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Reportage Sonisphere 2011

Pubblicato il giugno 26th, 2011 | da Greta C

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Gli Iron Maiden accendono il Sonisphere Italia

Il Sonisphere per la prima volta quest’anno è sbarcato in Italia e, anche essendo alla prima edizione nostrana, ha mostrato davvero una buona organizzazione riuscendo ad ospitare gruppi di altissimo livello fra cui gli Iron Maiden. Buona organizzazione non a 360 gradi però vista la cancellazione di un intero palco, il Saturn Stage, a poche ore dall’inizio dell’atteso evento metal.

Il festival, dalla durata di due giorni, 25 e 26 giugno si sta svolgendo ad Imola, nell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Lo spazio sembra essere adatto per l’evento e soprattutto il primo giorno si è svolto nei migliori dei modi.

Ecco la scaletta delle esibizioni di questa prima giornata:

  • 09.45-10.05: RISE TO REMAIN
  • 10.25-10.50: ARCHITECTS
  • 11.10-11.35: ESCAPE THE FATE
  • 12.00-12.30: BRING ME THE HORIZON
  • 13.00-13.35: APOCALYPTICA
  • 14.05-14.50: MASTODON
  • 15.20-16.10: ROB ZOMBIE
  • 16.40-17.25: PAPA ROACH
  • 17.55-18.45: MOTORHEAD
  • 19.15-20.15: SLIPKNOT
  • 21.00-23.00: IRON MAIDEN

I cancelli dell’autodromo si sono aperti alle ore 9.00 e i fan presenti erano già davvero molti: la prima esibizione dei Rise To Remain, provenienti dall’Inghilterra, si mostra piacevole e positiva, infatti gli applausi sono già molto concitati e i ragazzi, tutti molto giovani, mostrano un buon rapporto con il pubblico.

Ancora una band inglese a susseguire ma questa volta sono gli Architects, che a dispetto delle attese, si sono mostrati abbastanza contenuti senza eccedere in un deathcore pesante. La scelta della scaletta ha proteso per brani più melodici ed intricati ma il gruppo non sembra trovarsi pienamente a proprio agio, forse per il momento dell’esibizione, situata in mattinata e dunque ancora nella parte iniziale della giornata, o forse anche per le dimensioni dell’autodromo che non ha di certo aiutato in quanto a suoni.

Dal deathcore all’emo, che possiamo definire però, emo molto più complesso con il sound degli Escape The Fate. Il gruppo si presenta con un abbigliamento e un look che fa subito storcere il naso ai metallari puri ma, se non si bada troppo all’apparenza, il gruppo ha proposto un’esibizione di tutto rispetto. Originari di Las Vegas, hanno fornito un’esibizione piacevole soprattutto grazie al cantante e anima della band Craig Mabbitt. Chissà perché non è ancora diventato un idolo della generazione emo?

La mattinata avanza e il quarto gruppo della giornata musicale arriva sul palco “There Is A Hell” I protagonisti sono i Bring Me The Horizon, sicuramente il gruppo esibitosi più conosciuto finora all’interno della giornata. Ancora una volta il live sembra sporcare un po’ la pulizia di suoni particolari e difficilmente riproducibili e, si nota pesantemente la difficoltà di ottenere un sound accettabile in una location come quella dell’autodromo. L’esibizione, purtroppo, non è stata davvero fra le migliori della giornata e si notano i primi fan delusi ma allo stesso tempo pronti a rinvigorirsi con altre attesissime esibizioni.

E’ il momento dei finnici Apocalyptica che con la presenza degli archi imponenti cattura l’attenzione anche del pubblico più distratto. Il gruppo sfoggia una serie di brani di repertorio con diverse cover fra i quali si segnala “Inquisition Symphony” brano strumentale dei Sepultura che è uno dei gioielli della band. Lo spettacolo è sicuramente diverso da ciò che c’è stato prima e il pregio degli Apocalyptica è quello di mostrarsi sempre profondamente legati ai loro cavalli di battaglia con cover e archi.

Gli americani Mastodon, sotto un sole cocente, vivono un momento iniziale difficile seguendo le difficoltà tecniche dei Bring Me The Horizon. Successivamente, dopo alcune canzoni, la band sembra trovare un proprio assesto e anche il pubblico inizia a scaldarsi rispondendo ai continui incitamenti del gruppo che ricerca un feedback.

