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The Passenger Collettivo Ginsberg

Pubblicato il luglio 8th, 2013 | da Greta C

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Collettivo Ginsberg, il sogno della musica italiana all’estero

Il Collettivo Ginsberg è un progetto musical-letterario nato nel 2004 grazie all’incontro tra Cristian Fanti e Andrea Rocchi. Attualmente formato da Cristian Fanti (voce), Federico Visi (chitarre elettriche, Moog), Alberto Bazzoli (pianoforte, organo, Fender Rhodes), Gabriele Laghi (contrabbasso) ed Eugenioprimo Saragoni (batteria e percussioni), il Collettivo Ginsberg dopo cambi di formazione e ricerche stilistiche è giunto fino all’EP “De La Crudel” la cui label è Seamount Productions.

Quattro tracce che mostrano un variegato mondo che porterà presto a “Asa Nisi Masa”, il nuovo album in uscita ad ottobre 2013. Il gruppo ha intrapreso un percorso musicale assieme al produttore Marco Bertoni che ha svolto un lavoro terapeutico sulla band e soprattutto sull’uso dell’italiano nei brani del Collettivo Ginsberg. La formazione recentemente, inoltre, è stata finanziata mediante la campagna Musicraiser, che ha valso al Collettivo il raggiungimento e superamento dell’obiettivo stabilito. Ironici, psichedelici e originali, ecco a voi il Collettivo Ginsberg.

Collettivo Ginsberg | © Francesco Fantini

Collettivo Ginsberg | © Francesco Fantini

A Tu per Tu con il Collettivo Ginsberg

1. Il vostro EP d’esordio “De La Crudel” esce per la Seamount Productions di Londra, una delle patrie indiscusse della musica. Cosa ci raccontate di questa esperienza? Come è nato questo EP e il connubio con la Seamount di Matteo Plachesi?

L’ep (come l’album che uscirà) nascono grazie all’incontro con Marco Bertoni, musicista e produttore, che ha creduto nel nostro progetto e con il quale abbiamo intrapreso una session di produzione che ha portato alla luce quindici tracce. L’etichetta è arrivata dopo … ovviamente! Matteo Plachesi (aka Seamount Productions) lavorando al Barbican Centre come Marketing Excecutive ha avuto modo, in questi anni, di entrare in contatto con artisti di tutto il mondo, e si è accorto che l’Italia è negligente nel sostegno e nella promozione di ogni suo prodotto culturale. Questo l’ha spinto a cercare giovani artisti italiani, con cui lavorare seguendo un “modo” di vedere la musica molto “anglosassone”, con dietro un progetto concreto e delle solide basi culturali da poter proporre. Nel CG ha trovato un prodotto genuino che non faceva, né voleva fare, “il verso” a nessuno. Essendo anch’egli romagnolo, conosceva alcuni di noi – ancor prima della nascita del Collettivo – come membri di altre band. Ci siamo rincontrati diverso tempo dopo, proprio per iniziare una collaborazione con Seamount. Tramite passaparola era arrivato a conoscere il CG e ad ascoltare alcuni nostri provini. Abbiamo deciso di provarci seriamente, perché nel Regno Unito si impara una cosa semplice: che la musica, il teatro, l’arte, il cinema, sono tutte cose serie.

2. Una delle prime caratteristiche che colpisce l’attenzione è la copertina dell’EP a cura di Tim Roeloffs, artista residente a Berlino. Copertina perfetta per rappresentare il vostro mondo musicale ma come è nata la collaborazione con Reoloffs? Ha prodotto lui stesso l’idea della cover oppure è stata creata sulla base di vostri consigli? Avete voglia di raccontarci la genesi di questa cover?

Nell’estate del 2010, in vacanza a Berlino, ho avuto modo di visitare il centro Kunsthaus Tacheles e di scoprire i collages di Tim Roeloffs. Successivamente, in fase di produzione – in quel momento in cui ci si immagina la copertina del disco – abbiamo pensato che sarebbe stato bello avere una cover firmata da un’artista; la tecnica del collages era ciò che più ci rappresentava. Non restava che inviare una e-mail proponendo una collaborazione … dopo qualche giorno ci risponde Tony (il manager), accettando l’offerta. Poi, caso ha voluto, che uno dei nostri dovesse capitare a Berlino qualche tempo dopo; si sono incontrati ed hanno discusso, stappando un domino di birre, di tutto tranne che della copertina! Tim firmerà anche la cover di Asa Nisi Masa; tenteremo di portarlo giù in Italia, per la presentazione dell’album, magari in collaborazione con una galleria d’arte … vedremo.

