Il nuovo lavoro in studio della band di Brandon Boyd Incubus, "If not now, when?" è il nuovo album | MelodicaMente

Uscite Discografiche Incubus

Pubblicato il luglio 14th, 2011 | da Greta C

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Incubus, “If not now, when?” è il nuovo album

Il nuovo lavoro in studio della band di Brandon Boyd e soci è finalmente disponibile all’acquisto dal sito ufficiale della band e su iTunes. Ad annunciarlo è stato il manager Steve Rennie che si è detto entusiasta di questo disco, in uscita nel continente americano pochi giorni fa il 12 Luglio 2011 e ora disponibile in tutto il globo.

Il disco dal titolo “If not now, when?” arriva dopo cinque anni di silenzio dal predecessore “Light Grenades” e contiene i seguenti undici brani:

  1. “If not now, when?”
  2. “Promises, promises”
  3. “Friends and lovers”
  4. “Thieves”
  5. “Isadore”
  6. “The original”
  7. “Defiance”
  8. “In the company of wolves”
  9. “Switchblade”
  10. “Adolescents”
  11. “Tomorrow’s Food”

Le parole del manager della band americana hanno espresso, come previsto, molta soddisfazione riguardo al lavoro fresco di stampa: Steve Rennie ha definito l’album semplicemente con il termine “wow” aggiungendo poi  che il disco è diverso da tutte le precedenti prove della band che, ad ogni lavoro si sa reinventare e soprattutto ricercare nuovi suoni e tendenze dimostrando sempre un’originalità di base molto importante.

L’unico membro della formazione che per ora ha rilasciato un’intervista è stato il chitarrista Mike Einziger che, alla CNN, ha spiegato l’importanza della crescita e del cambiamento: “Ovviamente siamo cresciuti tutti, e in modi diversi. Tutte le volte che facciamo un disco è solo un tentativo di fissare chi siamo come persone e chi siamo come band in quel momento. Come individui siamo cambiati, quindi quando ci siamo ritrovati tutti e abbiamo iniziato a suonare, eravamo diversi da quello che eravamo quando ci eravamo visti per l’ultima volta”.

 

Incubus | © Theo Wargo/Getty Images

Alcuni mesi fa, sempre Einziger aveva spiegato che il filo conduttore del disco è la semplicità: la ricerca di emozioni medianti arrangiamenti semplici così come testi d’effetto ma molto lineari, in grado di donare al lavoro una semplice purezza.

Cinque anni di maturazione e soprattutto di ricerca di un nuovo messaggio da trasmettere, questa sembra essere stata la cura degli Incubus, spariti dalle scene proprio per ritrovare un nuovo messaggio in grado di ammaliare i fan. La voce di Brandon Boyd sembra scorrere sempre molto bene ma, purtroppo, i primi giudizi verso l’album non sono stati entusiasmanti anzi, alcuni hanno davvero demolito il nuovo lavoro degli Incubus.

Le prime recensioni riguardo al disco sentenziano una vicinanza con il sound degli U2 o ancora più precisamente a quello dei Coldplay, mettendo da parte dunque quella vena alternativa che aveva caratterizzato gli Incubus all’inizio della carriera.

Il disco sembra suonare molto calmo e le parole del chitarrista Einziger sembrano essere la chiave perfetta per la comprensione del lavoro su cui sono già piovute critiche riguardanti la poca sperimentazione: sembra mancare la vena creativa di Brandon che aveva contraddistinto il successo della formazione e quella voglia di osare da sempre marchio di fabbrica della formazione.

Prima di azzardare un commento personale verso un disco che sicuramente ha bisogno di più ascolti prima di essere giudicato, è necessario ascoltare questo nuovo lavoro mettendo da parte i dischi passati della formazione ma, cercando di percepirlo e comprenderlo semplicemente nella sua totalità. I periodi di “S.C.I.E.N.C.E” e “Light Grenades” sono lontani e forse sarebbe preferibile non azzardare un paragone con i classici della formazione californiana.

Fra i brani da menzionare di “If not now, when?” c’è sicuramente “Adolescents” e “Promises, Promises”, singolo che vi proponiamo a seguire, che sembrano formare un percorso all’interno del nuovo sound degli Incubus. Quanto sia riuscito questo disco, come sempre, è un parere del tutto personale. Di certo, ancora una volta, Brandon e soci hanno cercato di dare alle stampe  un disco che non ricalcasse i precedenti, offrendo un punto di vista diverso. Quanto il diverso sia meglio, è ancora da giudicare.

Ecco “Promises, Promises“, seconda traccia di “If not now, when?“:

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