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Pubblicato il novembre 24th, 2010 | da Giuseppe Guerrasio

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Phinx: Login. La Recensione

I Phinx sono una giovane band vicentina (per la precisione di Bassano del Grappa) da poco usciti con “Login“, il loro primo album in studio. La loro formazione è composta da Francesco Fabris alla voce, chitarra e programmi, Pietro Secco al basso e synth, Alberto Paolini alla batteria e groovebox, e Daniele Fabris ai synth e sequencer. Nonostante la giovane età, esiste solo dal 2007, la band dimostra un particolare affiatamento e riesce in ciò che forse da anni non si vedeva, creare un nuovo genere che sia unico ed originale. Nei loro brani i Phinx fondono musica elettronica (electro), post grunge, dance, pop e rock, riuscendo a mettere insieme ciò che apparentemente è distante anni luce tra esso. La loro voglia di sperimentare e creare qualcosa di nuovo l ha ben ripagati, nel loro primo anno di vita hanno vinto il prmo MySpace Contest italiano e dopo soli 3 anni, nell’autunno del 2010, sono arrivati a pubblicare “Login” disco d’esordio prodotto da Michele Rebesco e Alberto Zanotto per l’etichetta Irma Records.

Phinx – Login – Artwork

In “Login” i Phinx fanno sentire tutto ciò che di meglio sanno fare, esprimono la contaminazione del loro sound non nascondendo il loro primo amore, quell’adolescenziale rock mischiato al punk di cui i Nirvana furono i portavoce. Non lasciano al caso le loro scelte e fanno vedere come il brit pop dei Radiohead con “Ok Computer” e “Kid A” li abbiano aiutati a maturare. Palesi sono infine le forti presenze dell’electo-indie europe dei Prodigy, Daft Punk, Soulwax e Digitalism. Tutot questo fa si che l’album si offra a molti e non deluda nessuno, anche i non amanti di qualcuno dei sopracitati generi non potranno non apprezzare questo disco. Già ottima l’apertura dell’album con l’omonima “Login”, brano che da il via alle danze subito con un let’s go che carica, con il quale subito i Phinx mostrano quale sarà l’andazzo dell’album, in quello che sarà uno dei migliori brani dell’album i suoni si mescolano in maniera ottimale e sembrano voler perforare le casse. Arriva subito dopo “Get Panic”, canzone con un ritmo ed un un ritornello più orecchiabile, singolo supportato da un bel video da la chiara immagine di essere il brano commerciale e tira-gente del disco. Sembrano addirittura arrivare anche i Pet Shop Boys in alcuni passaggi di “Pankiller”, dove il ritmo trascinante sale e semplicemente diverte e piace, uno di quei brani da passaggio radiofonico. Qualche secondo o poco più di relax con “1989 {generation f}” ed è subito l’ora della belissima “Italian Job”, forse la canzone più bella di tutto “Login”, brano che parte lento e aumenta pian piano il ritmo coinvolgendoci fino al trascinato shake it! finale. Sembra esserci un punto di rottura in “Noizkut”, nel quale la musica acid electronic crea delle atmosfere rilassanti su una base dance. Si attacca nuovamente con “The Gamer”, altro singolo degno di nota e di attenzione tale da essere anche in rotazione radiofonica e televisiva, forse il brano da considerare più rock ri tutto il disco. Dal sapore leggermente commerciale anche “Metropolitan”, con un suono martellante vuol entrare in testa, ma le urla di alcuni pezzi riportano il tutto nel giusto ordine. Urla e ritmo si mantengono sugli stessi livelli in  “Word Salad”, ma la stile cambia leggermente, sembra un pò di sentire l’alternative dance (o dane rock chiamatelo come volete) dei Killers, anche la performance è agli stessi livelli. Giusto per restare in termini di citazioni e dare meglio un’idea di quel che potrete ascoltare in “Login”, i Phinx in “Mask” sembrano una versione ancora più moderna dei Placebo, in una canzone dove al Neo-Glam si aggiunge più musica elettronica e dance, sempre senza esagerare ma rendendo tutto nel migliore dei modi. E’ una voce femminile a comparire nella rilassante quasi strumentale “Anorexic Madonnas”, pezzo che non esalta ma che in poche strofe cantate e qualcuna parlata apre al gran finale. Il trittico di chiusura è aperto da “Hypersonic Trip”,  altro brano che piacerà agi amanti della dance ma che farà storcere il naso ai puristi dell’elettronica, si mantiene comunque sopra la sufficienza in tranquillità. Aggressiva e cattiva “Amplyphone”, altra canzone che ci piace molto, prende tantissimo con l’ottima apertura e fa sentire tutta la qualità artistica e la bravura musicale dei Phinx. La chiusura del disco arriva nel migliore dei modi con “Give me beauty”, ballata elettronica che fa lentamente staccare gli ascoltatori da “Login” con l’idea di aver sentito qualcosa di nuovo e unico. Proprio l’unicità di “Login” e del lavoro prodotto dai Phinx è il punto di forza del disco ed è ciò che da un posto di rilievo nel panorama musicale alla band.

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Informazioni sull'Autore

Informatico da sempre, blogger per passione, polemico per professione. Calabrese mezzosangue (per l'alta metà Campano), giro il mondo quando posso. Quando sono fermo ascolto musica. Amo i Pearl Jam, i Nine Inch Nails e gli Smashing Pumpkins. Il resto probabilmente mi piace molto. Ma niente neomelodico e pop scadente.



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