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Pubblicato il agosto 13th, 2012 | da Angelo Moraca

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Hard Rock Records: un’etichetta discografica per l’Hard Rock Cafè.

Dai cafes, ai ristoranti, agli hotel. Dal 1971 il marchio Hard Rock Cafè è diventato bestseller di memorabilia nel mondo degli appassionati della musica rock. Dal 1971, quando fu aperto il primo cafes a Londra nei pressi di Green Park, il marchio ha avuto un’ascesa inarrestabile ancora oggi meta di turisti e giovani ragazzi che spruzzano rock da tutti i pori. Tant’è vero che in Italia sono presenti già tre cafes (quello di Roma, quello di Venezia ed il più recente aperto a Firenze) ma già si pensa ad un prossimo investimento nel 2013 con l’apertura di un cafes a Milano e di tre location destinate a diventare hotel nel pieno centro di Roma, Venezia e Firenze. Ma a parte ciò che si conosce, i manager del prestigioso marchio hanno partorito una diavoleria senza precedenti, destinata a richiamare un sostanzioso numero di giovani band presenti nel mondo.

Hard Rock Cafè – Logo

Nasce l’Hard Rock Records, etichetta discografica non-profit, il cui unico guadagno risiede nel promuovere quattro band all’anno per un anno intero. Ritorno d’immagine VS uscite finanziarie. In un’unica parola: marketing. I padri fondatori del progetto John Galloway, Blake Smith e James Buell non mostrano alcun timore circa il costo dell’operazione (sicuramente la somma sarà consistente) a fronte del ritorno d’immagine che il marchio Hard Rock Cafè guadagnerà. Voci di corridoio affermano che hanno già firmato un contratto con un giovane talento proveniente dal Mississipi, il cui album è atteso per il prossimo settembre. A confermare il tutto è stato proprio James Buell con un’intervista rilasciata alla rivista Rolling Stone; il progetto (come già anticipato) mira a mettere sotto contratto quattro band all’anno per un totale di dodici mesi ciascuna, incidere dei pezzi e registrare un videoclip cosi che le band possano contare sul supporto e sulla visibilità che il marchio Hard Rock Cafè può offrire.

Dalle chitarre di Eric Clapton, agli spartiti dei Beatles, agli oggetti appartenenti ai personaggi del mondo del rock. E per finire una nuova etichetta discografica. Se il tutto è per favorire giovani talenti, “semel in anno licet insanire” ci insegnano gli antichi latini.

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