The Passenger Les Enfants - Persi Nella Notte - Artwork

Pubblicato il ottobre 7th, 2013 | da Carmen Pierri

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Les Enfants, il destino musicale di una band eternamente giovane

The Passenger  è sempre alla ricerca di musica nuova da proporvi e da inserire nei vostri ascolti, e questa settimana vi presenta Les Enfants, band milanese il cui legame musicale è nato tra i banchi di scuola. Scout, creativi e impegnati con la musica e tanto altro, Les Enfants sono davvero tanto giovani e hanno il desiderio di “produrre“: che sia musica, che sia arte o che sia pensiero, la loro priorità è esprimersi. Affacciati alla discografia in giovane, anzi, tenera età Les Enfants hanno già tanta voglia di esplorare gli angoli più “innovativi” della musica, applicando alla propria produzione le personali preferenze melodiche, tra le quali compaiono band di grande rilievo. All’attivo già con un EP omonimo del 2012, i quattro musicisti milanesi si spingono avanti avanzando a piccoli passi e presentando il secondo EP “Persi Nella Notte“. Per approcciarsi all’ascolto è necessario esplorare prima le esigenze d’espressione che questi quattro amici hanno nei confronti di una produzione musicale fresca e giovane adatta assolutamente a sbarcare anche in territori internazionali. Noi vi presentiamo Marco Manini, cantante e batterista, Francesco Di Pierro, chitarrista e Umberto del Gobbo alla farfisa, synth, chitarra e metallofono, e Michele Oggioni al basso, meglio conosciuti come Les Enfants.

Les Enfants © Facebook

Les Enfants © Facebook

A Tu per Tu con Les Enfants

Chi sono, come nascono e cosa ascoltano Les Enfants? Insomma cosa vi ha ispirato e con quali aggettivi definireste la vostra musica?
I Les Enfants sono 4 amici di 23 anni. Ci siamo incontrati tra scout e scuola, poi c’è stato un momento in cui ci siamo accorti di aver voglia di creare qualcosa insieme – non solo musica. Oltre a comporre canzoni nella nostra saletta facciamo di tutto, dalle partite a street soccer al bricolage spinto (copertine dei cd cucite, pitture, magliette). Tutto questo è costantemente accompagnato dalla musica. Nell’ultimo anno ci siamo letteralmente mangiati “An Awesome Wave” degli Alt-j, “Nocturne” dei Wild Nothing e tutti gli album dei National.. e finalmente si inizia a sentire qualcosa di nuovo degli Arcade Fire! Discutiamo spesso di musica e ultimamente si finisce sempre a parlare dei Club Dogo e dei loro progetti solisti, evidentemente hanno qualcosa che ci affascina. Nel nostro box abbiamo tutto quello che ci serve, è il luogo perfetto per liberare l’immaginazione e suonare senza regole. Tutte le canzoni del nostro ultimo album sono nate nelle notti dello scorso inverno, si portano dietro questo marchio come un’ombra.

Il vostro nuovo EP si intitola “Persi nella Notte”, inevitabile abbinarlo ad un senso di smarrimento, o alla crisi morale e d’identità che stiamo attraversando negli ultimi anni. Si riferisce proprio a questo il titolo o ha dei significati più profondi e personali?
Scegliere di chiamare “Persi nella notte” il nostro cucciolo non è stato difficile, ci siamo trovati subito d’accordo, è un EP molto più scuro rispetto al nostro precedente lavoro (“Les Enfants EP”). Oggi perdersi nella notte è un dovere più che un errore, è inevitabile se non vuoi rimanere tutta la vita chiuso nei tuoi schemi mentali. Nel nostro comunicato stampa scriviamo: “ci siamo tuffati nel buio per brillare più forte”. Il buio non fa paura a chi lo guarda dritto negli occhi, ma forse noi giovani ci stiamo tirando indietro perchè ci manca il coraggio di rischiare. Mi viene in mente il testo di “Milano”, la prima canzone del nostro disco: “cosa ci faccio qui se smetto di aver fame / ho così tanti sogni li devo realizzare / se vedo solo nero, una marea di niente / dal grigio di Milano, ritorno alla sorgente”. L’immaginazione galoppa, la realtà zoppica. In fin dei conti il senso del nostro persi nella notte è proprio questo: la speranza.

Il vostro video “Dammi un nome” è chiaramente ispirato al film Moonrise Kingdom, che rapporto avete con la famosa pellicola visionaria di Wes Anderson?
“Dammi un nome” è un Wes Anderson a-modo-mio. L’idea di girare il video è venuta a Nina, una nostra amica, e trovare il modo di realizzarla non è stato difficile. Siamo una band composta da 4 capi scout e così abbiamo reclutato giovani esploratori e guide del nostro gruppo. I videomakers, i fratelli Gianluigi e Giorgio Fazio, sono riusciti a finire tutte le riprese in un giorno: tutto ciò che è successo è stato filmato, non abbiamo fatto pause finché la notte non ci ha scacciati. Gli attori e le attrici ci hanno veramente stupito, sono stati reali e spontanei come dei bambini. Ora stiamo già pensando al futuro, al prossimo video.. ma non sappiamo ancora quando uscirà.

Les Enfants - Persi Nella Notte - Artwork

Les Enfants – Persi Nella Notte – Artwork

Les Enfants: “Persi Nella Notte” EP. L’ascolto

Chiare ispirazioni indie rock e influenze da band citate come The National e Alt-J si riconoscono nelle sfumature musicali dei Les Enfants, che nonostante le poche tracce pubblicate ci suggeriscono in maniera chiara e forte le loro intenzioni. Un rifugio per l’anima e per l’arte questo EP “Persi Nella Notte” che racconta avanzando per contrasti il sentimento più importante: l’amore. Amore non inteso strettamente come quello che move il sole e le altre stelle, ma quello che si trova nelle cose semplici e che si contempla nella bellezza della natura e nelle difficoltà di tutti i giorni. Speranzosi di un futuro più promettente i giovani come Les Enfants possono solo trovare rifugio nell’arte e sperare che tutto vada per il meglio, e un disco come questo serve anche come monito a non adagiarsi ad una situazione provvisoria, ma a fare di tutto per uscire, con l’aiuto di tutti gli strumenti a nostra disposizione. Contrasti e racconti di persone normali, questi quattro giovani si spingono in maniera genuina verso quelle che sono larghe vedute si spera per il futuro. L'”Intro” strumentale ci lancia verso il brano “Milano” e la famosa “Dammi un nome” che a tratti presenta fiati all’altezza della band di Matt Berninger. In chiusura “Cash” e “Prendi Tempo” ci fanno accorgere che seppur di breve durata, questo mini disco raggiunge picchi interessanti di musica e di lirica. Un programma tutto da scrivere e un percorso tutto da plasmare per i Les Enfants, che partono davvero bene e giungono al loro secondo EP con un bagaglio carico di soddisfazioni e di buoni propositi per quello che verrà. Tuffarsi nel buio per brillare più forte, immergersi nella negatività per poter apprezzare i momenti migliori che arriveranno e apprezzare a pieno ciò che la vita ci offre, è questo il messaggio dei Les Enfants.

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Informazioni sull'Autore

Lo studio del pianoforte avvicina il suo cuore alla musica in tenera età facendole sviluppare presto una passione per tutta la musica esistente. Appassionata di musica strumentale è una biologa prestata alla critica musicale. Amante dell'indierock, la sua unica certezza i Radiohead. La musica, l'evoluzione e i numeri la sue passioni.



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