Reportage Fiorella Mannoia - live a Verona | © Mimmo Lamacchia

Pubblicato il dicembre 2nd, 2014 | da Mimmo Lamacchia

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Fiorella Mannoia live ed emozioni a Verona

Lunedi 1 dicembre 2014 il Teatro Filarmonico di Verona ha ospitato Fiorella Mannoia, nella terza tappa del suo nuovo tour “Fiorella Live“.
Una tournèe che fa seguito alla pubblicazione del suo nuovo doppio album  “Fiorella“, e celebra i 60 anni dell’artista e i suoi 46 anni di carriera.

Una serata straordinaria sold out già da diverso tempo,per un concerto, organizzato da EventiVerona e F&p Group. C’è il pubblico delle grandi occasioni ad accogliere con entusiasmo e affetto la cantante romana.

Intorno alle 21,15 si spengono le luci e sul palco un vecchio televisore trasmette immagini in bianco e nero del Festival di Castrocaro del 1968. Una voce fuori campo, quella originale del presentatore del Festival , annuncia  una giovanissima cantante “ecco a voi la quattordicenne Fiorella Mannoia che interpreterà il brano Un Bimbo sul leone“. Sulle note di questa canzone fa il suo ingresso sul palco del Filarmonico, Fiorella Mannoia  in splendida forma e con un completo glitterato anni sessanta.  A distanza di 46 anni, la rossa romana  ricanta quella canzone storica, scritta da Adriano Celentano, dando il via al concerto.

Fiorella Mannoia - live a Verona | © Mimmo Lamacchia

Fiorella Mannoia – live a Verona | © Mimmo Lamacchia

Subito dopo tra gli applausi calorosi del pubblico Fiorella saluta i presenti e racconta che quello di staserà sarà un lungo viaggio tra i brani della sua lunga carriera e le canzoni  del suo ultimo lavoro: “Stasera canterò le mie canzoni e anche le canzoni degli altri che non considero solo cover e non mi vergogno di cantarle, quando emozionano non importa di chi sono,  non le faremo tutte altrimenti rischio che mi denunciate per sequestro di persona“, scherza Fiorella.

E’ la volta di Caffè nero bollente, brano presentato al Festival di Sanremo del 1981, “con questo brano la gente ha cominciato a conoscermi”, spiega Fiorella, per poi scherzare sulla moda delle spalline prima di interpretare il brano Come si cambia, “canzone che, spiega ancora la cantante, mi ha fatto capire che potevo emozionare.”

Uno spettacolo intimo e particolare, con Fiorella Mannoia semplicemente immensa nelle sue interpretazione, nel suo modo di coinvolgere il pubblico e trasmettere la sua anima, la sua passione.  Sul palco è perfettamente a suo agio, in uno spazio teatrale che gli è consono e congeniale, si muove  con disinvoltura, canta e interagisce con il suo pubblico, in un dialogo di musica e parole dette con grande umiltà, emozionando con la sua voce e la sua eleganza.

Fiorella Mannoia - live a Verona | © Mimmo Lamacchia

Fiorella Mannoia – live a Verona | © Mimmo Lamacchia

Tre  ore di concerto con musica e parole che avvolgono e abbracciano i presenti in un vortice di emozioni e sensazioni uniche , che difficilmente si potranno dimenticare, basta pensare a brani come  “Quello che le donne non dicono, Le notti di maggio, Sally, Amore bello, Messico e nuvole, C’è tempo, La giostra della memoria, La storia siamo noi“, solo per citarne alcune, cantate sempre tra l’ovazione del pubblico.

Momento commovente e suggestivo durante l’interpretazione del brano “In Viaggio” dedicato a un’ipotetica figlia, contenuto dell’album di inediti Sud, in cui si affronta un tema molto delicato e attualissimo.  Mentre sul brano “La paura non esiste” il pensiero è dedicato alle donne: “Vorrei dedicarla a tutte le donne, per riflettere sul femminicidio” spiega Fiorella, “l’uomo che fa violenza una volta lo rifarà ancora, non cambierà, va lasciato. Interroghiamoci su noi stesse“.

Il concerto volge verso il gran finale con  “Le parole perdute“, “Vieni via con me” e il travolgente “Il cielo d’Irlanda” cantato all’unisono con Fiorella tra il pubblico felice e festante, che applaude  in piedi sotto il palco.

Ad accompagnare Fiorella Mannoia sul palco i suoi musicisti storici, Davide Aru alla chitarra, Fabio Valdemarin al pianoforte, Diego Corradin alla batteria, Luca Visigalli al basso, Carlo Di Francesco alle percussioni.

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