Reportage Luciano Ligabue

Pubblicato il luglio 14th, 2010 | da Elide Messineo

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Ligabue “tiene botta” allo Stadio Franchi di Firenze

Dopo il clamoroso successo ottenuto all’Arena di Verona, Ligabue lancia un nuovo album ed un nuovo tour, quello estivo, che lo vede in giro per gli stadi di tutta Italia a riproporre nuovi e vecchi brani, seguito da una scia sempre più numerosa di fan.

Luciano Ligabue

Ligabue e la sua band salgono puntuali sul palco, alle 21.15. Da un’intera giornata centinaia di persone sono accampate davanti al palco allestito nello stadio Artemio Franchi di Firenze, sotto un sole cocente, mentre l’attesa si fa sempre più forte.

Circa mezz’ora prima del concerto, sono proprio i monitor ad avvisare il pubblico sull’orario d’inizio, appare infatti la scritta “Showtime 21.15”, che poi viene completata da un orologio che conta i minuti rimanenti, fino a sentire le urla dei fan che intonano cori da stadio sulle note di “Urlando contro il cielo” facendo la ola e continuando ad acclamare il Liga ancora con l’introduzione di “Taca Banda”, per poi arrivare al grande urlo finale quando il rocker e tutta la band arrivano sul palco ed aprono con tre brani, i primi dell’ultimo album, “Arrivederci, mostro!”, accompagnati dalle immagini con il pesce presente sulla copertina e la scritta che riporta il titolo del nuovo lavoro di Ligabue.

“Quando canterai la tua canzone”, “La linea sottile”, “Nel tempo”, quindi, i tre brani di apertura. Poi Luciano Ligabue si ferma per fare un’osservazione: nel 2008 il palco si trovava dall’altra parte dello stadio, “abbiamo fatto testa-coda”, scherza. Quindi vuol fare testa-coda anche con le canzoni, inizia con quelle dell’ultimo album, procede con quelle del primo, “Ligabue” del 1990.
Così parte “Balliamo sul mondo”, con la quale i fan si scatenano, e continua sulla scia del primo album con la storica “Bambolina e Barracuda” mentre scorrono le parole e le immagini sui monitor. Non si può fare a meno di notare la malinconia delle ultime canzoni di Ligabue, rispetto ai primi successi, più leggeri anche nelle tematiche.

Arriva il momento de “Il giorno di dolore che uno ha”, dedicata a Stefano Ronzani, un commovente momento di calma in cui il pubblico non smette di seguire la voce dell’artista di Correggio. Poi si ritorna sui brani del nuovo album, fatti quasi tutti eccetto “Caro il mio Francesco e “Quando mi vieni a prendere?”. Si continua con “Atto di Fede”, nonostante si tratti degli ultimi brani, il pubblico li intona come fossero i pezzi più conosciuti ed immediatamente segue l’amata “Certe notti” con Ligabue che va sulla passerella, nel cuore del pubblico. Dopotutto tra i brani riproposti da Luciano Ligabue, non ce n’è uno che non abbia avuto successo. Nell’alternanza tra brani vecchi e nuovi c’è spazio anche per “La verità è una scelta”, mentre fanno da sfondo immagini di grandi personaggi della storia italiana e non.

Si continua con le vecchie glorie, “Libera nos a malo”, uno dei pezzi più conosciuti ed una versione acustica per “L’odore del sesso”, cantanta sempre in passerella, in mezzo alla gente che quasi riusciva a coprire la voce del cantante. Luciano Ligabue prende una fotocamera ed inizia a fotografare il numeroso pubblico, le foto vengono trasmesse sui monitor, poi si fa anche una foto da solo, ma a giudicare dalla qualità possiamo dire che è meglio che lasci perdere la fotografia, se la cava meglio come cantante!