3. Quattro brani visionari e voi stessi avete definito la vostra musica “un vero e proprio frullatore di influenze ed esperienze”. Quattro brani che raccontano mondi diversi, aspetti musicali diversificati e grandi potenzialità ancora da scoprire. “De La Crudel” sembra essere un accattivante assaggio. Come raccontereste il vostro “De La Crudel”? Quali sono i progetti futuri e i cosiddetti sogni nel cassetto da realizzare?

Siamo cinque musicisti provenienti da esperienze molto diverse l’una dalle altre; jazz, folk, musica elettronica … era inevitabile che ognuno mettesse del proprio. I brani di De La Crudel sono un’estratto della session di produzione guidata da Marco Bertoni. È stata dura scegliere quali brani inserire nell’ep e quali altri tenere per il full lenght; Asa Nisi Masa uscirà ad ottobre e sarà assolutamente … caleidoscopico! Progetti futuri: espandere il Collettivo! Stiamo collaborando con un visual artist italiano residente a Barcellona per la realizzazione del video-clip, che non sarà solamente un video promozionale, bensì un progetto di ricerca vero e proprio. Sogni nel cassetto: suonare all’estero musica italiana.

Collettivo Ginsberg: “De La Crudel”. L’ascolto

Quattro brani “Mars’ Sailors”, “Sera”, “Curtel” e “Il Presente” dall’italiano all’inglese passando per il dialetto romagnolo, molteplici influenze e un suono dalle più vaste sfumature possibili. La psichedelia in musica sembra essere una caratteristica peculiare per il Collettivo Ginsberg che si immerge in una musica complessa, che apre diversi mondi e fa intravedere tutto il potenziale di una band “agli inizi”, perché la crescita è visibile e il cammino già ben tracciato. Quelli del Collettivo Ginsberg sono brani rock, puramente rock ma diversamente rock: vi sono le influenze della musica primordiale, di suoni semplici e selvaggi ma anche la complessità e l’oscurità di un rock onirico ed inquieto. Si nota immediatamente come il Collettivo Ginsberg abbia voluto presentare un assaggio di quello che ascolteremo nel prossimo disco in uscita, una piccola finestra aperta sull’infinito.

Collettivo Ginsberg - De La Crudel - Artwork

Collettivo Ginsberg – De La Crudel – Artwork

“De La Crudel” è un EP profondamente interessante, un vortice di emozioni e soprattutto di suoni e territori oscuri in cui camminare e poi correre. L’EP è stato pubblicato dalla Seamount Productions di Londra e prodotto da Marco Bertoni dei Confusional Quartet, rappresentativa band di fine anni ’70-inizi anni ’80.

Il Collettivo Ginsberg è una creatura a cinque teste, l’EP “De La Crudel” è stato scritto e composto dalla stessa band e quello che ne risulta è appunto un contenitore musicale in grado di stupire ma basato anche su solide radici musicali. I tesi sono profondamente ricercati e mostrano diversi richiami a contenuti onirici e riflessivi della poesia beat.

Interessanti le collaborazioni che il Collettivo Ginsberg cerca sempre di attuare con artisti e professionisti del mondo dell’arte in generale, non solo prettamente riferiti alla musica così come interessanti sono i suoni proposti dal Collettivo che mostra le capacità artistiche di una band che farà strada. S’inizia con “Mars’ Sailors” che riutilizza un motivetto trascinante e quel che ne risulta è una canzone di accattivante rock, si passa poi a “Sera” che è un brano cantautorale di raffinata classe e malinconia, un brano d’altri tempi; terzo brano “Curtel” mostra il lato più “duro” del Collettivo con un rock psichedelico introdotto da un intro strumentale che prosegue per oltre un terzo del minutaggio del brano. Una prova che sicuramente scatenerà attenzione in coloro che amano le melodie coinvolgenti e musicalmente pressanti. Si conclude con “Il Presente” che sembra essere una preghiera, un canto collettivo, un brano da ascoltare e riascoltare fino a quando lo si immagazzina nelle proprie corde e lo si inizia a canticchiare. Sono quattro brani con un grande potenziale, non perdetevi il Collettivo Ginsberg.

L’ascolto di “De La Crudel” – Collettivo Ginsberg.

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