Recensioni Metamorfosi - Chrysalis - Artwork

Pubblicato il aprile 11th, 2016 | da Stefano Pellone

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Metamorfosi: “Chrysalis”. La recensione

Metamorfosi: “Chrysalis”. La recensione Stefano Pellone
Voto MelodicaMente

Summary: I Metamorfosi riescono nell'intento di confezionare un album piacevole, fresco e d'impatto.

3,5

Ottimo EP


Voto Utenti: 3 (1 voti)

I Metamorfosi, gruppo indie rock italiano nato nel 2010 e composto da Sarah D’Arienzo (voce), Tyron D’Arienzo (chitarra) e Gianluca Manfredonia (batteria), ha lanciato il suo nuovo EP, “Chrysalis“, pubblicato da Mauna Loa e distribuito da Believe.

La band, originaria del basso Lazio, si compone nel 2010 e da subito partecipa a vari festival in tutta Italia (SalaProve di RockTv, Rock in Roma, Rock Targato Italia, Castrocaro, Sanremo Giovani) dando alle stampe nel 2012 il primo disco, “Chimica Ormonale“. Dopo 3 anni di silenzio nel dicembre del 2015 il gruppo lancia il singolo “The moon is kiddin’ me“, anteprima del nuovo disco “Chrysalis”. La band descrive così il disco: “Chrysalis è la visione di uno spiraglio di luce, è melodia che si fonde con il colore, è il risveglio e l’inganno. E’ il valore che hai iniziato ad apprezzare, è la grandezza delle piccole cose, è il calore e il tumulto di un temporale, è una ricerca: la nostra.”

Metamorfosi - Chrysalis - Artwork

Metamorfosi – Chrysalis – Artwork

Metamorfosi – Chrysalis. Il disco

Rispetto al disco precedente, “Chrysalis” è il primo disco in lingua inglese della band, che tenta di allargare i propri orizzonti musicali e esplorare nuovi terreni sonori: il progetto, composto da otto canzoni per la durata di 30 minuti, parte con lo xylofono di “Essence“, primo brano del disco, dove subito si staglia la voce di Sarah, che mi ricorda in qualche modo Odette di Maio degli scomparsi Soon: la canzone parte piano e prosegue in un’atmosfera sognante tranne quando accelera nel momento del ritornello e nel finale. Il ritmo lo ritroviamo nella title-track, guidata dalla chitarra acustica e dove si mostra un crescendo progressivo, come un percorso in salita che si è appena interpreso: la canzone è molto piacevole e ha un qualche rimando all’indie rock americano. Il canto gregoriano di “Gregor Samsa“, il protagonista della “Metamorfosi” di Kafka, spiazza l’ascoltatore fino a rientrare nelle acque navigabili di “Levity“, un pezzo dal crescendo tortuoso dove la voce si intreccia con la musica su melodie non semplici e non popolari ma efficaci e d’impatto.

Il suono ovattato di “Keep the pain” lascia spazio alla voce di Tyron D’Arienzo per un brano dal forte impasto pop dove tutti gli aspetti musicali sono molto ben curati senza lasciare nulla al caso: “Packed smiles” è una canzone che prima parte con il suono quieto e calmo dell’arpeggio di chitarra per poi prendere una strada più cacofonica e dura con una grancassa che detta ritmo e battito, quasi come un cuore di un atleta durante l’ultimo giro di pista per vedere la luce, “Light“, pezzo che abbraccia in pieno il filone pop e lo fa suo con una lezione a base di chitarre stoppate e melodie teatrali (forse in questo pezzo la voce di Sarah si sente meglio, credo per una certa scelta nel mixing). Il disco si conclude con il singolo di lancio, caso curioso, ovvero con “The moon is kiddin’ me“, pezzo intimista che si riconnette spiritualmente al primo brano del disco, creando in un certo qual modo una sorta di circolo, come quello della crisalide che diventa farfalla fino al librarsi in volo come le note del finale strumentale (alla fine del brano c’è un piccolo frammento musicale fantasma).

Chrysalis” è un EP che dice tanto in soli trenta minuti: prima di tutto mostra una notevole padronanza della tecnica musicale e una cura molto dettagliata di tutti gli aspetti musicali, cosa non da poco in una produzione così giovane. Secondariamente mostra un gruppo giovane e in salute, che ha deciso di rischiare la prova del nove cantando in inglese e che esce promossa a pieni voti. Questo disco si ascolta in maniera piacevole e senza nessun problema e lascia anche nelle orecchie e nella testa qualcosa, riprendendo in pieno la lezione musicale di gruppi come gli Scisma, ovvero non barattare la commercialità con la semplicità. I Metamorfosi riescono nell’intento di confezionare un album piacevole, fresco e d’impatto senza copiare nessuno e anzi filtrando il tutto attraverso la propria visione musicale: da questo viene fuori davvero un buonissimo EP.

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