Reportage Eddie Vedder Europe Solo Tour - HMV Hammersmith Apollo Londra - Ph Angelo Moraca

Pubblicato il agosto 1st, 2012 | da Angelo Moraca

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Eddie Vedder Europe Solo Tour: Hammersmith Apollo, Londra

Londra, 30 Luglio 2012 – HMV Hammersmith Apollo in Queen Caroline Street. Eddie Vedder porta in scena la quarta data delle 6 previste per il suo Solo Europe Tour, senza i suoi Pearl Jam ma ben armato con chitarra elettrica, acustica,un’armonica, un pedale elettrico e un ukulele strumento molto amanto da Vedder sin da giovane a tal punto che ha pubblicato lo scorso anno l’album “Ukulele Song”, secondo disco solista dopo aver scritto, suonato ed interpretato in toto le colonne sono del film “Into the Wild” scritto e diretto da Sean Penn. Il luogo, il culto, il mito di ciò che è stato lascia spazio al nuovo; il nuovo non prende forma se prima non si definiscono i contributi di ciò che è stato. Sia le prime due date ad Amsterdam che quella alla O2 Arena di Manchester che le due date del 30 e 31 Luglio 2012 all’HMV Hammersmith Apollo di Londra risultano sold-out. Per gli amanti della buona musica ivi compreso qualche giovane disperato che ha dovuto macinare chilometri data l’esclusione dell’Italia da questo Solo Europe Tour è stata una serata da ricordare per due ragioni: l’intensità dello show (2 ore) e l’atmosfera dell’ Hammersmith Apollo di Londra. La storia incontra la leggenda ed Eddie Vedder le porta in scena.

HMV Hammersmith Apollo Londra - Ph Angelo Moraca

L’apertura del tempio del rock è per le 18 e 30 ora locale, mentre il via vai di persone di fa sempre più repentino tra chi aspetta fuori l’arrivo degli amici e chi si ferma nella hall tra birre ed acquisti. In questo Europe Solo Tour il giovane frontman dei The Frames accompagna Vedder, e a lui spetta il compito di aprire le danze ed intrattenere il pubblico. Glen Hansard nato a Dublino il 21 Aprile del 1970 si mette a suo agio e fa la sua comparsa in scena alle 19 e 30. Un’ora di buona compagnia tra cover e composizioni proprie unite ad uno spiccato senso dell’umorismo che il pubblico apprezza, tanto da non risparmiare gli applausi. Il tutto mentre i due settori – Circle & Stalls – si riempiono per intero tra i ragazzi che fieri mostrano i loro acquisti e fiumi di birra che scorrono dal bar nella hall. Le persone sono accorse da ogni parte dell’Inghilterra, ma sono presenti anche un gruppo sostanzioso di fan italiani provenienti da tutta la penisola. E così mentre Glen Hansard saluta il pubblico, i tecnici di palcoscenico preparano lo stage davvero molto semplice e senza alcun artefizio particolare: solo gli strumenti, il seguipersone ed Eddie Vedder.

Eddie Vedder Europe Solo Tour - HMV Hammersmith Apollo Londra - Ph Angelo Moraca

Alle 21:00 in punto si presenta Eddie Vedder: camicia nera, jeans ed anfibi. Saluta come se stesse davanti ad un gruppo di amici che seduti al bar lo aspettano, entra spavaldo con in mano un bicchiere lo poggia su di un tavolo posto lì al suo fianco, imbraccia la sua chitarra elettrica e si lascia andare per due ore; si conta solo una breve pausa di 3 minuti circa. Emozionato ed anche un pò ubriaco si siede sullo sgabello adagiato lì in mezzo al palco e si dice emozionato di suonare qui all’ HMV Hammersmith Apollo di Londra. Si comincia con “Walkin’ The Cow” cover di Daniel Johnston di cui Vedder è un grande ammiratore e “Trouble” di Cat Stevens. E’ il momento dell’ukulele. “Can’t Keep”, “Sleepin’ By Myself”, “Without You” in sequenza con un pedale elettrico che lo accompagna; e poi ancora “More Than You Know” (Rose, Eliscu, Youmans), “Broken Heart”, “I Am Mine” dei Pearl Jam, “Brian Damage” cover dei Pink Floyd, “Small Town”, “Setting Forth”, “Far Behind”, “Guaranteed”, “Rise”, “Long Nights” con l’amico Glen Hansard, “Good Woman” cover di Cat Power, “Better Man” in versione Lullaby, “You’ve Got To Hide Your Love Away” cover dei Beatles, “Lukin” e “Porch”.

La prima parte dello show e tutto un alternarsi di cover e pezzi estratti dai lavori solisti, tra chitarra elettrica, acustica, ukulele e pedale elettrico. Esce di scena giusto qualche minuto per presentrarsi poi con un sombrero bianco suonando in sequenza “Unthought Known”, “Society” con Glen Hansard, “Sleepless Nights” cover di Boudleaux e Felice Bryant con Glen Hansard, “Falling Slowly” cover di Glen Hansard suonata con lo stesso, “Open All Night” cover di Bruce Springsteen cui fa leva un’armonica in sintonia con chitarra acustica e pedale elettrico, “The End”. Lo show termina sulle note della mitica Hard Sun altra colonna sonora del film Into the Wild scritto e diretto da Sean Penn saluta tutti e se ne va, lasciando il pubblico in un’estasi di gioia.

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