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Pubblicato il luglio 26th, 2011 | da Luisa Fazzito

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Amy Winehouse: da Forza Nuova a Microsoft le speculazioni sulla sua morte

La morte prematura di Amy Winehouse ha lasciato il vuoto in molti fan e non solo, perchè in tanti ammiravano, almeno artisticamente, il grande talento dimostrato nei pochi anni di carriera. Era scontato che nei giorni successivi alla sua morte si scatenasse nei media la caccia alle notizie sulle ore che hanno preceduto il decesso e sugli episodi che ne hanno segnato, da qualche anno a questa parte, la carriera. Molti i messaggi di cordoglio indirizzati alla cantante che subito si sono propagati attraverso i social network da parte di importanti artisti della scena internazionale ma anche di gente comune. Purtroppo però qualcuno ha pensato bene di speculare sulla morte della giovane artista, e così non appena le agenzie di stampa hanno diramato la notizia della sua scomparsa, Microsoft UK invitava attraverso Twitter a ricordare la cantante acquistando su Zune lo speciale album “Back To Black”. Risultato? In molti si sono subito riversati nei negozi di dischi o negli store digitali per comprare le uniche due opere della compianta, facendoli balzare in vetta alle classifiche di vendita a distanza di anni dalla loro uscita. La twittata, giudicata dall’opinione pubblica di cattivo gusto ha costretto Redmond ad ufficializzare le sue scuse: “Ci scusiamo con tutti se il nostro invito a scaricare la musica di Amy Winehouse sia apparso motivato unicamente da scopi commerciali. Non era nelle nostre intenzioni”. Analoghe le scelte di Amazon e iTunes che non lasciavano dubbi all’invito a scaricare gli album di Amy. Anche in Italia non si è risparmiati nell’ utilizzare l’immagine della Winehouse anche se la scelta è stata più singolare e mirata a sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni derivanti dall’uso di droghe. Per carità, nulla da dire contro chi diffonde messaggi contro le droghe, purchè le campagne non facciano in modo che si perda di vista l’obiettivo stesso della loro esistenza. E’ quanto è successo con un manifesto che la sezione di Foggia di Forza Nuova ha lanciato su Facebook: sulla locandina che utilizza l’immagine di Amy Winehouse per lanciare un messaggio contro l’abuso di droghe si legge: “Se ti droghi, non ti Amy“.

Amy Winehouse

La campagna sta facendo il giro del web scatenando ovviamente reazioni di “sdegno” poichè sfrutta l’immagine  di Amy a sole 72h dalla sua tragica morte, forse per una buona causa (sostengono dalla sezione di FN da dove è partita l’idea) o forse per provocazione con l’intento di trarne maggiore risalto. Infine c’è chi preferisce cogliere l’argomento degli ultimi giorni per campagna elettorale. E’ scelta fatta da Gabriella Carlucci, oggi deputata del PDL, la quale nel corso di un’intervista per Klaus Davi ha subito preso le distanze dai comportamenti considerevoli di Amy Winehouse condannando il comportamento dei genitori rei di non aver saputo aiutare la figlia in evidente difficoltà, arrivando addirittura a “prevedere” migliaia di casi simili alla Winehouse nel caso in cui alle prossime elezioni vincesse la sinistra: “Non capisco la madre di Amy, io fino all’ultimo avrei tentato di salvarla nonostante la sua fortissima personalità. Evidentemente i genitori avevano gettato la spugna tanto tempo fa. Un genitore non si può arrendere, ma so che è facile giudicare dall’esterno. Cantanti come lei, come Curt Cobain e Jim Morrison sapevano bene che continuando a fare uso di quelle droghe avrebbero corso il rischio di morire il risultato è che di fronte agli occhi di tutti danno un messaggio devastante. Noi ci siamo sempre battuti, anche quando eravamo in minoranza, contro la legalizzazione delle droghe, contro le stanze del buco che voleva, nel 2006-2008, l’allora ministro delle politiche sociali Ferrero del centrosinistra. Si tratta delle stanze messe a disposizione dello stato sul modello di quelle di qualche cantone svizzero. Con la stanza del buco lo stato ti dice ti puoi drogare, implicitamente ammette che tu ti possa drogare. Lo stato invece deve dirti di non drogarti perché rischi la morte. Con la legalizzazione ci sarebbero migliaia di casi come quello della Winehouse”. Ciò che forse il deputato dimentica è che ultimamente i cattivi esempi arrivano per i giovani anche dal mondo politico… Voi cosa ne pensate?

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Informazioni sull'Autore

Appassionata di calcio e sport, amante di tutto ciò che è rock e grunge, apprezza la musica e ne scrive quotidianamente. Ama i live e segue con passione gli eventi mediatici, coordina con entusiasmo il gruppo editor di MelodicaMente.



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