The Passenger

Pubblicato il marzo 16th, 2016 | da Stefano Pellone

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Misero Spettacolo, quando Pasolini diventa musica

Per questo nuovo appuntamento di The Passenger MelodicaMente vi presenta i Misero Spettacolo, un progetto del cantautore Beppe Tranquillino (Giuseppe Tranquillino Minerva), già compositore, arrangiatore e produttore di altri progetti e colonne sonore.

Il gruppo, formato da 5 musicisti e che vanta già numerose collaborazioni, nasce nel 2006 e subito si spinge ad esplorare la musica cantautorale italiana giocando tra musica, teatro, poesia e filosofia. Dopo una forte attività live i Misero Spettacolo vengono contattati dal produttore artistico Gabriele Rustichelli della Zeta Promotion e nel 2007 vede la luce il loro disco d’esordio “Tutto è un’opinione” , un concept album sulla “Teoria della Relatività” che porta il progetto ad esibirsi in in circa 250 concerti. Nel 2010 i Misero Spettacolo pubblicano “L’Inconcepibile”, un secondo concept album stavolta basato sul “Secondo Principio della Termodinamica” che ottiene un buonissimo riscontro da parte della critica: il gruppo comincia a collaborare con i Manetti Bros componendo parte della colonna sonora della terza stagione della serie tv L’ispettore Coliandro e producono il videoclip “La maculata di Laura”.

Nel 2010 musicano la poesia “Primo Settembre di Noie” del poeta Mario Moroni tratta dalla raccolta “Il primo passo” e nel 2011 musicano i contenuti speciali e backstage della terza stagione de L’ispettore Coliandro pubblicata in un cofanetto DVD da RaiTrade. L’anno dopo Beppe Tranquillino scrive ed inizia a presentare una trasmissione radio su Ok Radio intitolata “L’Italia dei Pensatori”, scritta e ideata per i Misero Spettacolo ed ispirata al pensiero pasoliniano: la sigla della trasmissione, “L’Italia dei Pensatori”,  diventa il germe per il nuovo disco “Porci, Pecore e Pirati“. Il gruppo nel 2013 vince il Premio Speciale “Inedito” al Salone del Libro di Torino per il testo de “L’Italia dei pensatori” e comincia a comporre colonne sonore tra le quali ricordiamo le musiche composte per il documentario “Tonino Guerra – Poeta del cinema” (insieme ad Andrea Guerra) e la serie televisiva Rai “Community”. Noi di MelodicaMente non ci potevano lasciare scappare l’occasione di intervistare questo gruppo e così abbiamo fatto.

Misero Spettacolo

I Misero Spettacolo | Foto dell’artista

A tu per tu con i Misero Spettacolo

I Misero Spettacolo nascono dalla mente di Beppe Tranquillino ma sono un gruppo ben collaudato e affiatato di 5 musicisti che vivono lo stesso progetto musicale. Come fanno a convivere queste due realtà creative?

Il segreto della nostra convivenza è nella stima reciproca, nell’amore viscerale per la musica che ci accomuna, nelle affinità di pensiero e artistiche, nella nostra amicizia e nell’essere una vera e propria famiglia che condivide gioie e dolori personali, lavorative e artistiche. Suoniamo, discutiamo, usciamo e combattiamo insieme da anni in nome dei Misero Spettacolo. Non potrebbe essere altrimenti!

Il vostro primo disco, “Tutto è un’opinione”, era un concept sulla Teoria della Relatività mentre il vostro secondo disco “L’Inconcepibile”, si basava sul Secondo Principio della Termodinamica. Quale è il concetto alla base di “Porci pecore e pirati”? Quando e come è nato questo disco?

Alla base di “Porci, Pecore e Pirati” c’è la voglia di rileggere in chiave “Misero Spettacolo” uno dei pensieri più eterodossi, innovativi e moderni di sempre, quello di Pier Paolo Pasolini, per denunciare e tracciare un ritratto cinico, critico ed ironico dell’Italia dei giorni nostri. Abbiamo trovato il pensiero pasoliniano molto affine al nostro, lo abbiamo riscoperto, amato e in modo del tutto naturale, insieme ad altri autori a lui affini per certi versi, come Orwell, Huxley e Camus, è entrato a far parte della nostra musica. Anni fa mi era stata commissionata una colonna sonora per un progetto cinematografico su Pasolini. In quell’occasione ho ristudiato maniacalmente tutte le sue opere e l’ho riscoperto in maniera viscerale (c’è sempre un tempo, più propizio e ricettivo rispetto ad altri, per alcune letterature o opere cinematografiche o musicali che siano; percepiamo le opere d’arte spesso in modo del tutto diverso a secondo del periodo storico e personale che viviamo). Il progetto cinematografico si è poi arenato e tutte le idee e le elucubrazioni sono confluite nel disco “Porci, Pecore e Pirati” che è stato scritto in due mesi circa, durante una mia personale convalescenza seguita ad un incidente che mi ha costretto per un po’ in uno stato di calma apparente.

