Dopo aver esplorato due nuovi generi musicali come il Kawaii Metal, il genere musicale che viene dal Giappone | MelodicaMente

Rubriche babymetal-live

Pubblicato il giugno 23rd, 2016 | da Stefano Pellone

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Kawaii Metal, il genere musicale che viene dal Giappone

Dopo aver esplorato due nuovi generi musicali come il vaporwave e il Nintendocore, per il prossimo nuovo genere musicale andiamo in un luogo fisico e non nella Rete: il genere musicale su cui ci soffermeremo questa volta è il Kawaii Metal.

Prima di tutto, diamo una data di nascita al genere: il Kawaii Metal nasce intorno al 2010 e il nome prende spunto dalla parola giapponese  “kawaii” (giap. 可愛い or かわいい) che vuol dire “carino, adorabile”. Il genere mette insieme questa parola con il metal per indicare un certo stile con cui gli artisti di questa corrente musicale si approcciano al pubblico. Scordatevi Jem e le Holograms, qua siamo nel regno delle Misfits.

Parliamo ora invece dell’origine di questo genere musicale: il Kawaii Metal nasce come evoluzione del Visual Kei, un genere musicale che insieme al metal tradizionale poneva sul palco un’estetica molto caricaturale e “pesante”, con gli X-Japan come band più rappresentativa di quel momento (parliamo degli anni ’90). Questo genere attirò l’attenzione di Marty Friedman, un giovane chitarrista che decise di emigrare in Giappone per provare qualcosa di nuovo e fece nascere il J-Pop Metal con il progetto Death Panda. Il lavoro di Friedman con l’idol system giapponese ha fatto nascere vari altri progetti tra cui quello delle Sakura Gakuin. Da quel progetto è fuoriuscita Suzuka Nakamoto che ha deciso di fondare un gruppo autonomo chiamato BABYMETAL che ha fatto nascere ufficialmente il Kawaii Metal.

Affrontiamo ora la questione dello stile musicale: il Kawaii Metal è un misto di J-Pop e heavy metal spesso accompagnato da acconciature o abbigliamenti che richiamano alla cultura giapponese delle idol (le Band-Maid sono vestite da “maids”, cameriere, per esempio). Questo genere affonda a piene mani dallo speed metal e dal death metal in generale e mescola il tutto con la cultura dei fumetti manga: il Kawaii Metal è diventato anche l’occasione per far sì che molte ragazze in Giappone esprimessero la loro voglia di fare musica, sdoganando parzialmente la figura femminile nel panorama musicale nipponico e portando alla luce molti gruppi che si stanno facendo conoscere ed apprezzare anche all’estero.

Chi sono gli artisti iconici della vaporwave? Impossibile non citare le Babymetal e il loro disco omonimo di esordio del 2014 così come il singolo “Doki Doki morning” del 2012 e l’agenzia di entertainment giapponese Amuse, Inc. (株式会社 アミューズ Kabushiki-gaisha Amyūzu). Dopo di loro nel corso del tempo si sono affiancate altri artisti di riferimento e gruppi di componente principalmente (se non completamente) femminile come Band-Maid, Destrose, Aldious, Mary’s Blood, LIGHTBRINGER, Passcode, Stereopony, Cyntia, Brideair e Doll $ Boxx. Una menzione a parte la meritano i LadyBaby, un gruppo formato da Ladybeard, il wrestler professionista Rick Magarey e due aspiranti modelle, Rie Kaneko e Rei Kuromiya, che hanno spinto il Kawaii Metal più in là fondando il sottogenere KawaiiCore.

Dopo tutte queste parole, è il momento di lasciare spazio alla musica: eccovi quindi qualche video emblematico di Kawaii Metal. A me non resta che augurarvi buon ascolto e il rivederci al prossimo articolo sui nuovi generi musicali.

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4 Responses to Kawaii Metal, il genere musicale che viene dal Giappone

  1. Maancheno says:

    C’è da dire che lo stile non è uniforme, sopratutto via via che le band acquistano maggior libertà compositiva; dal mio punto di vista ad esempio – grazie al cielo 😉 – rispetto a fenomeni tipo babymetal Band Maid fanno più che altro un rock energetico che approccia l’Hard rock più che il metal così come lo intendiamo noi (elementi metal ci sono, ma come ingrediente) ; le band maid sono quelle che mi paiono più interessanti per il pubblico occidentale al momento, anche perché suonano bene (benissimo?) e generosamente, e sanno meno di “prefabbricato” rispetto ad altre una volta superato lo strato markettaro. Il contrasto fra l’aspetto e la capacità di tirar fuori assoli veri, vecchio stile, è… continuamente sorprendente…

  2. Stefano Pellone says:

    Lo stile del Kawaii Metal sta evolvendo come spesso accade nei movimenti musicali “giovani” (tanto è vero che già nell’articolo si parla di un suo sottogenere, il KawaiiCore). Nascendo dal grande fenomeno complessivo delle Idol, la musica giapponese moderna ha sempre avuto una grande ricerca di melodia e suoni “catchy” senza per questo disdegnare l’aspetto tecnico in cui sono maestri. Mi aspetto ulteriori sviluppi in futuro.

  3. Chiariamo un paio di punti
    Friedman non c’entra tantissimo con la creazione del Kawaii Metal, l’artefice del tutto è tale “Kei Kobayashi” poi noto come KobaMetal o KxBxMETAL, che altri non è che un “produttore” incaricato dall’agenzia Amuse di gestire un nuovo di Idol, le SakuraGakuin, con lo scopo di lanciare alcune ragazze in vari campi dell’entertainment di competenza dell’agenzia, e quindi all’interno di questo gruppo di Idol, nascono varie sub-unit, tra le quali le BABYMETAL con Suzuka Nakamoto alla voce e Yui Mizuno e Moa Kikuchi coi cori, era il 2010 e le BABYMETAL son nate, nel marzo 2013 Suzuka è uscita dal gruppo principale (le SakuraGakuin) ma le BABYMEAL han continuato ad esistere come gruppo a se stante, non piu’ sub-unit del gruppo principale, dopo due anni nel marzo 2015 anche Yui e Moa sono uscite dalle SakuraGakuin, cosi’ dal 2015 le BABYMETAL sono del tutto staccate dall’altro gruppo.
    In patria il successo tra i fan del genere idol è stato quasi immediato, ma solo nel 2014, grazie ad un video “React to…” dei FineBros. è arrivata la notorieta’ internazionale, che le ha fatte conoscere in patria ad un piu’ ampio pubblico, quasi fossero un gruppo “importato”, nell’estate 2014 il primo WorldTour e via cantando e ballando per il mondo fino ad oggi

  4. Raffaele says:

    Cavolo una ricerca prima di scrivere qualcosa non sarebbe male. Ma sembra che ormai sia diventato un optional per scrivere un articolo..

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