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Pubblicato il febbraio 11th, 2012 | da Angelo Moraca

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Johnny Cash, un museo a Nashville

Il precedente esprimento non andò proprio a buon fine. Ovvero la House of Cash con sede a  Hendersonville, nel Tennessee, fu oggetto di un incendio in seguito a lavori di ristrutturazione nel 2007 dopo aver chiuso i battenti al pubblico e venduta a Barry Gibb dei Bee Gees dopo la morte dei coniugi Cash. Un piccolo scorcio di quella che fu la casa di Johnny Cash lo si può ammirare nel video della canzone “Hurt” dove compare, all’inizio, il cartello con la scritta “Closed to Public”.

Il nuovo museo sarà gestito da Bill Miller amico e collezionista di pezzi rari e personali appartenuti a Johnny Cash in accordo con i figli del Man in Black i quali sono fiduciosi dell’operato di Miller in quanto gran sostenitore dello stesso Cash e collezionista di pezzi rari che saranno per l’appunto esposti in occasione dell’apertura del museo a Nashville sulla strada principale della città Lower Broadway.

L’operazione è degna della grande passione nutrita nei confronti di Cash  e della sua musica, contemporaneo di Elvis Presley e pioniere della musica country e western. Un p0′ di storia con le date più importanti. Cash nasce il 26 Gennaio 1932 a Kingsland in Arkansas (doveroso ricordare che i due eredi legittimi hanno dato via ad un progetto per preservare proprio la casa che offrì il natale a Johnny), uno dei sette figli di un agricoltore ed una casalinga. La sua passione per la musica si manifesta già da piccolo ed impara così a suonare la chitarra e a comporre le prime canzoni.

Johnny Cash | © Robin Jones/Evening Standard/Getty Images

Ha collaborato anche con Bob Dylan ed è stato fonte di ispirazione per innumerevoli artisti. Cominciò col gospel ma su consiglio del boss della Sun Records (etichetta discografica statunitense che operò dal 1952 al 1968) Sam Philips, si concentrò sulla musica country e western. Incise così nel dicembre del 1957 “Ballade of a Teenage Queen” e “Big River” che escono come singolo e diventano una coppia di classici sia per Cash che per la Sun Records. Il successo di questi due singoli lo portò all’etichetta Columbia. Registrò poi nel 1963 Ring of Fire” e la cover di Bob Dylan “It Ain’t me, Babe” del 1964 dove duettò con June Carter, attrice e cantante, che sposò poi nel marzo del 1968. Da qui nasce il fenomeno Jhonny Cash.

Cash cominciò così nel Gennaio del 1960 una serie di concerti nelle prigioni di cui si ricordano in principal modo due che possiamo definire concerti chiave: quello del 13 Gennaio 1968 e quello del 23 Febbraio 1969, dai quali furono prodotti gli album At Folsom Prison e At San Quentin, entrambi triplo disco di platino. Questo perchè, come ricorda James Hetfield dei Metallica, “parla per la gente fallita, gente che non può farsi sentire o che nessuno vuole sentire”. Ancora, il 22 Agosto 1983 Cash pubblica “Jhonny 99” e il 24 Febbraio 1986 il singolo “Highwayman” vince un Grammy come miglior canzone country. Tutto questo mentre di lui si persero le tracce per circa 20 anni. Tornò sulla scena musicale nel 1993 quando gli U2 lo invitarono a partecipare all’album Zooropa.

Jhonny Cash ci lascia il 12 Settembre 2003 nella sua casa di Nashville, all’età di 71 anni, 4 mesi dopo la scomparsa della moglie avvenuta il 14 Maggio dello stesso anno.

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