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Pubblicato il luglio 4th, 2010 | da Giuseppe Guerrasio

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Heineken Jammin’ Festival 2010: Report Giorno 1

Dopo avervi già proposto ieri le prime notizie sull’Heineken Jammin’ Festival, pubblicando le prime foto che siamo riusciti a fare, dopo avervi proposto oggi i video dell’esibizione degli Aerosmith e fatto leggere la recensione del loro concerto, vi proponiamo ora un report dettagliato del primo giorno passato al Parco San Giuliano di Mestre.

Il Festival Rock più importante d’Italia si è aperto tra il caldo torrenziale ed un’umidità che ha messo a dura prova i 25.000 accorsi per l’evento. Noi eravamo presenti li, senza alcun accredito ufficiale da parte degli organizzatori e quindi abbiamo preferito viverlo da fan, in mezzo al pubblico e senza tirarci indietro, saltando con la folla e divertendoci con altri giovani.

Il Parco San Giuliano di Mestre è una location spettacolare, anche se i pochi alberi non danno molto rifugio ai presenti, così prima di arrivare ai due palchi bisogna passare tra gli stand e le varie zone, dove ci divertiamo con Radio Virgin ed assistiamo a partite di calcetto improvvisate tra i ragazzi. Dopo il lungo cammino ci tocca finalmente di rinfrescarci tra le bottiglione giganti di heineken che spruzzano acqua per dare sollievo a tutti.

Ad aprire i concerti sul second stage tocca ai Margot da Savona, che ci divertono abbastanza e ci tengono impegnati. Tocca dopo ai Lomè, una band che non si avvale dell’uso della chitarra ma che ci colpisce piacevolmente. Seguono i Salentini Garnet, che con il loro Nu Metal ed una splendida voce della cantante ci fanno scaldare un pò. I due gruppi che chiudono il second stage sono Loren e No Speech ed entrambi ci lasciano a bocca aperta. Quattri gruppi che sono arrivati alle finali dell’Heineken Jammin’ Festival Contest, tutti con merito.

Il main stage è però il luogo dove si esibiscono i gruppi del mainstream e i vincitori del contest, arrivano così i La Carte, fanno presa sl pubblico che inizia a stringersi sotto il palco a godere della loro ottima musica, la loro mezz’ora la riempiono tutta e salutano il pubblico tra gli applausi.

I Plan De Fuga ci stupiscono con le loro contaminazioni, italiani anche se di nome spagnolo portano l’allegria nel palco principale e dimostrano ottima maturità musicale.

Arriva il momento dei La Fame di Camilla, che tra italiano e albanese, tra la tecnica perfetta e l’accompagnamento degli archi, dimostrano una precisione assoluta, a tratti distaccata ma non per questo poco coinvolgente.

Arrivano le 17.45, il caldo batte ancora forte, ma è il momento di uno dei tre gruppi tanto attesi, salgano sul palco gli Stereophonics ed il pubblico apprezza e salta, Kelly Jones sa bene come affrontare un palco, il resto del gruppo gli va dietro e così proponendo un successo dopo l’altro da “Stuck in a Rut” a “Uppercut”, passando per “Have a nice day” e chiudendo con “Dakota”, ci permettono di ascoltare le loro melodie e di cantare insieme a loro.

Cambio di palco e arrivano i The Cranberries intorno alle 20.00, dopo la reunion non sappiamo cosa aspettarci dal vivo, ma Dolores O’Riordan, in gonna e canotta nero e viola sorretta da stivali non indifferenti, e compagni sono ancora in gran forma e lo dimostrano nel tempo a loro disposizione. Rispetto ai loro predecessori fanno saltare di meno, ma la voce della cantante emoziona e non poco, le forze così vengono tenute da parte per il gran finale di giornata.
I Cranberries passano in rassegna le loro migliori canzoni, “Analyse” è già un buon inizio, segue “Animal Instinct”, ma è tutto il concerto un susseguirsi di successi: la calma “Time Is Ticking Out”, l’intensa “When You’re Gone”, la riflessiva “Ode To My Family”. Nonostante ciò il coinvolgimento è minimo, anche se una Dolores O’Riordan che accenna qualche danza tipica, sale l’attesa per il brano che ha il favore di tutto il pubblico e chiude la loro prima parte, “Zombie”.
Ritorno con cambio d’abito per la cantante che cerca nuovamente il coinvolgimento del pubblico, anche se in parte delude con le urla in stile tarantella, ma almeno nel bis che porta alla fase finale e chiude il concerto ci viene regalata l’indimenticabile “Dreams”.

Alle 21.50 circa arrivano gli Aerosmith, di loro vi abbiamo già raccontato tutto (potete leggere la recensione qui), delle due ore seguenti che hanno decretato il loro diritto ad essere la banda principale della giornata e che ci hanno emozionato oltremodo.

Oggi è il secondo giorno, noi continueremo ad aggiornavi e a divertirci.

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Informazioni sull'Autore

Informatico da sempre, blogger per passione, polemico per professione. Calabrese mezzosangue (per l'alta metà Campano), giro il mondo quando posso. Quando sono fermo ascolto musica. Amo i Pearl Jam, i Nine Inch Nails e gli Smashing Pumpkins. Il resto probabilmente mi piace molto. Ma niente neomelodico e pop scadente.



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