Reportage Garbage - Performance di Shirley Manson | © Henry Ruggeri

Pubblicato il luglio 12th, 2012 | da cicciorigoli

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Il ritorno dei Garbage al Castello di Vigevano

Abbiamo dovuto aspettare 7 anni, ma ne valeva la pena. I Garbage sono tornati in formissima, e anche se ormai non sono più dei giovanotti, picchiano ancora tanto e sanno come fare spettacolo.
Il concerto è aperto dai giovani 2:54, gruppo con delle buone potenzialità. Certo, in alcuni casi suonavano molto simili al gruppo che si esibirà dopo di loro, ma giustamente devono ancora crescere.
I Garbage iniziano puntualissimi alle 22:00 e subito, senza por tempo in mezzo, al secondo pezzo piazzano una delle canzoni più famose: “I Think I’m paranoid“. Alterneranno per tutto il concerto i pezzi storici (Cherry Lips, Milk, Shut your mouth) e pezzi dell’ultimo lavoro in studio dopo tanti anni di silenzio: “Not your kind of people“.

Si vede che sono davvero contenti di tornare a suonare in Italia, Shirley Manson spara a raffica una serie di “Grazia milla” per ringraziare il pubblico e sembrano davvero impressionati dal luogo, ovvero il castello di Vigevano. Molto belli i siparietti col pubblico, tra un fan che regala un paio di baffi finti alla cantante, unica nel gruppo a non portarli, e Shirley Manson che li indossa per una foto insieme a tutti gli altri. Alla fine raccolgono un cartello dal pubblico con scritto “Sono 15 anni che aspetto di vedervi”, e lo lasciano in bella vista sul palco.

Garbage - Performance di Shirley Manson | © Henry Ruggeri

Il concerto si chiude con la classica “I’m only happy when it rain” dopo oltre un’ora e mezza di show. Anche se ormai sono vent’anni che stanno in giro, i Garbage suonano ancora estremamente contemporanei e i pezzi non sembrano invecchiati per niente, come la cantante del resto. La Signora Manson ha ormai 46 anni, ma non li dimostra per nulla, continua a saltare, a sgambettare e a trascinare il pubblico, dando diversi punti a tante giovani cantanti. Da ammirare la grazia con cui si muove, nonostante gli innumerevoli “fuck” con cui ha intervallato le sue parole.
E grandissimi complimenti anche all’organizzazione di Dieci giorni suonati, ormai diventato un appuntamento classico dell’estate musicale italiana, capace di portare alcuni tra i più grandi cantanti internazionali in uno spazio davvero bellissimo.

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