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Recensioni Gianna Nannini - Inno - 700-315

Pubblicato il febbraio 9th, 2013 | da Stefano Pellone

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Gianna Nannini: “Inno”. La recensione

Gianna Nannini, la “Gianna” nazionale, è tornata di nuovo in campo. E lo ha fatto a modo suo, come meglio sa fare, cioè cantando. Il suo disco “Inno“, prodotto da Wil Malone e dalla stessa Nannini e distribuito dalla Sony Music, è un disco molto personale, che parla di amore nelle sue mille sfaccettature, da quello per la persona amata a quello per la figlia Penelope, senza dimenticare qualche sferzata alla società, come si vede dalla copertina, dove appare la Nannini in un cappotto di lana ruvida, omaggio della cantante agli indignados.

Il disco inizia con un coro e poi parte con “Indimenticabile“, canzone che si inserisce nel nuovo quadro musicale in cui si muove la Nannini da qualche anno e che ricorda musicalmente i Mansun. Sullo stesso filone c’è la canzone “Nostrastoria“, dal sound molto moderno e una delle canzoni migliori del disco (grazie anche alla mano sapiente di Tiziano Ferro, coautore della canzone).

Danny” e “Ninna nein” sono invece dicotomiche, la vita e la morte un pezzo dopo l’altro: la prima dedicata ad un caro amico della cantante, la seconda alla prima figlia. Entrambe cantate con un pezzo di cuore, con una freschezza e con quella lesione nella voce che colpisce e che cattura.

Ma Gianna è anche una rocker, e se lo ricorda benissimo in “Scegli me“, brano rock molto semplice ma che colpisce dritto al punto e che entra in testa e in “Dimmelo chi sei“, uno sfogo più che una canzone rock.

Gianna Nannini - "Inno" - Artwork

Gianna Nannini – “Inno” – Artwork

Il disco continua con “Inno” (canzone scelta dal PD come colonna sonora della campagna elettorale) e che parla di amore e di voglia di rinascita e con la stupenda “La fine del mondo“, singolo promozionale composto insieme a Pacifico e a Isabella Santacroce (e si sente tantissimo la mano del cantautore).

Lasciami stare” è una classica rock ballad sull’amore, marchio di fabbrica della Nannini, che invece trae spunto da Elsa Morante e dalla raccolta di poesie “Il mondo salvato dai ragazzini” per il testo di “Tornerai“. Il disco finisce con “Sex drugs and beneficenza“, canzone graffiante sul mondo di oggi e su un certo modo di aiutare chi ha bisogno.

Cosa dire, la Nannini pubblica l’ennesimo disco della sua carriera con uno stile, una freschezza e una verve che sembrano quelle di una ragazzina. Una vera ventata di musica buona. Fa piacere sapere che una delle regine del rock italiano non ha ancora deciso di abdicare.

Voto:

7.0/10

Gianna Nannini: "Inno". La recensione, reviewed by Stefano Pellone on 2013-02-09T17:45:31+00:00 rating 7.0 out of 10

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One Response to Gianna Nannini: “Inno”. La recensione

  1. Valentina says:

    gli darei un 6.5/10 🙂

    il top 3

    la “Nostrastoria” si sente Tiziano al 100%(Ferro meglio qui che con Baby K)
    “La fine del mondo” la Nannini dal Sei nell’anima, Meravigliosa creatura, Io e te, piu soft e anche li sta alla grande!!
    “Ninna nein” stupenda :))))

    “Sex, drugs and beneficenza” un classico; la Nannini nel suo!!!

    buon album :))

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