Interviste Lili Rocha - Into the fire - Artwork

Pubblicato il gennaio 8th, 2013 | da Greta C

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Intervista a Lili Rocha: “Sono una zingara e si riflette nella musica”

Lili Rocha è un personaggio davvero cosmopolita, dalle piazze della sua città, a Porto Seguro in Brasile, passando per “Gabriela” a Ilhéus toccando l’Europa, i trampolini e le occasioni colte da Lili Rocha sono state innumerevoli. L’artista ritorna con un disco in inglese dopo aver approfondito lingue a lei più vicine ma le sfide all’artista sembrano piacere moltissimo. Dal Brasile al Portogallo passando per l’Italia, Spagna e Svizzera, innumerevoli stati con tradizioni e culture diverse ma che Lili Rocha ha saputo fare propri. La carriera di Lili Rocha è un veloce divenire e incontri che fanno sì che l’artista diventi sempre più internazionale, dall’Accademia di Musica Italiana a Zurigo passando con Matthias Oertle, autore di canzoni e attuale produttore.

Moltissimi i fan di Lili Rocha che la sostengono praticamente in tutto il mondo; proprio noi di MelodicaMente abbiamo avuto l’opportunità di parlare con l’artista ed ecco come lei stessa ha descritto il suo percorso di vita ma soprattutto quello musicale.

Lili Rocha - Pagina Facebook

Lili Rocha – Pagina Facebook

1. Dal Brasile a Zurigo toccando gli Stati Uniti. Come racconteresti le diversità e, se ci fossero, le somiglianze di queste culture che tu hai vissuto sulla pelle e hai fatto tue?

Chiaramente le differenze più le ho trovate tra il mio paese, Brasile, e la Svizzera! È difficile immaginarsi un contrasto più forte: il Brasile, dove tutto è caotico, dove la gente vive all’aperto e coglie ogni opportunità per fare festa. E dall’altra parte la Svizzera, molto organizzata, dove la gente è piuttosto chiusa e dove il lavoro è più importante che le feste! Ma devo dire che col tempo ho imparato di apprezzare molto la gentilezza e la civiltà degli Svizzeri, soprattutto anche nel loro rapporto con gli stranieri. É un paese veramente bello dove vivere. Gli americani, invece, sono più aperti ed è più facile fare amicizia. Certamente l’America ha più somiglianza con il Brasile anche per il mix culturale che si ritrova. Come artista, l’America mi affascina molto, perché trovo gli una grande libertà d’espressione e di vita!

2. La tua discografia prevede brani cantati in lingua portoghese, spagnola e italiana. Ci racconti la motivazione che ti ha spinto ad utilizzare così tanti linguaggi per esprimerti?

Ho sempre portato in me la voglia di cantare in più lingue. La lingua italiana era la mia prima scelta, perché la trovo bellissima e musicale. Quindi al mio esordio, insieme al mio compositore e produttore, Matthias Oertle, abbiamo scritto tutte le canzoni in portoghese ed italiano. Essendo brasiliana, lo spagnolo era una scelta naturale, perché è molto simile al portoghese. La vera sfida per me era di fare il passo verso la lingua inglese: le mie conoscenze del tedesco mi hanno aiutato, ma è stato un lavoro duro. Includere l’inglese nel mio repertorio era una scelta pensata per arrivare ad un pubblico globale.  Allo stesso tempo, mi ha fatto capire che l’inglese è veramente il linguaggio vero della musica rock!

3. Il tuo disco dal vivo “Lili Rocha Live” è stato un grande successo e, lanciato in cd e dvd, ha vinto il disco d’oro in Italia. Cosa è per te la dimensione live e come definiresti questo lavoro riassuntivo proprio degli oltre 80 concerti realizzati?

Fare concerti live è il mio ossigeno: come cantante ho bisogno del palco e dell’applauso del pubblico. I concerti mi fanno sentire viva. Il cd “Lili Rocha Live” è a mio parere un lavoro molto riuscito, mi piace ancora tanto, anche a distanza di più di tre anni. Rappresenta anche un bel riassunto di una mia tappa artistica importate, quella italiana, in cui ho registrato tre album in studio a Milano ed ho fatto concerti in tutto il paese, da Como fino a Catania.     

4.Into the Fire” è stato scritto in lingua inglese e registrato in USA. Come è nata la scelta di optare per l’inglese e quali diversità, rispetto ai precedenti lavori, hai trovato nel registrare un disco negli Stati Uniti?

