Reportage no image

Pubblicato il aprile 14th, 2010 | da Giuseppe Guerrasio

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In concerto a Cosenza Fiorella Mannoia fa sognare

Ieri sera,13 Aprile 2010, abbiamo avuto il piacere grazie ad F&P Group di poter partecipare alla data di Cosenza dell’ Acoustic Tour 2010 di Fiorella Mannoia. In quello noto anche come “Ho imparato a sognare tour” partito il 27 marzo 2010 dal Teatro Regio di Parma, e che in alcune date prevede anche la presenza di Noemi, che vede la cantante romana per la prima volta in concerto in versione acustica, accompagnata da Lele Melotti alla batteria, Carlo Di Francesco alle percussioni, Nicola Costa alle chitarre, Fabio Valdemarin al pianoforte, Paolo Costa al basso, e di un quartetto d’archi arrangiato da Marcello Sirignano.

Davanti al tutto esaurito del Teatro Rendano di Cosenza, Fiorella Mannoia si è presenta in mise elegante davanti al pubblico aprendo il concerto con “Le tue parole fanno male“, brano di Cesare Cremonini ma che assume un sapore diverso, come d’altronde tutti gli altri brani presentati nel corso della serata, quando è eseguito dalla grande interprete. Già dalla prima canzone è un trionfo, meritatissimo, che accoglie con il sorriso sulle labbra.
Dopo il primo saluto al pubblico Fiorella Mannoia da subito il meglio di se e presenta “Cercami” del suo amico Renato Zero, brano che emoziona il pubblico il quale non risparmia gli applausi. Segue la canzone “Ho imparato a sognare“, rivisitazione di uno dei più grandi successi dei Negrita, che da anche il titolo al suo ultimo album, ed anche in questo caso cambia la forma ma non la sostanza, si cala nella parte e rende sublime qualcosa di già stupendo.

Uno dei momenti più belli di tutto il concerto arriva quando Fiorella Mannoia si siede vicino al pianoforte ed accompagnata da Fabio Valdemarin intona “Sally“, il brano di Vasco Rossi che da un pò di tempo non proponeva dal vivo, trasmette in modo sincero tutta la malinconia della canzone e lascia al pubblico i sospiri.
Non manca naturalmente qualche cover di Ivano Fossati, autore strettamente legato artisticamente alla Mannoia, a lui è il tributo con “Lunaspina“, a cui segue poi il primo brano della cantante, anche se scritto da Enrico Ruggeri, “I dubbi dell’amore“, nel corso del quale la cantante ha un problema vocale ma che viene subito risolto e tra gli applausi del pubblico riprende con la tranquillità e l’eleganza che la contraddistingue. Non può poi mancare il tributo a Lucio Battisti, sale il ritmo ed è la volta di “Una giornata uggiosa“, con cui la Mannoia mostra di avere nel sangue anche il ritmo e apre a quello che ci sarà dopo.

Segue infatti “Clandestino” di Manu Chao, in una versione alquanto particolare, che inizia a far intravedere il chiaro schieramento di vedute (non definiamolo politico) di Fiorella Mannoia. La cantante cambia le parole della canzone e dice “La giustizia è clandestina….Haitiano clandestino… Aquilano clandistino…. Gino Strada Clandestino …. Il G8 Illegal“, evidenziando così il suo attaccamento ai problemi sociali e confermando una prima volta il suo apoggio ad Emergency. Il pubblico è con lei ed è un boato di consensi.
La prima parte si chiude in Medioriente, si chiudono le tende e si fas una piccola pausa.

