Recensioni The Flying Cats Season - Artwork

Pubblicato il marzo 28th, 2011 | da Nicolò Fantini

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Distape: The Flying Cats Season. La recensione

Il progetto Distape nasce dall’idea di Michele Alessi (Captain Quentin, Kyle) e l’album di cui vi parleremo oggi è composto da 5 tracce che attraversano così tanti territori musicali da rendere impossibile un’inquadratura effettiva in un unico genere. Poco meno di venti minuti vi lasceranno incapaci di definire The Flying Cats Season, eccellente commistione di strumenti e suoni piacevoli. Il viaggio inizia con I hate Summer, in una specie di slang torrido che si trascina attraverso la calura evocata. La voce non sovrasta mai la base, e sembra rotolarsi in una melodia snodata, gradevole. L’elettronica non è esasperata, ma con delicatezza coordina il ritmo armonioso. E’ una traccia questa che consiglierei durante un viaggio in automobile solitario, con il condizionatore rotto e l’estate fuori che morde l’asfalto, con un sole che si specchia nel mare al vostro fianco. I finestrini abbassati, per confondere lo scirocco ad “I hate Summer“. Si prosegue poi con Constellation, dove le sonorità si accendono maggiormente, senza però cadere nella confusione: sono palpitazioni continue che scandiscono il tempo. Se prima era uno scenario dalla calura metafisica ad essere evocato, ora siamo in notturna: l’elettronica è vorticosa, sopra di noi una volta celeste ondeggia rapidamente e ci provoca un’instabilità piacevole. Un’ebbrezza musicale che, se raggiunta, si rivela estatica. E se prima ci siamo concessi il lusso di osservare il cielo con i piedi per terra, la terza traccia diventa una Guide to the Galaxy. La voce si fa quasi sussurrata, lasciando che le pennate sulla chitarra prima morbide e poi più elettriche, facciano il loro corso. Ancora una volta il tutto è ben coordinato, rendendo la melodia molto orecchiabile già al primo ascolto. Questo pezzo è inoltre molto simpatico sul piano sonoro, quindi vivamente consigliato nelle giornate di “muso lungo”: vi tirerà su il morale in men che non si dica. Penultima traccia che si fa più graffiante, già il titolo What We Talk About When We Talk About Loveha accenni provocatori. Viene ripreso un percorso melodico affine alla canzone precedente, questa volta però in modo più deciso, lasciando meno spazi allegri: anche i momenti più distensivi sono leggermente resi cupi da un’eco di irrisolto, che sembra ricadere in se stesso inevitabilmente. Questo proprio perchè anche i nostri discorsi dall’esasperazione metafisica ricadono nel loro significato medesimo. Chiediamoci quindi anche noi “di che cosa parliamo quando parliamo dell’amore”. Album che si chiude con The Sound Of Rain In Rome con Ignoop. Si tratta di un’evocazione elettronica molto ben riuscita della pioggia che scende sulla nostra Capitale. E’ però una pioggia dalle sfumature piacevoli, dai toni dolci: nessun temporale. Sembra di precipitare in un turbinio di colori primaverili, le gocce si posano sulle cose senza far male, accarezzandole. Tre minuti di relax, da ascoltare a occhi chiusi e cuore aperto. Un lavoro che, seppur breve, appare molto ben riuscito. Consiglio un ascolto approfondito e ripetuto del disco di Distape: calatevi nelle atmosfere evocate con maestria, senza voler strafare e concentrandosi sulla sostanza più che sull’apparenza. Spesso lavori di questo tipo cadono nell’oblio a causa di una ricerca sfrenata del “qualcosa in più”: “The flying cats season” basta a se stesso e non ha bisogno di altro. Inoltre avete l’opportunità di effettuare gratuitamente il download per un mese cliccando qui:

Distape - The Flying Cats Season - Artwork

Tracklist – Distape – The Flying Cats Season

  • I Hate Summer Constellation Guide to The Galaxy What We Talk About When We Talk About Love The Sound Of Rain In Rome (feat. Ignoop)

Voto:

0/10

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Informazioni sull'Autore

Nicolò Fantini nasce nel 1991 a Reggio Emilia, città dove tutt'ora vive. Nel 2010 ha portato a termine gli studi superiori presso il Liceo Scentifico. Nello stesso anno è stata pubblicata la sua prima raccolta di poesie dal titolo "Oltre il confine dei sogni", nella quale è presente una sezione in cui sono rivisitati i testi dell'album di Fabrizio de Andrè "Non al denaro, non all'amore, nè al cielo". Attualmente frequenta la facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Bologna.



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