The Passenger Scarda

Pubblicato il gennaio 26th, 2015 | da Stefano Pellone

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I piedi di Scarda sul cruscotto di The Passenger

Questa settimana, per la rubrica The Passenger, MelodicaMente ha deciso di proporvi un cantautore che ha trovato il successo grazie ad un fortunato film italiano, “Smetto quando voglio”: vi presentiamo Scarda.

Scarda, al secolo Domenico Scardamaglio (Nico), napoletano di nascita e calabrese d’adozione, cresce a Vibo Valentia ed il suo primo approccio con la musica è con il pianoforte,  poi abbandonato per la chitarra a cui si approccia da autodidatta e che lo accompagna per molto tempo fino al Natale del 2003, per quello che sarebbe stato il primo ed unico concerto per quasi dieci anni. La mancanza di stimoli in terra natia lo spinge a fuggire verso la capitale, Roma, dove le mille cose da vedere e la lontananza dalla terra natale fungono da propulsore per creare una sua visione d’insieme che decide di incanalare come flusso creativo nel cantautorato.

Nel Marzo del 2012 Scarda registra una “demo” casalinga e la carica sul web: le sue canzoni piacciono e iniziano i primi concerti nei locali. Grazie al passaparola dopo poco meno di un anno le sue canzoni arrivano per caso alle orecchie del giovane regista Sydney Sibilia che sta per iniziare le riprese della sua opera prima, “Smetto quando voglio” e che chiede a Scarda di scrivere un brano sulla base dell’ultima stesura del copione. Il brano diventa la title song ufficiale del film e riceve una nomination ai David Di Donatello nella categoria “Miglior canzone originale“. Tutto il resto è storia recentissima, un nuovo singolo dal titolo “Io lo so” e ora il suo disco d’esordio in uscita per MK Records “I piedi sul cruscotto“. Noi di MelodicaMente abbiamo deciso di scegliere lui per cominciare il 2015 di The Passenger.

 

Unknown

A tu per tu con Scarda

Dopo lo straordinario successo legato alla title track film “Smetto quando voglio” è arrivato questo tuo primo album “I piedi sul cruscotto”. Come è nato questo tuo lavoro? Chi ti ha seguito in questo cammino?

“I Piedi sul cruscotto” nasce dall’esigenza di tirare le somme. Dopo circa  due anni di attività “non ufficiale”, di visualizzazioni su YouTube e passaparola intenso, che mi ha portato a fare la canzone per “Smetto quando voglio” era arrivato il momento di passare dal dire “Demo” al dire Disco. Quindi ho ripreso le canzoni che riscuotevano maggior apprezzamento e le ho abbellite, ci ho messo qualche strumento in più, stando attento a lasciarle “semplici” perché funzionavano già nella versione “voce e chitarra”, mi sono avvalso della collaborazione di musicisti seri (non come me), Alessandro Albino alla batteria e Daniele Mirabilii al basso, quest’ultimo ha curato anche la registrazione e la parte fonica. Una volta pronto il lavoro bisognava trovare (o scegliere tra chi si era fatto avanti) un’etichetta, un editore, insomma, un marchio. Bisognava uscire dai canoni dell’auto produzione.  È stato Massimiliano Barba (Manita Lab),  a mediare perché potessi entrare nella squadra di MK Records, etichetta per la quale è uscito il disco e insieme alla quale sto affrontando questa nuova avventura.

Sei partito dalla Calabria e sei arrivato a Roma dove hai trovato il modo di esprimere grazie al cantautorato la tua ironia e la tua abilità nel raccontare le storie di tutti i giorni: come nascono le tue canzoni? Dove trovi l’ispirazione?

Il fatto di andare a vivere a Roma è stato determinante perché li son riuscito ad avere una visione d’insieme e a capire che avevo qualcosa da esprimere e in che modo farlo. Le canzoni nascono da spunti quotidiani, da notti in cui non riesco a prendere sonno e da giri di accordi che provo e dico: “fico!” . Una curiosità: materialmente non le scrivo, le penso e le ricordo a memoria, anche perché spesso nascono in orizzontale, mentre sono sdraiato, quindi scriverle viene molto scomodo, le metto nero su bianco solo quando bisogna, per qualche motivo, consegnare il testo a qualcuno: stampa, SIAE, ecc. Altro elemento che aiuta tanto a scrivere: la “nostalgia”, nella sua accezione più universale.

Quali sono i progetti futuri di Scarda per il 2015?

“Farsi il mazzo”!  Suonare in più luoghi possibili, arrivare a persone nuove, crescere passo dopo passo attraverso il passaparola.  Dal 2015 mi aspetto questo.

Scarda

“I piedi sul cruscotto”: l’ascolto e la recensione

Scarda con il suo primo disco ha messo nero su bianco le sue idee e la sua nostalgia, con una scrittura molto piacevole e dal sapore diretto e semplice. Il disco comincia con la “Serenata del muratore”, in cui un uomo semplice e pratico parla del suo amore, una ragazza più giovane di lui che studia, legge e che forse col tempo si allontanerà per questo motivo, anche se “io rompo ma so ricostruire, in fondo sono un muratore e forse è fatto di mattoni anche l’amore”. Con “Michele è matto” si parla di amore perduto ma da un punto di vista particolare, quasi vista dall’esterno: “Io lo so” è sempre una canzone d’amore, ma suona quasi come una dedica ad una lei.
Con “Dio esiste” Scarda nota che nelle cose create o non create dell’uomo c’è bellezza e c’è Dio ma che forse non sta badando troppo a noi al momento: “L’estate passa” è una cartolina di una storia passata sospesa tra il “Ciclone” e Adriano Celentano.Con “Gina” il cantautore parla di una ninfomane che vorrebbe invece essere amata e tenuta per mano senza essere usata da tutti mentre “Il suo bene” è una dolcissima dedica d’amore ad una persona amata lontana con le preoccupazioni generate dalla distanza: con “Rumore” Scarda fa il ritratto di Ilenia, una ragazza che si divide tra studio, lavoro e vita vissuta.
Sarà bellissimo però” affronta il tema attuale delle violenze sulle donne e sugli omicidi a sfondo passionale cercando di capire cosa pensa una persona che ha deciso di compiere questo terribile gesto, con una scrittura diretta e netta. “Smetto quando voglio“, grazie al suo ritmo scanzonato e al tema fresco e attuale, è una delle canzoni più interessanti del disco.
Biografia del Dicembrini” racconta una storia vera di un uomo dalla vita turbolenta e singolare raccontata in musica grazie alla narrazione della nipote, a cavallo tra un’infanzia difficile e la guerra: il disco si chiude con “Mario il precario“, brano ironico e caustico che nasce dalle dichiarazioni incaute di Mario Monti sulla precarietà e sui giovani che cercano lavoro.

Il disco d’esordio di Scarda è un lavoro giovane e che mostra tutto il suo potenziale nella seconda parte, guidato da brani come “Il suo bene”, “Mario il precario” e “Smetto quando voglio”. Certamente un disco interessante che merita un ascolto attento e un secondo capitolo.

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