Reportage Moderat_Live_2904

Pubblicato il maggio 1st, 2016 | da Carmen Pierri

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Moderat, l’elettronica in scena allo Spazio Novecento di Roma

Per i Moderat l’Italia è ormai diventata una tappa fissa, a due passi da casa e dove ritrovare un caloroso seguito sul quale contare ogni volta. In questa session primaverile le due date italiane sono andate immediatamente sold out, in attesa della data estiva che ospiterà il trio teutonico nella Reggia di Venaria. Quello allo Spazio Novecento di Roma, andato sold out nel giro di pochissimi giorni, è stato come sempre un live perfetto, acustica che lascia a desiderare a parte. Giunti al capitolo intitolato “III” che completa la trilogia dei Moderat, Apparat e Modeselektor messi insieme riescono a regalare al pubblico un live come sempre curato negli equilibri melodici e nei ricchi visual che fanno da contorno a tutte le escursioni sintetiche tipiche del sound della Berlino contemporanea.

I Moderat arrivano su un palco semplicissimo, d’altronde la loro musica viene definita elettronica, e nel corso dei tempi è stata oggetto di semplificazioni, tanto da rendere la scena di concerto vuota e ricca solo di tutte quelle costruzioni melodiche che riescono comunque a tenere il pubblico incollato con lo sguardo fisso sul palcoscenico. Rispetto ai live degli anni precedenti Sascha Ring, Gernot Bronsert e Sebastian Szarzy sembrano meno chiusi, interagiscono con il pubblico e lasciano qualche pausa tra un pezzo e l’altro per ringraziare una platea continuamente in movimento, calorosa ed entusiasta di ascoltare i successi dei tre magnifici album nati da una collaborazione che continua a fare scintille. Brani di “Moderat”, “II” e “III” arricchiscono una setlist equilibrata che alterna momenti più lenti e introspettivi ad apici di brani ad alto contenuto ritmico, come solo i tre artisti ci hanno abituati sin dall’inizio. Quella dei Moderat non è semplice musica elettronica da clubbing, è studiata, profonda e ha le pretese di sprofondare dove l’elettronica sintetica non riesce ad arrivare. L’inizio dello show è segnato da una schermata che ha lasciato tutti a bocca aperta “Moderat is a very dark show. For everyone’s enjoyment please do not use any kind of flash or light. Enjoy The Show“, con chiaro riferimento all’abuso di flash da immancabili smartphone.

Moderat Live @ Spazio Novecento Roma © MelodicaMente

L’apertura passa per “Eating Hooks“, brano che fa riscaldare a fuoco lento il pubblico, pronto poi a saltare e cantare su brani più conosciuti come “Rusty Nails“, “A New Error“, “Running“, “Reminder” e “Bad Kingdom“. Il trio di Berlino non delude le aspettative, i brani a più alto tasso d’energia smuovono gli animi, e nei momenti più calmi gli spettatori si lasciano rapire dagli ipnotici visual e le immagini che si susseguono sullo schermo, conosciute e ormai entrate a far parte nel repertorio iconico dei Moderat. L’elettronica con il trio di Berlino passa su un livello superiore, non è banale musica da ballare ma è una produzione da apprezzare e ascoltare nel profondo delle sue trame melodiche intrise di sofisticate escursioni regalate da Apparat, il quale smorza l’insistenza dell’elettronica nata dalle mani dei Modeselektor. Sono tante le contraddizioni che si intrecciano perfettamente nella produzione musicale dei Moderat, ci sono picchi di energia fortissima e momenti rarefatti che ci introducono ad un mondo immaginario fatto di sottofondi eterei e gotici.

Tutto sommato i tre di Berlino non ci deludono mai, ogni live è sempre una scoperta diversa e un ritrovare l’essenza di un genere musicale talvolta messo in secondo piano perché definito vuoto o privo di studio melodico degno di nota. I Moderat fanno un buon lavoro, il progetto è ben studiato e ben strutturato dallo studio di registrazione al palcoscenico, dove per merito di una grande confidenza con i propri seguaci riescono a dominare dal primo all’ultimo brano. Si nota una certa vena polemica nei confronti dello smartphone, non a caso nel bel mezzo del meraviglioso brano “Rusty Nails” i tre stoppano violentemente il brano per gridare al pubblico “Put your smartphone in your fucking pants“. L’eloquenza della frase ha lo scopo di rendere i partecipanti parte di uno show, nel quale perdersi e non ritrovarsi se non alla fine della lunga session live.

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Informazioni sull'Autore

Lo studio del pianoforte avvicina il suo cuore alla musica in tenera età facendole sviluppare presto una passione per tutta la musica esistente. Appassionata di musica strumentale è una biologa prestata alla critica musicale. Amante dell'indierock, la sua unica certezza i Radiohead. La musica, l'evoluzione e i numeri la sue passioni.



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