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Pubblicato il febbraio 15th, 2011 | da danniapavan

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Fabri Fibra accende la Controcultura

Fabri Fibra

Considerato un rapper controverso, Fabri Fibra suscita molte discussioni. Gli argomenti percorsi nella sua musica sono la rabbia e il risentimento, il disprezzo verso la società superficiale e credulona, la condizione lavorativa; il linguaggio che usa è veemente e particolarmente acceso. Controcultura è il suo sesto album, pubblicato nel settembre 2010 per la Universal, che sta portando in tour. Al concerto di sabato 12.02 al Palacover di Villafranca, Verona, sale la febbre; quella del cantante che è ammalato e quella delle 3mila persone presenti allo spettacolo. Le saluta con parole dure: “Mi chiedono cos’è la Controcultura… Viviamo in un paese dominato da una classe politica vecchia e vedere migliaia di ragazzi giovani come voi ad un concerto è controcultura” Poco più di un’ora sul palco a causa del precario stato di salute del rapper marchigiano, che però tra musica e dialogo si accende degli inviti di Fibra alla partecipazione alla vita della polis, alla presa di coscienza. A pochi giorni dalla celebrazione dell’Unità d’Italia i suoi brani più celebri, Escort, Tre parole, In Italia, Incomprensione, Vip in Trip, sono un continuo incalzare di dure verità: “Il lavoro in Italia è come l’autostrada: tutto bloccato’. E dialogando con i presenti ricara la dose: ‘Raga’! Nessuno di voi farà mai carriera con questi politici al potere. Vi dovete arrabbiare! Dovete fare la rivoluzione! Nessuno vi darà mai un lavoro decente, una vita normale. A nessuno importa niente di voi…“. Diretto, crudo e sboccato piega il turpiloquio a fini poetici, come Boccaccio e Benigni alla maniera di Berlinguer ti voglio bene. Le orecchie sono mitragliate di rime con ritmo serrato che lascia dentro un vortice di frasi che urla la voglia e il bisogno di cambiamento, che ha l’urgenza di uno sprone tanto forte da fare quasi male nella sua disillusa e sofferta lucidità. Anche l’apparente autoreferenzialità di “Fabri Fibra è tanta roba, applausi per Fibra”, fa salire la febbre e il concerto chiude con la convizione che “La rivoluzione non si fa senza passione”. Nella musica. Nell’impegno di tutti i giorni.

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