Reportage

Pubblicato il febbraio 24th, 2014 | da Carmen Pierri

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Moderat live, l’elettronica teutonica sbarca all’Alcatraz

La collaborazione nata tra i Modeselektor e Apparat faceva già intendere grandi cose in tempi non sospetti, nel lontano 2002 e poterli sentire live è un’opportunità che conferma l’idea.

La storia live dei Moderat in Italia sembra essere tormentata, dopo il primo successo discografico il live previsto viene annullato, lasciando spazio per il 2013 ad un live concepito per l’uscita del secondo album attesissimo dal corposo seguito. Dopo aver posticipato nuovamente la data prevista per questa promozione i Moderat vanno di scena live all’Alcatraz sabato 22 Febbraio registrando il tutto esaurito, arrivando in orario e spaccando oltre al minuto anche le barriere del suono che potevano separarci dalle loro postazioni.

Non è un semplice momento musicale nato dalle mani sapienti di chi sa girare una rotellina o premere un tasto per far partire delle campionature, ma sembra tutto studiato fino all’ultima sfumatura e al canto di Apparat sempre molto delicato contrapposto violentemente alla durezza del sound dei Modeselektor e la loro storia con l’elettronica d’avanguardia.

Nessuna sbavatura, solo un’interruzione causata da problemi tecnici che avvicina pubblico ai propri idoli, i quali dopo aver risolto i problemi tecnici sdrammatizzano annunciando il pezzo seguente intitolandolo “Get Lucky”. Seguendo la scia del successo però ad interrompere il bello della diretta è “Bad Kingdom“, brano di punta dell’ultimo lavoro discografico del trio berlinese. Come riuscire ad essere delicati e raffinati quando si tratta di musica elettronica? A mostrarcelo sono proprio i Modeselektor con Apparat, che ormai da un po’ di anni si divertono in questa collaborazione che ne vede delle belle. Vecchi successi come “Rusty Nails”, “A New Error” e “Le Grandes Marches” tengono il pubblico continuamente attivo, saltellando anche se distratto da un continuo movimento di smartphone rapito a riprendere la performance musicale di grande livello.

Moderat Live @ Alcatraz ©MelodicaMente

Rende tutto molto più interattivo una scenografia essenziale che proietta in 3D attimi importanti dei pochi videoclip realizzati, in aggiunta a giochi di luci e videoproiezioni molto interessanti ma non spinti alla qualità che ci aspettavamo. Nonostante tutto però che se ne dica, i Moderat sanno come rendere importante il proprio pubblico, giocano con la loro musica con la disinvoltura di chi conosce perfettamente quali bpm toccare per rapire il cuore dei propri seguaci. Non si tratta di semplice e sdoganato dancefloor, in questo caso va di scena lo spettacolo musicale che oltre gli strumenti preferisce dare sfogo all’elettronica pura, quella che forse vi diranno che non esiste.

Non è una sterile rappresentazione da consolle, i Moderat riescono a dare anima anche alla musica elettronica, spesso catalogata come priva di sentimenti a causa degli strumenti poco convenzionali più indicati all’espressione di tecnologia che di musica. Nulla di tutto questo va in scena quando il suono teutonico dei Moderat invade una sala come quella dell’Alcatraz, in realtà non è un’elettronica vuota, ha una forma, un’architettura sonora ben studiata, precisa, potente e mai ripetitiva dalla matrice interessante e radicata nell’idea di musica che Sacha e amici hanno. Quando un brano parte nonostante la polimerica ripetizione del tema riesce ad ogni battuta ad arricchirsi di qualche elemento, grazie alle atmosfere un po’ malinconiche e un po’ tristi piegate tra un suono e l’altro. Momenti lenti e romantici come “Gita” o “Damage Done” lasciano riposare il pubblico da brani più insistenti come “Milk” e “Seamonkey”.

Una scaletta ben articolata, pensata e studiata come del resto lo è tutta la loro produzione musicale, che riscuote tanto successo e che li sta portando in giro per il mondo con un tour di tutto rispetto, proprio come avviene per le band con un basso e una batteria, talvolta più apprezzate ma non sempre all’altezza del compito. Dare forma alla musica non è solo merito di strumenti a corda, è anche grazie alla sensibilità e alla dedizione che vengono prodotte idee musicali degne di un palcoscenico seppur racchiuse in un sintetizzatore. La prova live viene promossa a pieni voti, e come recita lo striscione protagonista della serata “I believe in Moderat”.

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Informazioni sull'Autore

Lo studio del pianoforte avvicina il suo cuore alla musica in tenera età facendole sviluppare presto una passione per tutta la musica esistente. Appassionata di musica strumentale è una biologa prestata alla critica musicale. Amante dell'indierock, la sua unica certezza i Radiohead. La musica, l'evoluzione e i numeri la sue passioni.



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