Giusto il tempo di un cambio d’abito e Fiorella Mannoia rientra per il primo dei due bis, non più abito con gonna lunga, ma intatta l’eleganza anche se con canotta e pantaloni. Si inizia nuovamente e tocca all'”Estate” dei Negramaro, anticipo del brano della stessa cantante “Come si cambia“, con cui nuovamente dimostrata di non essere solo brava ad interpretare le canzoni altrui, ma anche a proporre suoi brani storici.
Nuova interpretazione, con tanto di introduzione che convincerebbe anche i più scettici e ben supportata dalla voce che ne segue, quella di “L’errore non esiste” di Tiziano Ferro.
Arriva il momento aspettato da tanti, soprattutto dai giovani, quello di “L’amore si odia“, la canzone che ha riportato ai primi posti delle classifiche Fiorella Mannoia insieme a Noemi, di cui la stessa interprete si dice ospite. A Cosenza non c’è Noemi, ma l’assenza della giovane non viene fatta sentire dall’esperta cantante.
Prima di spendere altre due parole sui temi sociali con il pubblico, la Mannoia non manca di fare il tributo all’ennessimo grande cantautore italiano proponendo “Sempre e per sempre” del Generale Francesco De Gregori.

Arriva il momento del monito politico da parte di Fiorella Mannoia quando prima di presentare il suo brano “Apri la bocca (e fai fuoco)” dice:

Quest’Italia non mi piace. Faccio parte di quei milioni di italiani, perchè siamo milioni, a cui non piace questo governo…
Che non si riconoscono nè nel governo nè nell’opposizione, non importa se destra o sinistra ma vogliamo un Italia legale…
L’unica cosa che possiamo fare è aprire la bocca e sputare fuoco!

Seguono due suoi brani “Oh Che Sarà” (scritto da Chico Buarque de Hollanda e Ivano Fossati) e “I Treni a Vapore“, la sua perfetta interpretazione è confermata ed accompagnata dal pubblico che intona insieme a lei entrambi i brani.
La seconda fase del concerto si conclude con “Pescatore“, brano storico portato al grande pubblico da Fiorella Mannoia insieme a Pierangelo Bertoli, ma prima di abbandonare il palco la cantante ancora una volta torna su Emergency e incita il pubblico dicendo:” Sosteniamo Emergency, se lo merita!“.

Per il secondo bis nuovo cambio di abito, sempre in pantaloni ma con canotta bianca e giacchetta e cappello in testa. Penombra e luci scure accompagnano “Via con me” di Paolo Conte, in una performance che sa anche di sexy.
Torna nuovamente un brano di Enrico Ruggeri prima della fine del concerto, accompagnata all’unisono dal pubblico Fiorella Mannoia canta “Quello che le donne non dicono“.

L’ultimo momento è quello della festa, scarpette bianche e comode per Fiorella Mannoia che  le permettono di saltare e danzare mentre canta “Il cielo di Irlanda“, un finale in crescendo che trasmette gioia, il tutto concluso dalla cantante che tra i corridoi del teatro balla con il pubblico, saluta tutti stringendo le mani saltella e rende tutto più leggero.

Il concerto si chiude così, con il sorriso sulle labbra per il pubblico e standing ovation per Fiorella Mannoia. Noi abbiamo provato emozioni di vario genere, dalla malinconia alla gioia, dall’arrabbiatura alla voglia di rivalsa. Tutto ciò grazie a quella che è forse da anni la migliore interprete in Italia, cantate che vi invitiamo ad andare a vedere dal vivo perchè non ne resterete delusi.

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Informazioni sull'Autore

Informatico da sempre, blogger per passione, polemico per professione. Calabrese mezzosangue (per l'alta metà Campano), giro il mondo quando posso. Quando sono fermo ascolto musica. Amo i Pearl Jam, i Nine Inch Nails e gli Smashing Pumpkins. Il resto probabilmente mi piace molto. Ma niente neomelodico e pop scadente.



One Response to In concerto a Cosenza Fiorella Mannoia fa sognare

  1. Ale says:

    Grande il duetto tra Fiorella Mannoia e Bungaro “Il deserto”! Me lo sono scaricato da iTunes e ho colto l’occasione per scaricare tutto il disco di Bungaro: è stata una scoperta!

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