Piccola pausa per il vocalist ed il resto della band, continua Michael Urbano con un assolo di batteria che introduce “Quella che non sei”, seguita da altri grandi successi, come “Sulla mia strada” e “Ci sei sempre stata”, uno dei più apprezzati di “Arrivederci, mostro!” e la sempre emozionante “Piccola stella senza cielo”. I monitor aiutano a creare l’atmosfera adatta, il pubblico si perde nei cori del brano,senza abbandonare nemmeno per un istante Luciano Ligabue. Si torna al 1990 e al primo album con “Marlon Brando è sempre lui”, durante la quale Ligabue scherza e gioca con le voci del pubblico.

Si continua con un nuovo brano, “Il peso della valigia” e proprio in fondo alla passerella c’è una valigia di cartone, come quella di cui si parla nel brano, che il cantante apre, così vediamo volare tantissimi coriandoli, che ricadono su un pubblico sempre più sorpreso. In “Questa è la mia vita” una ragazza viene fatta salire sul palco e si siede vicino a Luciano Ligabue, lo guarda estasiata mentre intona uno dei brani più conosciuti degli ultimi anni, tratto da “Fuori come va?”.

Segue poi il primo singolo estratto da “Arrivederci, mostro!”, “Un colpo all’anima”
. Alla fine della canzone sui monitor appaiono dei messaggi che riguardano l’importanza dell’acqua, a partire da una citazione della Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Ancora una volta Ligabue, da sempre sensibile alle questioni ambientali, aderisce al progetto Impatto Zero e lancia un messaggio al suo pubblico, introducendo “A che ora è la fine del mondo?”, e manda i fan in delirio, soprattutto con il brano successivo, “Urlando contro il cielo”, con il quale si conclude la prima parte che precede il bis.

Richiamati dai numerosi fan, i membri della band, Federico Piggipollini (chitarra), Niccolò Bossini (chitarra), Josè Fiorilli (tastiere), Luciani Luisi (tastiere, programmazioni), Michael Urbano (batteria), Kaveh Rastegar (basso) fanno ritorno sul palco, con Ligabue che intona “Tra palco e realtà”.

Arriva il momento di “Buonanotte all’Italia”, accompagnato dalle immagini dei grandi personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese, applauditi singolarmente dal pubblico. Alcuni di essi ricevono particolare calore, da Mike Bongiorno a Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Rino Gaetano, Falcone e Borsellino sono tra i più apprezzati, insieme a Marco Pantani, Valentino Rossi, Rita Levi Montalcini, Luciano Pavarotti, Totò, Alberto Sordi, e chiaramente Roberto Benigni, tra i tanti apparsi in video.

Il concerto si conclude con un brano estratto dall’ultimo album, mentre Ligabue ringrazia di cuore tutti i fan e promette, proprio come recita il titolo della canzone, che “Il meglio deve ancora venire”. Il brano è infatti l’ultimo di “Arrivederci, mostro!”, sembra quasi volerlo chiudere con una speranza per il futuro, e mentre stelle filanti ricadono sul pubblico, il concerto termina e la band fa la sua sfilata in passerella per salutare tutti quanti, nuovamente sulle note di “Taca Banda”.

Ancora una volta il Ligabue socialmente impegnato, che cerca di non essere ripetitivo e di apportare innovazioni in ogni suo concerto. Questa volta abbiamo trovato bellissime immagini ad accompagnare ogni singolo brano, così come anche le riprese. In particolare, quello che si nota di più, è il contatto con il pubblico, la voglia di sorprenderlo, di ricambiare in qualche modo, e sempre diverso, l’amore ed il calore trasmesso dai fan.

Si è sentita la mancanza di alcuni pezzi importanti come “Leggero” e “Ho messo via”, ma la carriera di Ligabue è costellata di grandi successi, per metterli tutti insieme non basterebbe un normale concerto. Nonostante questo, il successo è stato nuovamente assicurato, ogni tour del rocker emiliano è sold-out ed i motivi sono comprensibili: sebbene i brani degli ultimi album siano diversi da quelli a cui ci eravamo abituati e siano stati spesso criticati, Luciano Ligabue riesce ancora ad emozionare.

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