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Pubblicato il febbraio 14th, 2014 | da Vittoria Borgese

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Cristiano De André, “Il Cielo è vuoto”. Testo

La musica ha fatto parte della sua vita sin da quando a soli 11 anni si avvicinò alla chitarra e poi a 17 al violino, che studiò per cinque anni al Conservatorio Paganini di Genova: Cristiano De André a distanza di 11 anni dalla sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo torna in gara per la quarta volta,  alla vigilia della pubblicazione di “Come In Cielo Così In Guerra (Special Edition)”, repackaging dell’album uscito lo scorso aprile al quale si aggiungeranno i brani sanremesi.

Ne  “Il Cielo è vuoto”, Cristiano De André ( assieme a Diego Mancino che ne è coautore) racconta dell’epoca che stiamo vivendo, un periodo nel quale non conta più l’individuo ma quello che ha e nel quale il mito vero è il denaro; un epoca che il cantautore in molte recenti interviste definisce il “Nuovo Medioevo” per il vuoto che ha conquistato le nostre anime. Un’amara riflessione  sugli sbagli dell’uomo di oggi.

Cristiano De Andrè – Il Cielo è vuoto testo

Il cielo è vuoto, c’è soltanto il sole
Che acceca la terra e fa esplodere il grano
E noi che intanto bruciamo
Il cielo è vuoto perché aspetta il seme
Dei nostri sogni e di quello che faremo
Di quello che faremo
E’ un mantice il cielo è una strana officina

E’ Dio che si dimentica di fare tutto il suo lavoro
Si stacca l’anima e non fa più rumore
Puoi chiudere gli occhi ma non puoi più morire
E me ne frego di quale luce sei illuminata
Io sono illuminato dai lampi che sono tutto il mio sereno
Non posso accettare niente di meno di quello che
Di quello che mi aspetto da te

E io mi aspetto molto da te
Il cielo è vuoto c’è soltanto il respiro
E’ solo un miraggio per prenderci in giro
Non puoi più fingere con me
E’ un limite il cielo, è un segreto un tesoro

E’ Dio che si dimentica di fare tutto il suo lavoro
Si stacca l’anima non fa più rumore
Puoi chiudere gli occhi ma non puoi più morire
E me ne frego di quale luce sei illuminata
Io sono illuminato dai lampi che sono tutto il mio sereno
Non posso accettare niente di meno di quello che
Di quello che mi aspetto da te

Ti accorgi che il cielo è vuoto
Perché la nostra immaginazione
Ha bisogno di spazio, ha bisogno di spazio
E’ vuoto perché la nostra immaginazione,
Naviga nello spazio
Si stacca l’anima e non fa più rumore
Puoi chiudere gli occhi ma è vietato morire
E me ne frego di quale luce sei illuminata
Io sono illuminato dai lampi che sono tutto il mio sereno
Non posso accettare niente di meno di quello che
Di quello che mi aspetto da te
Ed io mi aspetto molto da te
Io mi aspetto molto da te
Io mi aspetto molto da te

Fonte | Tv Sorrisi e Canzoni

 

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Informazioni sull'Autore

Spirito pratico e razionale, ama la musica in tutte le sue forme come strada per lasciarsi andare alle emozioni. Condivisione e lavoro di squadra sono le sue parole d'ordine; Lenny Kravitz e Francesco De Gregori il suo debole.



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