Recensioni capobranco-copertina

Pubblicato il ottobre 13th, 2016 | da Stefano Pellone

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Capobranco: ascolta “Il grande zoo”, il nuovo album

Dopo la nascita nel 2012, l’esordio del 2014 con il disco omonimo e oltre 40 concerti che li hanno portati in giro per l’Italia e oltre, il 20 ottobre esce “Il grande zoo“, il secondo lavoro in studio dei Capobranco, gruppo nato a Padova nel 2012.

All’inizio per i Capobranco i paragoni erano grossi e ingombranti (Tre Allegri Ragazzi Morti, Litifba e Negrita) ma il gruppo composto da Alex Boscaro (chitarra e voce), Valerio Nalini (basso e voce) e Enrico Carugno (batteria) ha saputo scrollarsi di dosso questo tipo e proseguire sulla propria strada, impostando tutto su un rock molto deciso e trascinato contaminato dal funk e che fa da colonna sonora a testi ironici e sarcastici sulla società moderna e su chi e cosa siamo.

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Capobranco

Dopo il primo disco il cui filo conduttore era la sarcastica celebrazione dello spirito animale che, da dietro le quinte, contamina la personalità di ciascuno di noi, il secondo lavoro, “Il grande zoo“, è un maxi-EP di 6 tracce (pubblicato dalla Jetglow Recordings e registrato allo Studio2 di Padova) dove questo discorso viene approfondito, anche grazie al lavoro in produzione di Cristopher Bacco (Afterhours, Lombroso e Alessandro Grazian), e viene analizzato come il comportamento delle persone non sia poi così diverso da quello di tutti gli altri animali, come se tutti vivessimo in una sorta di grande zoo a cielo aperto.

L’album è stato anticipato dal video del singolo di lancio, “Il rock è fuori moda” uscito il 26 settembre 2016, e si percepisce in questo lavoro un groove molto ritmico che va a volte al di là del rock lasciando lo spazio al funk (“Citazioni“) o alle venature melodiche e nostalgiche che possono far venire in mente i primi Negrita (“Miele di vespa“) per poi tornare al rock vero e proprio (“Benvenuti nel grande zoo“, “Il rock è fuori moda“) senza dimenticare la giusta dosa di ironia (“La solitudine del fonico“) o la voglia di sperimentare (“Ad un tratto“). I testi si barcamenano tra sarcasmo e introspezione ma tutto è bilanciato in modo tale da essere diretto e impattante per l’ascoltatore: i Capobranco riescono a dimostrare come la formula del rock trio non sia obsoleta ma anzi funzionale alle loro scelte stilistiche e sono un esempio di come nella musica la semplicità e le idee chiare paghino alla lunga quando alle spalle ci sono musicisti intelligenti, affiatati e senza fronzoli né peli sulla lingua.

Anteprima esclusiva streaming – Il Grande zoo

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