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Pubblicato il marzo 13th, 2011 | da edipicamentelettra

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Si dalla Cina per Bob Dylan, concerto a Pechino, Shanghai e Singapore

Il cantante statunitense Bob Dylan finalmente arriva in Cina. L’annuncio di una imminente tournèe era stato già dato l’anno scorso, tuttavia proprio poco prima del concerto che si sarebbe dovuto tenere a Pechino, la tournèe si risolse con un nulla di fatto.

Il governo Cinese, in particolare il ministero della cultura, presentò al cantante un contratto in cui si impegnava a non cantare pezzi particolarmente politicizzanti, una cosa non da poco se si pensa che l’artista americano già dagli esordi si impegnò in prima persona alla battaglia per i diritti civili. A quanto pare però questa volta sembra essere andato tutto liscio, la tanto agognata tournèe dunque si farà con diverse date:

 

  • 3 Aprile 2011 – Taipei, Taiwan,(Taipei Arena)
  • 6  Aprile 2011 – Beijing, China Beijing, (Workers’ Gymnasium)
  • 8 Aprile 2011 – Shanghai, China (Shanghai Grand Stage)
  • 10 Aprile 2011 – Ho Chi Minh City, Vietnam (RMIT University)
  • 12 Aprile 2011- Kowloon, Hong Kong (HITEC – Star Hall)
  • 15 Aprile 2011 – Marina Promenade, Singapore (Timbre: Rock & Roots)

 

Sarà poi la volta dell‘Australia e della Nuova Zelanda. Un bel risultato per il cantante statunitense, si spera solo che il governo di Pechino non faccia marcia indietro come già successo in passato.

Qualora Bob Dylan dovesse riuscire in quella che è un impresa. Suonare nel continete Asiatico infatti  non è semplice sopratutto se si tiene presente la situazione politica del paese. Già gli Oasis ci avevano provato nel 2009 ma il governo cinese non autorizzò la tournèe del gruppo per la partecipazione di Noel Gallagher, il leader della band britannica, ad un concerto in favore dell’indipendenza tibetana che si era tenuto a New York nel lontano 1997.

L’unica cantante che riuscì ad esibirsi a Singapore nel 2008 dopo aver ricevuto l’approvazione del governo fu Björk, per poi essere bandita dallo stesso, dopo che nel suo concerto aveva cantato il brano Declare Independence’‘, che la cantante dedicò al Movimento di Indipendenza Tibetano.

C’è da aspettarsi di tutto e lo stesso Dylan potrebbe non poter cantare brani come “Blowin’ in the wind” e ”The Times they are a changin che accompagnarono le lotte per i diritti civili negli anni 60 in America.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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