Reportage Paolo Benvegnù live alla Birreria 34 | © Mammalucco

Pubblicato il marzo 5th, 2013 | da Giuseppe Guerrasio

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Alla Birreria 34 è festa con Paolo Benvegnù

E’ difficile ritrovarsi in un locale di una piccola cittadina e avere a che fare con grandi spettacoli, ma la presenza di Paolo Benvegnù, con il suo splendido spettacolo, ha confermato che la Birreria 34 di Taurianova (RC) è qualcosa di diverso. In un live intenso e trascinante l’ex leader degli Scisma è riuscito a regalare al pubblico calabrese degli attimi sublimi.
Innanzitutto mi preme dire una cosa, Paolo Benvegnù è una persona gradevolissima, oltre che essere un grande artista. Già da prima del concerto nell’incontrarlo e scambiare quattro parole si capisce subito la sua umiltà, disponibilissimo e simpatico. Ma quando sale sul palco il tutto diventa perfetto, in quella che è una serata in duo acustico, senza batteria, accompagnato da Luca Baldini.

Il concerto inizia con “Love Is Talking”, brano tratto da “Hermann, ultimo album del cantautore di cui tra l’altro vi consiglio di leggere la nostra recensione, con il quale subito si capisce che le cose saranno fatte seriamente e per bene, poco importa se Benvegnù si trova a suonare sul palco di una grande manifestazione, in un club o in un locale dalle, tutto sommato, piccole dimensioni. In concerto continua,  con la carica giusta e l’ottima risposta del pubblico, con altre canzoni tratte dallo stesso album, “Moses”,  “Avanzate, Ascoltate”, “Io Ho Visto” ed “Andromeda Maria”.

Paolo Benvegnù live alla Birreria 34 | © Mammalucco

Paolo Benvegnù live alla Birreria 34 | © Mammalucco

I presenti sembrano ben gradire la sequenza proposta, accompagnando con le loro voci quella del cantautore, così si torna alle origini, al primo album da solista di Paolo Benvegnù,”Piccoli fragilissimi film“, ed esce fuori “Cerchi nell’acqua” con cui capiamo che in acustico o in elettrico il talento c’è e si vede. Si torna subito al presente con “Achab in New York”, ma solo per una brevissima parentesi che alterna a “Il sentimento delle cose” e soprattutto a “Quando Passa Lei”, in quello che è uno dei momenti più gradito al pubblico e che sicuramente porta con se non poche emozioni.

Tocca poi ad un momento di sperimentazione, è la volta della cover di “In a Manner of Speaking” dei Tuxedomoon, nella versione che Benvegnù ha già più volte proposto partendo dal 2005 quando uscì il suo primo EP “Cerchi nell’acqua”.  Sempre da EP, arriva il momento di “Nel Silenzio”, pezzo che aveva visto la luce in “14-19” ed era stato rivisto in “500“, ed anche qui i fan di vecchia data hanno gioia nell’ascoltare questo gaudio musicale e poetico.
Torniamo ancora una volta all’ultimo album con “Johnnie and Jane”, che anticipa la chiusura della prima parte che avviene con “E’ solo un sogno”.

Il bis da spazio a “Le Labbra”, il secondo album da solista di Paolo Benvegnù, e segna sicuramente un percorso completo che in un’ora e mezzo circa di concerto non lascia dubbi, lo spettacolo è da vedere e rivedere. Si parte così da ” La Schiena” per poi passare a “Il Nemico”, senza tralasciare naturalmente il brano che forse è stato più cantato dai presenti, “La Distanza”, il tutto inframezzato da “Il Mare Verticale”, “Catherine” e “Hurt”.

Il finale arriva con due pezzi storici, tratti dal periodo in cui Paolo Benvegnù era in formazione con gli Scisma, e non può non essere che un finale graditissimo, prima con “Rosemary Plexiglas” e poi con quello che chiude tutto, una splendida versione di “Troppo poco intelligente” che viene chiusa sfumandola con “Alejandro” di Lady Gaga.

Insomma, alla fine dei conti davvero un gran concerto, che consiglio vivamente a chiunque ha la possibilità di vedere, e se ne ha la possibilità di scambiare anche due parole con Paolo Benvegnù, un grande artista, un grande uomo, un grande performer.

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Informazioni sull'Autore

Informatico da sempre, blogger per passione, polemico per professione. Calabrese mezzosangue (per l'alta metà Campano), giro il mondo quando posso. Quando sono fermo ascolto musica. Amo i Pearl Jam, i Nine Inch Nails e gli Smashing Pumpkins. Il resto probabilmente mi piace molto. Ma niente neomelodico e pop scadente.



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