Recensioni

Pubblicato il agosto 7th, 2013 | da Stefano Pellone

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Max Pezzali: “Max 20”. La recensione

Max Pezzali, storico membro degli 883 ed ora impegnato da anni in una lunga carriera solista, ha deciso di fare un piccolo punto della sua carriera ed ha chiamato a sé tutta una serie di amici e colleghi per questo suo ultimo disco, “Max 20“, una sorta di riepilogo della sua storia e della sua carriera che sembra in bilico viste le sue ultime dichiarazioni.

Max 20” segue di poco il precedente lavoro commemorativo “Hanno ucciso l’uomo ragno 2012” ed è un disco da 19 tracce per quasi 80 minuti di ascolto composto da 5 inediti (che troviamo all’inizio del disco) e da 14 remake di brani famosi. L’album comincia con una doppietta visionaria, “Welcome Mr. President” e “Il Presidente di tutto il mondo“, una sorta di storia fantastica e futuristica su una società guidata da un uomo solo, e prosegue con il country pop di “I cowboy non mollano“, pezzo che ha il marchio 883 stampato sulla pelle.

Degli altri due brani inediti, “Ragazzo inadeguato” ricorda “Boyband” dei Velvet sia per la musica che per il testo mentre “L’universo tranne noi” è il brano che è stato scelto per promuovere il disco ed è una ballad classicamente Pezzali, dai suoni dolci e dal testo semplice ma efficace.

Le cover cominciano e comincia anche il parterre de roi degli ospiti del disco, una vera e propria parata di stelle che comincia con Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti che rivitalizza un brano già ritmato come “Tieni il tempo” e con Eros Ramazzotti che rilegge alla sua maniera “Lo strano percorso“, un pezzo che sembra disegnato su di lui.

Tra gli amici di Max c’è anche Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che ricanta un grande classico della musica italiana come “Ti sento vivere” con la sua inconfondibile voce e Cesare Cremonini a cui tocca un altro mostro sacro come “Gli anni“, canzone strappalacrime soprattutto per chi è vissuto nei gloriosi anni ’80 e che lo schiaccia un pochino con la sua fama con una interpretazione non molto convincente.

Max Pezzali - "Max 20" - Artwork

Max Pezzali – “Max 20” – Artwork

E’ il momento di calare gli assi e si scomoda un nome come Claudio Baglioni che ricanta la prima ballad degli 883, quella “Come mai” che fu portata al successo da Fiorello e che il cantante romano canta con una voce che, complici gli effetti, non scalda fino in fondo. Abbiamo nominato Fiorello non a caso, visto che è il prossimo artista ad esibirsi con Max per rievocare le nostalgie disco di “Sei un mito” con meno energia ma con più la voglia di cantare tra amici.

Tra gli altri invitati a questa festa troviamo Davide Van de Sfroos che ricanta (con appendice in dialetto) “Come deve andare“, Antonello Venditti che rilegge “Quello che capita“, Raf e Nek che fanno loro pezzi come “Sei fantastica” e “Nessun rimpianto” (ottima cover quest’ultima), Francesco Renga che omaggia “Eccoti“, Edoardo Bennato che padroneggia eccellentemente “La dura legge del gol“, Gianluca Grignani che un po’ sottotono canta con Max “Rotta X casa di Dio” ed infine il gran finale, la classicissima “Nord Sud Ovest Est” ricantata con Elio quasi in versione karaoke, con una divertentissima appendice finale.

Alla fine il giudizio è diviso: non capisco se il disco è un’operazione nostalgia o la promozione di cinque nuovi singoli perché il disco è trainato da un singolo pazzesco come “L’Universo tranne noi” ma ha al suo interno una lista di ospiti da impallidire. Questa sua doppia natura confonde un attimo l’ascoltatore e lascia indeciso sulla natura di questo progetto, viste anche le ultime dichiarazioni di Max Pezzali, orientato verso una probabile fine di carriera in bellezza. Nel mentre e nel dubbio, godiamoci questo disco, i suoi singoli e le perle che troviamo al suo interno (segnaliamo il pezzo con Elio e quello con Eros Ramazzotti), in attesa di qualche chiarimento e di un disco “vero” di Max.

6.0/10
Max Pezzali: "Max 20". La recensione, reviewed by Stefano Pellone on 2013-08-07T15:24:16+00:00 rating 6.0 out of 10

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3 Responses to Max Pezzali: “Max 20”. La recensione

  1. Mauro says:

    Fine carriera stoca@#o!!!
    O dopo un capolavoro del genere Max mi torna con Repetto e mi sforna altre meraviglie del genere oppure vado dalla sua ex fidanzata e faccio uscire un sex-tape cosi’ s’inkazza e produce
    E questa e’ solo la prima delle minacce

    P.s. tieni il tempo secondo singolo please e presidente terzo

  2. marco says:

    ho una curiosità che mi turba da tempo , molto tempo . Agli inizi ma proprio agli inizi , Max ha fatto parte di un complesso ( se non sbaglio , emiliano ) di musica SKA ed in un video faceva il funambolo in voga in quel tempo tra i video di musica SKA .

  3. Stefano Pellone says:

    La storia degli 883 inizia a Pavia negli anni ottanta, quando Max Pezzali e Mauro Repetto cominciano a scrivere canzoni e partecipano alla trasmissione 1-2-3 Jovanotti, dove si fanno chiamare “I Pop” e presentano un repertorio di brani in inglese (uno di questi intitolato “Live in the Music”) dalle sonorità rap. Forse si riferisce a questo?

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