Recensioni Mike Oldfield - Tubular beats - Artwork

Pubblicato il marzo 16th, 2013 | da Stefano Pellone

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Mike Oldfield: “Tubular beats”. La recensione

Mike Oldfield: “Tubular beats”. La recensione Stefano Pellone
Voto MelodicaMente

Summary: Un disco che avremmo volentieri non ascoltato, considerato che il remix di alcuni pezzi sfiora l’insulto. Pollice verso

2,5

Album sconsigliato


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Per chi ha qualche anno in più sulle spalle come me, il nome Mike Oldfield rievoca alla mente scenari eterni e chitarre fantastiche e sognanti che disegnano un capolavoro come “Moonlight Shadow“. Un artista che nel corso degli anni ha pubblicato capolavori come “Platinum“, “Five Miles Out“, “Crises“, “Discovery“, “Amarok” e “The Song Of Distant Earth“, molto più che semplici titoli.
Tubular Bells” è probabilmente una delle icone della storia della musica, un disco che ha segnato gli anni ’80 e la musica in generale. Un disco che Oldfield ha sfruttato in tutti i modi possibili, sia nel nome che nella copertina. E che ha deciso di sfruttare di nuovo.

L’ultimo lavoro originale di Oldfield fu li disco strumentale ed orchestrale “Music of the Spheres” del 2008. Oggi invece affida il suo capolavoro a Torsten Stenzel alias York, da anni uno dei Re delle notti di Ibiza e che ha lavorato ultimamente nell’ultimo disco delle All Saints e nell’esordio solista di Tarja Turunen, che rimasterizza il tutto e lo pubblica in Deluxe Edition per la Mercury.

Mike Oldfield - Tubular beats - Artwork

Mike Oldfield – Tubular beats – Artwork

Il Dj prende un disco simbolo degli anni ’80 e lo trasforma magicamente in un disco completamente diverso, a metà tra la chill-out di certe feste di Ibiza e la house più tipica, con punte nella musica trance: scorrono nel lettore tracce secolari come “Tubular Bells“, “To France” e “Moonlight Shadow” e si fa quasi fatica a riconoscerle. Un lavoro di make-up forzato ed evitabile, a cui si unisce una traccia come “Never Too Far“, una canzone che la voce di Tarja Turunen non riesce ad elevare dalla sua vacuità.

Il disco intero sembra solo una grandissima operazione commerciale per i palati dei radical chic che potranno dire di avere un disco dell’eterno Mike Oldfield. Un disco che avremmo volentieri non ascoltato, considerato che il remix di alcuni pezzi sfiora l’insulto. Pollice verso.

Ecco la tracklist di “Tubular beats“:

1. Let There Be Light (York Remix)
2. Far Above The Clouds (York Remix)
3. Ommadawn (Mike Oldfield & York Remix)
4. Guilty (Mike Oldfield & York Remix)
5. Tubular Bells (Mike Oldfield & York Remix)
6. To France (York & Steve Brian Radio Remix)
7. North Star (Mike Oldfield & York Remix)
8. Moonlight Shadow (York & Steve Brian Radio Remix)
9. Guilty (York & Mike’s Electrofunk Remix)
10. Tubular Bells 2 (Mike Oldfield & York Remix)
11. Never Too Far (feat. Tarja Turunen)

 

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