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Pubblicato il marzo 18th, 2014 | da Stefano Pellone

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Dente: “Almanacco del giorno prima”. La recensione

Dente: “Almanacco del giorno prima”. La recensione Stefano Pellone
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Summary: "Almanacco del giorno prima" è un lavoro molto personale e introspettivo che piacerà molto probabilmente agli aficionados del cantautore

3

Disco introspettivo


Voto Utenti: 3.3 (3 voti)

E’ uscito “Almanacco del giorno prima“, ultima fatica discografica di Giuseppe Peveri, ai più noto come Dente, esponente di spicco della scena musicale indipendente e della nuova ondata cantautorale italiana per l’etichetta RCA/Sony Music in versione CD, Vinile e digitale.

Dente pubblica questo suo nuovo progetto musicale a distanza di tre anni dall’ultimo album “Io tra di noi” e dopo un lungo tour che lo ha portato in lungo ed in largo in Italia e all’estero, e lo fa in gran stile, pubblicando un disco molto intimo e che riesce nel contempo stesso, grazie allo stile molto personale ed originale dell’artista, a cogliere le sfumature della vita di tutti noi, parlando al cuore con leggerezza ma anche con profondità.

Registrato tra le mura di una ex scuola elementare a Busseto (Parma), nell’immobile estate delle terre verdiane, grazie al sapiente lavoro di Sig. Solo, Nicola Faimali, Gianluca Gambini agli arrangiamenti, Tommaso Colliva al mix e mastering e Enrico Gabrielli alla direzione fiati ed archi, il disco (la cui grafica è stata studiata da Dente stesso insieme a Paolo de Francesco) è composto da 12 canzoni inedite ed ognuna caratterizzata da una forte identità. Si parte con “Chiuso dall’interno“, pezzo sospeso nel tempo che scava dentro e fotografa una parte di noi, un pezzo di storia, un pezzo di cuore.

Si prosegue con “Invece tu“, brano scelto come singolo, una canzone molto sixties e quasi balneare che però suona molto attuale e assolutamente fischiettabile, mescolando melodie brasiliane e canzone d’autore italiana, per un risultato sorprendente, dove chi canta non si rassegna allo scorrere del tempo e vuole vivere. Le maracas introducono “Miracoli“, canzone biografica dalla melodia tortuosa come una corsa sulle montagne russe intensa e breve, visti i due minuti scarsi di durata del pezzo.

Con “Fatti viva” il disco cala di ritmo e di intensità con una canzone che risente troppo dell’hammond e che ne viene appesantito in parte: il filo del discorso risale parzialmente con “Al Manakh“, canzone lieve ed autobiografica che ripercorre la vita di ognuno di noi e che finisce con un simpaticissimo inserto ripreso dalla musica di accompagnamento della trasmissione “L’almanacco del giorno dopo”.

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Dente – Almanacco del giorno prima – Artwork

Dopo troviamo i brani “Un fiore sulla luna” e “Coniugati passeggiare“, brani a dir poco speculari, dato che per quanto sia vicino al nuovo corso il primo ne è lontano il secondo, che ricorda moltissimo da vicino i lavori dei tempi di “L’amore non è bello” e che è anche uno dei pezzi migliori del disco, a mio avviso. Sempre su questa falsariga si colloca “Gita fuori luogo“, che mescola musica anni ’60 e limbo e che con la sua aria di festa mette allegria e rimane in mente.

Casa mia” mostra un pochino i limiti di questo disco: melodia lenta e dimessa, testo introspettivo, pezzo finale drammatico. Una scelta musicale che troviamo in molti altri brani del disco e che lentamente, dopo alcuni ascolti, stucca, senza trovare i giusti intermezzi che riportino l’attenzione dell’ascoltatore in alto e centrata sul disco, e in brani come “Meglio degli dei” questa tendenza viene fuori in maniera prepotente. Per fortuna ci sono poi brani come “I miei pensieri e viceversa” più ritmati e più vicini al passato del cantautore che fanno riprendere quota ad un disco altrimenti troppo dimesso e umbratile. Il disco termina con “Remedios Maria“, brano che conclude degnamente questo laovor discografico.

Il nuovo disco di Dente inaugura un nuovo percorso cantautorale meno frizzante e molto più introspettivo e referenziale… forse anche troppo. In “Almanacco del giorno prima” manca molto del brio del primo Dente, quello di “L’amore non è bello” e degli esordi, il cantautore spiritoso e personale che in molti hanno amato e che ha fatto da apripista al nuovo genere cantautorale italiano facendo quasi gridare al nuovo miracolo italiano. Il progetto di Peveri è un lavoro molto personale e introspettivo che piacerà molto probabilmente agli aficionados del cantautore ma non troverà molto probabilmente molta presa tra gli altri.

 

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