Recensioni Copertina dell'album di Kelis

Pubblicato il aprile 28th, 2014 | da Lucrezia Alparone

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Kelis: “Food”. La Recensione

Kelis: “Food”. La Recensione Lucrezia Alparone
Voto MelodicaMente

Summary: Con "Food" Kelis ha celebrato due parti della vita: la prima è culinaria, l'altra musicale

3

Disco Piccante


Voto Utenti: 5 (1 voti)

Dopo un silenzio durato 4 anni, la star R&B Kelis Rogers torna nuovamente sulle scene con un album intitolato “Food“, un disco dai sapori piccanti, anche se per alcuni è considerato un po’ troppo cotto! Noi lo abbiamo recensito per voi.

Nella sua carriera quindicennale, Kelis Rogers è stata difficile da incasellare: ha iniziato come vocalist di Pharrell nei Neptunes, ha poi pubblicato quattro album R&B e, dopo la nascita di suo figlio, lei è entrata nella fase di danza futuristica da diva che la maternità così spesso ispira le pop star.

Con “Food“, il suo primo album dopo quattro anni (disponibile dal 22 Aprile per Ninja Tune Records), prodotto da Dave Site ha celebrato due parti della vita. La prima è culinaria: ha una linea di condimenti chiamata Feast e un programma tutto suo in un canale statunitense chiamato “Saucy & Sweet“. L’altra è musicale: nel primo episodio dello show Kelis prepara una ricetta personale per “Jerk Ribs“, che è proprio il nome del primo singolo affermando che per scrivere questo nuovo album si è ispirata alla cucina. Che sia solo una trovata pubblicitaria per incrementare le vendite?

Copertina dell'album di Kelis

Kelis – Food

Ma passiamo ad analizzare i brani contenuti nell’album.

“Breakfast” – Ad introdurre questa canzone c’è il figlio di 4 anni, Knight Jones, informandoci che sua madre ha preparato del buon cibo… Sembra essere proprio l’ispirazione di questo brano così frizzante visto che il testo afferma che “la maggior parte di quello che siamo proviene da chi ci ha insegnato per primo ad amare“. Questo è uno dei brani più orecchiabili dell’album.

“Jerk Ribs” – Kelis con questo brano prende in giro gli ascoltatori con questa canzone jam funk che sembra prendere il suo titolo più dall’atmosfera BBQ meridionale che dal testo del brano. Con una band dal vivo e con la voce soul di Kelis, la canzone imposta subito il ritmo per un album del tutto diverso da qualsiasi altro album che ha rilasciato in passato.

“Let Forever Be” – Forse la canzone pop più diretta dell’ intero album con corni e archi in cima ad una linea di sintetizzatori gorgoglianti anche se il suono ricorda molto una canzone di Stevie Nicks, ma con la potenza della vocalità di Kelis è il brano più solido di tutto l’album.

“Floyd” – Una ballata blasè dedicata alle mamme single in cerca di un uomo…. l’unica cosa è non chiederle chi sia questo “Floyd” di cui parla.

“Runnin” –  Kelis mantiene un ritmo lento per questo lamento altrettanto candido che parla di “abbassare i riflettori” per ritornare ad una vita più semplice. E con la sua voce circondata dall’orchestra completa e coristi, Kelis abbraccia la sua interiore Dusty Springfield.

“Hooch” – L’anima Stax continua a riversarsi su questo midtempo dove Kelis da alcuni consigli per vivere una vita salvia (“mangia la pesca senza il seme“)

“Cobbler” – È ora di tornare in pista con questo brano totalmente dance. Ancora una volta, senza riferimenti ad una pesca o ciliegio, ma è chiaro che un certo signore ha lasciato un sapore dolce nella bocca di Kelis. Il finale è sorprendente con la cantante a provare la sua ottava alla Mariah Carey.

“Bless The Telephone” – Una semplice chitarra acustica ed una voce per questo brano. Originariamente eseguita dal vocalist Labi Siffre negli anni 70, “Telephone” gira ancora più dolce e più sincero nelle mani di Kelis raddoppiando in duetto con Sal Masekela..un brano sinceramente da non perdere.

“Friday Fish Fry” – Se Quentin Tarantino avesse mai sfruttato Kelis per registrare un brano originale, sarebbe probabilmente venuto fuori qualcosa del genere. Credo che per gli amanti del registra questo brano sarà il migliore dell’intero album.

“Change” – Ricordando un po’ i temi di James Bond, con questo brano cinematografico su ciò che Shirley Bassey potrebbe essere se avesse mai cercato di cantare qualcosa al ritmo di una moderna ballata pop.

“Rumble” – Forse uno dei più evidenti riferimenti musicali al suo matrimonio con Nas, Kelis parla di un tumulto emotivo con un ex. La vocalità di Kelis su questo album a volte sono troppo sottili per inchiodare tutte le melodie ambiziose e gli arrangiamenti che la cantante ha composto con Sitek, ma qui vengono messe ad un esperto uso evocativo.

“Biscuits ‘N Gravy” – Proprio come il suo pasto omonimo, “Biscuits ‘N Gravy” è un brano pieno di ogni cosa – testo pieno di speranza e trombe squillanti.

“Dreamer” – Kelis conclude “FOOD” con un brano etereo insieme ad un accordo soul con banalità poetiche e sospiri. “Dreamer”, in qualità di bonus, è il tipo di “pasto” il cui sapore non è immediatamente identificabile ma comunque abbastanza gradevole al palato.

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