Viste le tante vostre collaborazioni con il mondo del cinema, della poesia e della televisione, quali sono i progetti futuri dei Misero Spettacolo?

Di progetti ne abbiamo tanti in realtà. Attualmente oltre a portare il nostro spettacolo “Porci, Pecore e Pirati: ce la cantiamo e ce la suoniamo!” in giro per l’Italia, stiamo lavorando alla realizzazione di 12 videoclip, uno per ogni canzone dell’album, per poi ottenere alla fine una sorta di mediometraggio musicale che racconti per immagini il nostro disco. Stiamo inoltre lavorando a diversi spettacoli live tra i quali uno più prettamente indirizzato verso il teatro-canzone. E poi naturalmente altre collaborazioni cinematografiche e musicali in cantiere. Ed ancora una nuova collaborazione radiofonica per un programma tv-radio… Insomma i progetti sono tanti… speriamo di riuscire a realizzarli tutti! Infine sarà la volta del nostro quarto disco!

“Porci, Pecore e Pirati”: l’ascolto

Il nuovo disco dei Misero Spettacolo, “Porci, Pecore e Pirati“, come detto dallo stesso gruppo vuole rileggere il pensiero di Pier Paolo Pasolini: patrocinato dalla Fondazione Centro Studi che porta il nome del celebre regista italiano, è un’opera cantautorale interamente ispirata al pensiero pasoliniano, ricca di omaggi e riferimenti ad uno dei più grandi intellettuali e artisti italiani che l’Italia possa vantare.

Il disco è composto da 14 canzoni per quasi un’ora di musica e cerca di rileggere con uno stile narrativo e ironico il pensiero feroce e dissacratorio di Pasolini, impersonando come voce narrante durante il disco sia il ceto dominante che il popolo succube, in un gioco delle parti che trascina con sè l’ascoltatore e gli fa vivere in prima persona il baratro culturale dell’Italia di oggi, non così diversa da quella immortalata dalla macchina da presa di Pasolini. La copertina, opera della disegnatrice e fumettista Lucrezia Buganè (Lucrèce), è piena di richiami alla poetica pasoliniana e a quella di altri filosofi come Camus, Orwell e Huxley e ritrae i Misero Spettacolo camuffati da pirati che cercano o aspettano qualcosa alla fermata di un autobus.

Il disco si apre con un’intro musicale e filosofica per poi dare spazio al primo singolo, “L’Italia dei Pensatori“, il singolo scelto per la promozione del disco, una canzone ironica e “on the road” che denuncia l’omologazione culturale degli italiani che hanno accettato come nuovo dio il consumismo e che aspettano la rivoluzione seduti sul divano. Con “Pressappochista” si ritrae la figura di un emigrato attratto al Nord Italia dal benessere piccolo-borghese e dell’edonismo consumistico, finendo poi schiavo della mediocrità e diventando “uno scarto di dio“: l’edonismo consumistico torna nella successiva “Strategie del benessere“, canzone che punta il dito contro il potere che cerca di controllare le menti delle persone che non si rendono conto di essere manipolate dall’alto, il tutto al ritmo del country e del rock’n’roll, passando per la musica bandistica. Tra dotte citazioni linguistiche dal gusto folk (“Canzone di profilo“) e canzoni che parlano d’amore (“MWM” e “Mozy“) si arriva a “PPP“, canzone centrale del disco, sia nel senso fisico che nel senso esteso, una vera e propria ode al potere della plutocrazia al danno delle minoranze che smaschera il ruolo della borghesia, utile solo a coprire la dittatura culturale e mediatica in cui siamo immersi. Il disco offre anche soluzioni al malessere e alla situazione attuale (“Mia cantina” e “Daltonismo cronico“), senza dimenticare la gente di borgata così tanto amata da Pasolini (“Frignone” e “L’uomo di foglie“) fino alla finale “Transumanza“, canzone ispirata al romanzo “Petrolio” e  che mostra le classi sociali rappresentative dell’uomo moderno, una vera e propria summa di tutto il disco. Nell’album è anche presente una traccia fantasma, “Emigrante“, che con un pop fresco e moderno racconta di un italiano che, stanco del suo paese fatto di scandali, cattiva politica e pressappochismo, decide di emigrare alla ricerca di un nuovo luogo dove ricostruire la propria vita.

Il disco dei Misero Spettacolo, per quanto sia in alcuni punti ostico e duro perchè molto legato al concept alla base della sua creazione (la letteratura pasoliniana), non risulta mai sgradevole o pesante, ma anzi offre moltissimi spunti di riflessione e anche ottimi momenti musicali: “Porci, Pecore e Pirati” riesce a spaziare tra folk, pop e musica d’autore con disinvoltura senza mostrare minima incertezza ma anzi destreggiandosi con il giusto mix di ironia e serietà. Un gran bel disco che racconta una verità e una storia che a volte preferiamo non sentire.

 

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