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Pubblicato il ottobre 3rd, 2010 | da Vittoria Borgese

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“La Locanda del Vento”: il nuovo lavoro dei Lingalad

I Lingdad tornano a cinque anni dall’ultimo disco, con La Locanda del Vento, album che si presenta come la prosecuzione ideale del precedente  Spirito delle Foglie:  il gruppo lombardo con i 15 nuovi brani fa un passo in avanti nello stile dei suoi brani che raccontano di storie legate alla natura, tra folk-rock, pop-rock acustico con l’aggiunta di antichi strumenti etnici.

Nel 1999 Giuseppe Festa, musicista lombardo, decide di tradurre in musica alcune poesie tratte dal libro “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien, nasce così la raccolta di canzoni  Voci dalla Terra di Mezzo, che grazie al passaparola su internet giunge alla Tolkien Society di Oxford:   nel 2001 Priscilla Tolkien in persona , figlia dell’ormai scomparso autore, colpita dai brani, scrive a  Festa  che nel frattempo ha incontrato altri musicisti (Fabio Ardizzone , basso, Giorgio Parato, batteria e percussioni e Claudio Morlotti, strumenti etnici) con i quali fonda i Lingdag (che significa “Canto degli Alberi” in lingua elfica) che si aggiudicano il primo premio al concorso musicale di Celtica 2001, in Val D’Aosta, col brano “La Foresta di Fangorn“.

I Lingalad che finora si erano sempre autoprodotti, si avvalgono per la prima volta di una casa discografica: la Lizard Records di Loris Furlan, da  sempre attenta al mondo indipendente italiano.

Il gruppo propone i suoi  brani in esibizioni in Italia e all’estero, offrendo  uno spettacolo suggestivo durante il quale riescono ad accompagnare gli spettatori in un viaggio che ha per protagonista un mondo magico, tra elfi, stregoni e spiriti del bosco, cantando di un tempo ormai lontano che sperano di poter far rivivere almeno in parte grazie ai racconti, alle chitarre e alle melodie di un flauto.

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Informazioni sull'Autore

Spirito pratico e razionale, ama la musica in tutte le sue forme come strada per lasciarsi andare alle emozioni. Condivisione e lavoro di squadra sono le sue parole d'ordine; Lenny Kravitz e Francesco De Gregori il suo debole.



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