan e cultori del genere, un crescendo di energia senza eguali: senza pause gli AC/DC ci propongono in sequenza “Shoot to Trill” (Back in Black, 1980), “War Machine” (Black Ice, 2008), “Dog Eat Dog” (Let There Be Rock, 1977), “You Shook Me All Night Long” ( Back in Black, 1980), “T.N.T.” (T.N.T., 1975), “Whole Lotta Roise” (Let There Be Rock, 1977), “Let There Be Rock” (Let There Be Rock, 1977), “Highway to Hell” (Highway to Hell, 1979) e per concludere “For Those About to Rock (We Salute You)” (For Those About to Rock (We Salute You), 1981.

Una scarica di adrenalina di circa due ore, tra rock, hard rock ed influssi blues. Possiamo considerarlo un vero e proprio preludio a quello che sarà il 2013: aspettiamo un nuovo album e, chissà, magari un nuovo tour.

8.0/10

 

AC/DC Live at River Plate. La recensione, reviewed by Angelo Moraca on 2012-11-21T10:47:30+00:00 rating 8.0 out of 10

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