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Pubblicato il novembre 9th, 2011 | da Stefano Pellone

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David Bowie lascia la Emi?

David Bowie sta per lasciare la Emi. O almeno è questo quello che si dice in giro e che si legge sulle colonne del Financial Times. Il famoso cantante, autore di successi immortali come “Heroes“, “Ziggy Stardust” e “Space Oddity”, sta meditando di abbandonare la casa discografica che lo ha seguito negli ultimi 15 anni.

La Emi dal 1997 possiede i diritti su tutti i 25 dischi di Bowie prima del 1995, con successi come “Ziggy Stardust” e “Space Oddity”, mentre Bowie riceve il 25 per cento dei profitti come diritti d’autore ed ha usato come copertura per gli investitori che nel tempo hanno acquistato i suoi ““Bowie bonds”, una sorta di investimento sui contratti futuri del White Duke. Nel 2007 il crack finanziario del fondo di investimento privato Terra Firma, la società allora proprietaria della Emi, ha spinto Guy Hands, presidente della stessa, ad affidare la Emi alla banca americana Citicorp ordinandole di trovare un nuovo proprietario.

Il gesto di Bowie non è isolato, vista la defezione di altri artisti tra cui Robbie Williams, ed è figlio di una situazione abbastanza particolare che si è creata in questi mesi: la Citicorp sta conducendo un’asta per trovare un nuovo acquirente per la EMI, casa madre storica di molti artisti tra cui i Beatles e Katy Perry. Purtroppo, senza Bowie, la Citicorp potrebbe non mantenere il prezzo di circa 4 miliardi di dollari fissato preventivamente per la Emi per tutti gli interessati, tra cui spicca Len Blavatnik, l’imprenditore russo che ha acquisito la Warner Music all’inizio dell’anno.

La vendita della Emi, oltre a ridisegnare gli spazi della musica internazionale, sarebbe il più grande riassestamento dell’industria discografica mondiale dalla fusione tra la Sony Music e la Bmg della Bertelsmann nel 2004 e metterebbe la nuova azienda al livello dei colossi Universal e Sony, provocando anche però il probabilissimo ricorso alle autorità dell’Unione Europea da parte dell’associazione di categoria delle case discografiche indipendenti, la Impale, per evitare situazioni di monopolio nel mondo della musica.

Una decisione definitiva non è stata ancora presa e bisognerà attendere il 15 Gennaio, data di scadenza del contratto del Duca Bianco con la Emi, ma il Financial Times parla di trattative avviate tra l’artista britannico e due case discografiche, la Universal Music e la Sony, con quest’ultima favorita, dato che è proprietaria del catalogo di tutti i dischi del cantante glam-rock registrati dal 1995 in poi. Non è da scartare però anche l’ipotesi che Bowie possa decidere di optare per una via indipendente dalle case discografiche, producendo da solo i suoi dischi.

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