“Into The Fire” è il mio secondo album in lingua inglese, dopo “Lili Rocha Rocks!” La prima esperienza di registrare in America era molto positiva, quindi abbiamo deciso di continuare a lavorare con la stessa squadra. La musica rock è ancora molto fresca e viva in tutta l’America, ma soprattutto intorno a New York e New Jersey. Abbiamo registrato l’album nella piccola città di Asbury Park, famosa perché è stata il punto di partenza della carriera di Bruce Springsteen. Registrare il rock “a casa sua”, con dei musicisti bravissimi è stata un’esperienza veramente gratificante e penso che si senta questo sapore autentico nel mio nuovo album.

Lili Rocha - Into the fire - Artwork

Lili Rocha – Into the fire – Artwork

5. Un incrocio di culture e pubblico sparso in tutto il mondo. Se dovessi descrivere i tuoi fan in base alla loro provenienza geografica, come li definiresti? Quali differenze e similitudini hai notato?

La mia musica è accessibile a tutti coloro che amano la musica popolare. I miei fans sono cresciuti con la musica rock e pop internazionale. Alcuni gradiscono di più le canzoni melodiche e altri comprano i miei cd per l’energia che riesco a trasmettere. Una base importante dei miei fans è in Italia, dove ho venduto più dischi.

6. Nel brano “Get Real” affronti una tematica molto delicata come quella della vita virtuale versus quella reale. Tu che approccio hai con la comunicazione via internet? Pensi che le vere emozioni stiano scomparendo in quanto si preferisce sempre più il mezzo virtuale?

Io uso internet come mezzo di comunicazione, ma non “vivo” nel mondo virtuale. Come con tutte le tecnologie, ci sono degli aspetti positivi e negativi. Di sicuro internet facilita molto la diffusione del sapere nel mondo, soprattutto nelle società in via di sviluppo. C’è un certo rischio però, che la gente perda il senso della realtà e il gusto per le emozioni vere. “Get Real” parla di questa mancanza di emozioni nella vita reale.

7. Con “Happy” hai voluto coverizzare un mostro sacro della musica mondiale quale Bruce Springsteen. Come mai hai scelto proprio questo brano e che cosa rappresenta per te?

Bruce Springsteen è uno dei grandi nella musica. Mi piace sopratutto per la sua grande energia, che trasmette nella sua voce ruvida e sincera. “Happy” mi ha toccato la prima volta che l’ho sentita. Non è uno dei grandi successi di Bruce Springsteen, ma è una canzone particolare, sia per le parole che per la musica. C’è una grande saggezza in questo brano, che parla delle difficoltà della vita e il conforto che porta l’amore vero. La nostra esistenza diventa molto più sopportabile con un compagno o una compagna accanto.

8. Hai inserito l’unica canzone scritta in italiano “Pensa Bene” in un album interamente in inglese, a cosa è dovuta questa scelta e perché hai voluto inserire una goccia “italiana” in un contesto inglese?

E vero, “Pensa Bene” è molto diversa di tutte le altre canzoni dell’album, non solo per la lingua, ma anche per il suo genere musicale. Francamente, eravamo indecisi se inserirla o no in questo album. Sono stati proprio gli americani, che ci hanno convinto di inserirla. Per loro, questa goccia “italiana” dava al disco un sapore tutto speciale, che gli piaceva molto. Inoltre mi piace essere vista come una cantante che sa anche sorprendere e che si trova al suo agio in generi musicali diversi.

9. Il nuovo album può essere visto sotto il punto di vista della sfida. Sembra che Lili Rocha abbia voluto aggiungere un nuovo tassello ad una carriera multietnica, intrisa di diverse culture e linguaggi ma soprattutto sempre rivolta verso la sfida. Come spiegheresti la tua carriera?

In fondo all’ anima io sono una zingara e questo si riflette nella mia musica. Oggi mi piace cantare un brano romantico in italiano, domani voglio cantare un tango in spagnolo o una samba in portoghese. Non sto mai ferma. Per ora, esprimo la mia anima rock.

10. Il disco “Into the Fire” è fresco d’uscita quindi probabilmente è prematuro chiederti quali sono le intenzioni future ma hai qualche sogno nel cassetto o qualche desiderio che ti piacerebbe realizzare prossimamente?

Voglio tornare a fare concerti! Sono impaziente di far ascoltare i miei nuovi brani live ad un grande pubblico! Ho l’intenzione di partire per un tour americano in primavera, dove voglio fare dei concerti nelle grandi città.

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