Reportage Pooh

Pubblicato il giugno 26th, 2011 | da danniapavan

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Pooh: Dove comincia il sole, Verona

Eventi Srl porta i Pooh al Teatro Romano di Verona “Dove comincia il sole” con l’anteprima nazionale del nuovo tour con una scaletta innovativa che toccherà le maggiori città italiane in luoghi ricchi di storia.

Dopo un pomeriggio piovoso che poteva far pensare di trovarsi nell’isola britannica, il cielo si è schiarito per lasciar posto al nuovo sole portato in scena da Roby, Dody, Red e compagni. Il tutto esaurito si sfiora per pochi biglietti, ma la carica del gruppo è quella degli esordi, come se il lungo tempo che li vede protagonisti della scena musicale italiana non li abbia minimamente intaccati. “Dove comincia il sole” è uno spettacolo che offre al pubblico di affezionati ed estimatori le emozioni delle canzoni di sempre offrendo anche un panorama di rock progressivo che riecheggia agli anni settanta con un rinnovato e brillante smalto.

Nuove sonorità e scenografie laser avvolgono il pubblico che si lascia accendere dai nuovi raggi della band italiana. Il tuffo nel passato viene proposto con “Musica”e “Amica mia”. Poi i Pooh tornano con il sinfonico romantico “Isabel” che ha un po’ del sapore progressive degli Yes. Nonostante si debba fare i conti con la crisi il livello artistico della band è inalterato così come è rinnovata la voglia di suonare che con il nuovo album viene tradotta in un superbo strumentale prog. La prova viene all’aperture con i tre brani “L’aquila”, “Il falco” e quello che dà il nome al nuovo lavoro discografico. Come sempre il contatto col il pubblico si fa ancor più vivo e carico nei live. “Cantare per voi ci fa sentire vivi”, dice Red sulle note di “Io sono vivo”, mentre alle sue spalle il palco del anfiteatro romano si accende di luci del magniloquente impianto, in un esultanza di note e colori che accompagnao le 30 canzoni che coinvolgono il pubblico in un continuo crescendo di due ore e mezzo di musica carica di energia.

I sempreverdi Pooh puntano in alto con una produzione eccellente come impatto sonoro e nella potente resa musicale che lascia a bocca aperta anche coloro che non sono fan accaniti. I brani romantici del nuovo disco e quelli prog della seconda parte, dal vivo arrivano con una grande impatto evidenziando una determinazione che non si sentiva negli ultimi appuntamenti veronesi. I fan rispondono senza reticenze e si assiepano sotto al palco per cantare, applaudire e gioire per tutto lo show con i propri beniamini in un profondo abbraccio che il Teatro Romano accentua e rende ancor più intimo. Con il bis finale il pubblico lascia l’anfiteatro sulle rive del fiume Adige mentre riecheggiano nel cuore e nell’aria della notte estiva le parole dell’ultima canzone in scaletta, “Questo sono io”: Forse perché credo alla felicità, forse è il mio mestiere o il mio dna, ma il mio tempo è giovane. Io sono chi volevo essere e do e pretendo a modo mio. Ho cantato a modo mio, ho sbagliato a modo mio“. Un po’ di energia positiva fa sempre bene. Grazie Pooh.

 

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