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Pubblicato il ottobre 3rd, 2011 | da Chiara B

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Un “cazzo” di troppo. Le radio censurano Luca Carboni

Il 13 Settembre scorso è uscito “Senza titolo”, il nuovo album di Luca Carboni, l’undicesimo di inediti. Il disco è stato anticipato dal singolo “Fare le valigie” all’inizio di questa estate ormai conclusa e il 9 Settembre dal secondo estratto “Cazzo che bello l’amore”. Entrato subito nella classifica dei dieci album più venduti in Italia, per Luca Carboni una grande soddisfazione dopo ben 5 anni di lontananza dalle scene.

Ufficio Stampa

Copertina “Senza titolo” Luca Carboni

Ma anche non poche polemiche lo hanno atteso dietro l’angolo e proprio il secondo singolo (più specificatamente il titolo di questo) ha scatenato l’ira funesta delle radio. Quel “cazzo” buttato lì non si può proprio sentire secondo le emittenti nazionali, gli speaker con le guance arrossate dall’imbarazzo masticano qualcosa quando lo presentano, pochi sono i programmi che lo trasmettono. Troppo scurrile, che volgarità! Dobbiamo rimediare a questa scelleratezza: lo censuriamo. Oh, questo sì che è un bel paese! Non dobbiamo andare molto lontano, abbiamo tutti fresco il ricordo delle polemiche che Marco Masini suscitò cantando brani come “Vaffanculo” o “Bella stronza”. In quella stessa situazione si trova oggi Carboni, che si vede schierato contro anche “Famiglia cristiana”. Un atteggiamento bigotto ed ipocrita, che spesso e volentieri prende il largo in Italia e che ogni volta non fa altro che provocarmi grasse risate. “Cazzo che bello l’amore” è una canzone fresca, parla dell’amore visto come una continua scoperta: si può vivere ogni giorno accanto ad una persona, conoscerne ogni pregio e difetto, vizio e virtù, ma d’un tratto scoprire un dettaglio nuovo che ci fa innamorare ancor più di prima. L’amore come evoluzione e sorpresa costanti e cosa si dice davanti a qualcosa di meravigliosamente inaspettato? “Cavolo, che bello!”. Ecco, Carboni l’ha detto in maniera più diretta, verace, quotidiana, niente di offensivo, nessuna intenzione provocatoria. E allora perchè il putiferio? Più si va avanti, più mi sembre di capire che la noia è l’origine di tutto: non si sa di che cosa (si può…) parlare, allora ci si butta sulla prima inezia che ci passa sotto al naso. Ma Carboni si è comportato da gentleman: nessuna polemica, ha accettato la situazione, probabilmente se la aspettava anche, dopo tanti anni di questo mestiere sa chi ha di fronte. L’azione di censura è stata “denunciata” da Jovanotti, grande amico di Carboni, con cui ha collaborato in più occasioni. Lorenzo scrive su Twitter un messaggio breve ed ironico: “Mi ha detto Luca Carboni che alcune radio censurano la sua “Cazzo che bello l’amore”. Forse la parola “amore” può offendere…”. Da lì l’appoggio di altri colleghi ed amici, da Fiorello a Nicola Savino, che decidono di combattere la pesantezza di un simile comportamente con la leggerezza di una risata. Si è scatenata in internet la gara per trovare il titolo alternativo più adatto: tra le papabili “Cavolo che bello l’amore”, Capperi che bello l’amore”, ma anche le dialettali “Minchia che bello l’amore” e “Ciumbia che bello l’amore”. Tutti concordi che la censura sia ridicola e che andasse bene fino a 60 anni fa, allora perchè si verificano ancora fatti di questo genere? Misteri della fede… Dopo la lunga parentesi che ho aperto su questa polemica sterilissima dilagata in questi giorni, torno a “Senza titolo”. Avremo modo più avanti di approfondire messaggi, suoni, pensieri del disco direttamente con Luca Carboni, intanto qualche anticipazione per chi ancora non ha avuto modo di ascoltarlo. 10 tracce nel cd fisico, “Fiume” come bonus track per iTunes, un sound riconoscibile tra mille alla prima nota. Luca Carboni mantiene il suo stile personale, quello che lo identifica e lo fa apprezzare dai fan. Confermato anche in questo lavoro il carattere profondamente intimista e riflessivo delle canzoni, mai banali pur raccontando immagini della nostra quotidianità. Un linguaggio diretto, scarno di orpelli, portatore di un messaggio che arriva dritto alla meta. Carboni apre un’altra finestra sul suo mondo, sulla sua famiglia, dedicando una canzone commovente, bellissima a sua madre. Un bel cd, un ascolto assolutamente piacevole di brani in cui dosa con sapienza testi dal contenuto profondo con musiche piacevoli. Sapete che vi dico? Cazzo che bello il nuovo cd di Luca Carboni! Ops…

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