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Pubblicato il giugno 28th, 2011 | da Filippo Cosentino

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Jeff Beck in concerto al Festival 10 Giorni Suonati di Vigevano

Chi si avvicina oggi alla chitarra elettrica e scopre Jeff Beck pensa subito ad un musicista e compositore con idee stravaganti, innovative e modernissime. Se poi unna volta innamoratosi del personaggio avesse anche voglia di studiarne la biografia scoprirebbe che Beck è stato dagli anni Sessanta un’icona della chitarra. Andiamo con ordine quindi. Agli inizi delle sua storia la chitarra elettrica era uno strumento utilizzato quasi esclusivamente per accompagnare: abbiamo pochi esempi nel blues e nel jazz di solisti. Ovvio, la chitarra ha un suono ridicolo se confrontato con quello di strumenti considerati più nobili come archi, pianoforte e fiati. Le cose cambiano quando le ditte di amplificatori forniscono ai chitarristi un tramite attraverso il quale far sentire l’urlo, il frastuono, la potenza della propria chitarra. E’ stata una rivoluzione: per averne una prova ascoltate gli album dei Beatles ( vangelo per i musicisti ) e confrontateli con i suoni degli album di altri gruppi come Led Zeppelin, Deep Purple, Who, Yes, Yardbirds – nell’analisi tenete anche conto che i generi sono differenti. Yardbirds, eccoli qua. La carriera di Beck possiamo dire che è iniziata con questa band con la quale ha inciso tre album, dal 1965 al 1966: “For your love”, “Having a rave up” e “Roger the Engineer“.

Jeff Beck | © Simone Joyner/Getty Images

In realtà Beck servì agli Yardbirds per coprire il buco temporale che li separava dall’addio a Clapton e dall’arrivo di Page: Beck aveva idee evidentemente diverse dai suoi colleghi che volevano assomigliare ai Beatles.   Ora abbiamo tutti i nomi e gli elementi per comprendere la sua carriera negli anni successivi. Da sempre ammirato più dagli addetti ai lavori che dagli amanti della chitarra, Beck si è visto spesso affiancato nelle classifiche da altri grandi chitarristi come Clapton, Page, Van Halen, May forse preferiti dal pubblico. Nel corso degli anni è stato cercato dagli Stones e da altri fantastici gruppi senza però ottenerne nulla. Anzi Jeff Beck ha iniziato una gloriosa carriera solistica nel 1975 con “Blow by Blow”. Tra i primi a utilizzare i sintetizzatori, un mago della leva – quel fantastico oggetto che pende sulla destra delle Fender Stratocaster, la chitarra che usa Beck tanto da averne anche un modello personale, singature – un suono stratosferico ne fanno oggi uno dei maggiori interpreti della sei corde. Non perdetevi quindi la sua unica data italiana a Vigevano nell’ambito del festival 10 Giorni Suonati, domani mercoledì 29 Giugno. La location del concerto è il Castello Sforzesco. Ancora qualche consiglio sulla discografia se siete dubbiosi o scettici: 1976 – “Wired“, 1989 – “Jeff Beck’s Guitar Shop”, 1999 – “Who Else!“, 2006 – “Live At BB King Blues Club”.  

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Informazioni sull'Autore

Filippo Cosentino è uno dei chitarristi emergenti dell’attuale panorama musicale. Ne fanno fede il già importante numero di partecipazioni che ha collezionato sia in tournée sia in ambito discografico: nel pop con Dario Dima, Diamante, Emile Rivera, Luca Mercurio, Men in flow, Riccardo Cavalli, Marco Rotellini, Pest e Personaggi Scomodi, Hi Life Connection, Roberto Cerrato, Daniele Bruno, Alessandro Musio, Mariano Pappalardo ed Alessandro Angeletti (Green Production) con i quali collabora in qualità di turnista ed arrangiatore; nel blues con James Thompson, Marco Pandolfi, Nick Becattini, Giorgio Cavalli; nel jazz: Arnaldo Acosta, Daniel Alvarez, Teo Ciavarella, Renzo Coniglio, Cukin Curiel, Carlitos Estrada , Federica Gennai, Pietro Lomuscio, Alessandro Minetto, Barend Middelhoff, Rafelito Mirabal, Irene Robbins, Gianni Serino, Marco Soria, Don Stapleson, Carl Silberschlag, James Thompson, Felle Vega, Wann Washington, The Michele Borlini Jazz Band (sul disco Pest e Personaggi scomodi-Bootleg). Ha anche collaborazioni nel mondo del teatro (con Andrea Giordana) e in quello del cinema: nel 2010 ha composto la colonna sonora del cortometraggio Elogio alla solitudine (RaiCinema) del regista Emanuele Caruso. Il corto è stato selezionato per il 63° Festival del Cinema di Cannes, e per il Trento Film Festival. Chitarrista apprezzato per la sue versatilità, è stato spesso invitato ad importanti festival italiani ed internazionali: Alba Music Festival, Suoni dalle Colline di Langhe e Roero, Moncalieri Jazz, Open World Jazz Festival (Ivrea), Acoustic Guitar International Meeting, finalista alla 13^ edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani. Vincitore nel 2003 del concorso nazionale “Buona musica a tutti!” della rivista Chitarre. È Direttore Artistico della rassegna internazionale San Giuseppe in jazz, del Premio Targa Milleunanota ed è endorser Breedlove Guitar Company.



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