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Pubblicato il febbraio 22nd, 2013 | da Greta C

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Niente tour per gli Strokes a supporto di “Comedown Machine”. Perché?

Gli Strokes sono pronti a pubblicare a Marzo il loro quinto disco in studio ma non hanno ancora meditato nulla per il tour. Il bassista della band, Nikolai Fraiture, ha rivelato che al momento non vi sono piani per il tour di “Comedown Machine”.

La band ha rifiutato molte offerte di interviste pre-uscita del disco ma Fraiture ha parlato con il famoso DJ Zane Lowe della BBC Radio 1 durante la notte del 21 Febbraio 2013 e quello che è emerso è proprio la mancanza di progetti futuri dopo la pubblicazione dell’album. Discutendo in merito a “Comedown Machine”, Fraiture ha spiegato che non vi sono progetti molto definiti nell’aria. Incalzato nuovamente in merito alle date di un tour, Fraiture ha ammesso che gli piacerebbe molto tornare in modalità live assieme alla band ma, al momento, non si sa nulla a riguardo. La perplessità del perché gli Strokes non hanno organizzato alcun tour aumenta ancor più in seguito alle parole del bassista.

The Strokes "Comedown Machine " - artwork

The Strokes “Comedown Machine ” – artwork

In mezzo ad un oceano d’incertezza verbale e non, passiamo all’atmosfera del nuovo disco. Fraiture ha spiegato che il vocalist degli Strokes, Julian Casablancas, ha registrato le sue parti assieme alla band ed è stato bello ritrovarsi assieme; il tutto è iniziato con alcune prove agli Electric Lady Studios e la cosa è proseguita sfociando in un vero e proprio disco. L’atmosfera della band, inizialmente molto tesa, alcune fonti note continuano a sostenere che fra loro i membri della band non si sopportano, si è distesa sempre più una volta terminato il disco.

Fraiture ha poi spiegato che, al momento, le atmosfere dell’album aleggiano nella band e questo clima è positivo. Manca poco ormai per l’uscita del nuovo attesissimo lavoro dal titolo “Comedown Machine” che vedrà la luce il 25 Marzo 2013. Ricordiamo che al momento la band ha rilasciato due brani “One Way Trigger” che ci ha lasciato tutti inebetiti, in una accezione non positiva, e “All The Time” che invece riporta maggiormente alle atmosfere classiche della formazione. Grazie ad “All The Time” si inizia a vedere una luce migliore ma attendiamo di ascoltare il lavoro completo. Intanto, la motivazione del perché la band non ha ancora pensato di organizzare un tour di supporto a “Comedown Machine” è del tutto sconosciuta.

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