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Pubblicato il dicembre 9th, 2011 | da Stefano Pellone

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Copyright: la Svizzera non vara nuove leggi

Mentre da molte parti ci sono inasprimenti di pena contro i pirati informatici e molti stati come Francia e Stati Uniti stanno per varare nuove leggi per difendere il copyright, diritto d’autore, (come “Stop online piracy act” o SOPA contro cui si sono schierate alcuni colossi come Google, Facebook e Karspersky), il Consiglio Federale Elvetico prende una storica decisione controcorrente e decide di non modificare le attuali leggi sui diritti d’autore, dichiarando il downloading di contenuti audiovisivi per uso personale da internet come un’attività lecita che non danneggia le major.

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La decisione storica e controcorrente prende spunto da uno studio commissionato dopo l’analisi di una indagine simile svolta in Olanda, gemella della Svizzera per i consumi di beni digitali. Lo studio mostra come il 30% della popolazione al di sopra dei 15 anni abbia scaricato dal web musica, film e videogiochi senza pagare nulla, ma senza che ciò abbia intaccato in alcun modo l’industria dell’entertainment, dimostrando per esempio come la vendita dei biglietti per i concerti non sia diminuita, ma che anzi la distribuzione gratuita dei prodotti degli artisti aiuta a farli conoscere, come dimostra il fatto che oltre la metà degli 8 milioni di cittadini svizzeri ha anche acquistato contenuti in maniera legale e autorizzata.

Questo studio ha portato il Consiglio Federale Elvetico ad affemare che l’impatto del fenomeno del peer-to-peer è equiparabile a quello delle fotocopiatrici e delle musicassette. Ricordiamo comunque che anche in Svizzera sono illegali sia condividere file pirata che il download e la condivisione di software (inclusi i videogame), anche se è legale usare software peer to peer se si condividono pochissimi file oppure scaricare musica e film dai cyberlockers.

In Italia le reazioni non si sono fatte attendere: Enzo Mazza, il presidente di Fimi, ha infatti dichiarato:

La decisione Svizzera non mi sorprende. E’ il Paese che ha conservato i tesori dei più grandi criminali della storia da Bokassa a Bin Laden e ha opposto per anni il segreto bancario per proteggere gli evasori fiscali. Oggi tutela i ladri del web. E’ innovazione tecnologica anche questa.

D’altro canto, Fulvio Sarzana, avvocato esperto di copyright e promotore della campagna “Sitononraggiungibile” contro gli eccessi della tutela del diritto d’autore online dice che:

La decisione del governo svizzero è un’ottima notizia. La nostra Autorità garante delle comunicazioni invece non ha fatto alcuna ricerca indipendente prima di procedere una delibera sul copyright online.

Chiudiamo con una piccola curiosità: molti di voi ricorderanno i messaggi antipirateria che si vedevan nelle sale del cinema ed in molti DVD tempo fa, quelli con le frasi “non ruberesti mai un’auto… non ruberesti mai una borsetta…” eccetera: ebbene, tali messaggi incredibilmente starebbero abusando del diritto d’autore che vorrebbero difendere, visto che la musica scelta come sottofondo dei messaggi appartiene ad un tale Melchior Rietveldt, musicista olandese a cui Brein commissionò i brani. Il musicista però aveva concesso lo sfruttamento per un unico video antipirateria prodotto per un festival del cinema nel 2006, mentre l’industria cinematografica ha violato la licenza d’uso riutilizzando il brano in decine di milioni di copie di DVD senza pagare i diritti d’autore.

Questa notizia, insieme ai rumors sulla nuova delibera AGCom sul filesharing, che sta già provocando una notevolissima alzata di scudi, mi fa dire una vecchia frase, vecchia ma mai così attuale: chi controlla i controllori?

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