Rob Zombie scalda davvero gli animi e si presenta con vestiti di scena horror: lo spettacolo scorre liscio e in modo molto adrenalico. Proseguiamo con i Papa Roach che hanno confezionato un’esibizione per un pubblico molto soddisfatto. L’impianto acustico ridotto ai minimi termini, proprio per evitare problemi di audio, ha permesso alla band di esprimersi al meglio, scaldando il pubblico a dismisura.

Ecco il momento dei gruppi più attesi della serata: i Motorhead aprono le danze con un pezzo di repertorio storico “Iron Fist” che mostra un’ottima forma della band. Le canzoni, seppur in alcuni passaggi non proprio precise, sono cariche di entusiasmo, ricordi e passioni di una delle band cult del panorama metal e rock’ n’roll.

E’ il momento degli Slipknot, di rosso vestiti e con le consuete maschere di scena. Dopo diversi anni, la band mostra un legame profondo con i fan e anch’essi si dimostrano innamorati del gruppo che è pronto a scatenare il palco. La performance si svolge fra lingue di fuoco che scaldano ancora di più l’esibizione anche se, visto il caldo, forse non ce ne sarebbe stato bisogno. Accanto alla batteria vi è la tuta di Paul Gray, che ricordiamo per essere stato il bassista degli Slipknot. La performance è piena di grinta e il pubblico sembra essere in visibilio al consueto gioco di “jump the fuck up“. La band si mostra ancora eccezionale dal vivo e un’esibizione degli Slipkon non si può dimenticare facilmente.

Gli Iron Maiden sono pronti per il loro trionfale momento: la scenografia futuristica incuriosisce i fan che al momento d’inizio si trovano tutti accalcati vicino al palco. Il sound della band è apparso buono e i pezzi che veramente accendono il pubblico sono quelli di repertorio, cantati all’unisono da tutti i presenti. Bruce Dickinson, durante lo show, si lamenta pubblicamente della posizione troppo arretrata degli amplificatori e ciò, sicuramente, non avrà fatto molto piacere all’organizzazione. Sono una delle band più amate dell’heavy metal internazionale e ciò si nota, soprattutto e quasi esclusivamente, riguardo ai classici.

Una serata che sicuramente non delude le attese e, visti i grandi nomi, c’era da aspettarselo. Ancora una volta, preoccupa il sound e la resa del suono di uno spazio così grande e aperto, seguendo la scia di quanto detto per l’Arena Concerti di Rho Fiera. Attendiamo le esibizioni di domani per poterne dire di più. Mi raccomando non perdetevi la recensione dei concerti che si terranno fra pochissime ore! Qualche nome? Linkin Park, Sum 41 e gli attesissimi My Chemical Romance.

 

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3 Responses to Gli Iron Maiden accendono il Sonisphere Italia

  1. Darren Hobson says:

    ….sonisphere che delusione come attrezzato, ho fatto tantissimi festival dal 1990, mai mai mai cosi messo male, 40 bagni chimici per cosi tanta gente?? mah?? zona troppo lungo e troppo stretta, solo iron maiden hanno usato il maxi schermo che per molti era nascosto dietro le due torri!! pregi…. cibo buono e fresco, fontane numerose e anche docce…. sedie sdraio comodissime!! ovviamente sabato i gruppi erano grandi e hanno suonato alla grande.
    più grande cavolata del giorno… per uscire!!!! bloccato per 15 minuti perchè la polizia hanno stretto il percorso e hanno rischiato una tragedia!!!
    oggi andiamo di nuovo… speriamo bene, ma più tardi.. troppo caldo e vogliamo evitare la fila per il cesso!!

  2. Violet says:

    Beh i concerti estivi (in Italia ma non solo) purtroppo non sono organizzati al 100% perfetti. Ci sono pregi e difetti e, già l’avere acqua a disposizione con questo caldo, mi sembra mooolto positivo 🙂 Facci sapere il tuo parere anche per quest’oggi! 🙂

  3. Riskio says:

    a me è piaciuto molto sopprattutto da Rob Zombie in poi anche se a mio parere i migliori sono stati Slipknot e Papa Roach e gli Iron alla fine hanno completatato il tutto alla grande.
    Di lamentele per l’organizzazione ne avrei da fare ma daltronde come in tutti i festival dove sono andato.
    L’importante è avere ascoltato buona musica ed essersi divertiti.

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