Apocalyptic Love", il secondo album solista dell'ex chitarr..." /> Slash: "Apocalyptic love". La recensione | Melodicamente

Recensioni Slash ft. Myles Kennedy and The Conspirators - "Apocalyptic Love" - Artwork

Pubblicato il giugno 5th, 2012 | da Stefano Pellone

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Slash: “Apocalyptic love”. La recensione

C’era molta attesa per “Apocalyptic Love“, il secondo album solista dell’ex chitarrista dei Guns N’ Roses Slash (al secolo Saul Hudson) dopo il disco omonimo solista del 2010. E il disco non delude le attese.

Il lavoro del chitarrista, pubblicato dalla EMI e prodotto da Eric Valentine, vede la partecipazione del gruppo Myles Kennedy and The Conspirators (composto da Myles Kennedy alla voce, da Brent Fitz alla batteria e da Todd Kerns al basso) e si apre subito con il pezzo che introduce il disco e che da il nome all’album, “Apocalyptic Love“, che è un bel rockettone con riff di chitarra stoppato e voce importante che ci fa già capire quale sarà l’aria che si respira nel disco.

Ed invece il secondo pezzo, “One last thrill“, già ci spiazza con la sua velocità e con il suo genere alla Hives, che sembra così lontano dallo stile di Slash e che invece il chitarrista londinese possiede alla perfezione.  Il terzo pezzo, “Standing in the sun“, farà scendere una lacrimuccia di nostalgia sia ai fans dei G’n’R che a quelli degli Stone Temple Pilots, dato che la canzone sembra una perfetta fusione tra lo stile di questi due gruppi. Il quarto brano è il singolo scelto per la promozione del disco ed in rotazione discografica e radiofonica già da Marzo, ovvero “You’re a lie“, un pezzo che sembra disegnato e costruito per le corde di un cantante come Chris Cornell (collaborazione che tra i due c’è stata davvero per il pezzo del 2010 “Promise”).

Slash ft. Myles Kennedy and The Conspirators - "Apocalyptic Love" - Artwork

Col quinto brano, “No more heroes“, la batteria detta il tempo e la voce disegna la canzone, lasciando alla chitarra il compito di disegnare la melodia: proprio il pezzo in cui la chitarra sembra esserci meno sembra il pezzo meno riuscito, anche se parliamo comunque di un brano discreto. Il disco prosegue con “Halo“, un pezzo magnifico che credo renderà davvero tantissimo dal vivo per il suo ritornello serratissimo e per i suoi cori e con “We will Roam“, pezzo che attinge appieno alla radice dell’hard rock e che in alcuni punti ricorda addirittura la musicalità di alcune canzoni dei Beatles.

Il nono pezzo, “Anastasia“, si apre con un fantastico arpeggio di chitarra, metà Miserere e metà Led Zeppelin, e subito dopo mostra il suo lato sporco e cattivo, con un riff cattivo e un ritornello che rimane appiccicato dentro per il pezzo forse migliore di tutto il disco: la canzone non si esaurisce ma lo strumentale del pezzo diventa “Not for me“, pezzo che parte piano e poi trascina via nelle sue note tristi.

Nelle ultime battute il disco mostra le varie sfaccettature che può permettersi un chitarrista come Slash: dal blues rock torbido e sensuale di “Bad rain” al rock veloce ed energetico alla Airbourne di “Hard & Fast“, passando per il rock lento e arpeggiato della bellissima “Far and away” e per la serratissima “Shots fired” (che ricorda la musica dei Primus), senza dimenticare le due bonus track della deluxe edition, ovvero “Carolina” e “Crazy life“, due pezzi rock molto anni ’90 sia per la chitarra modificata nel primo che per la struttura e i cori del secondo.

Sono passati ben due anni dal precedente lavoro solista di Slash ma, dopo l’ascolto, devo dire che ne è valsa davvero la pena aspettare: il disco è veramente notevole e presenta un paio di pezzi di assoluta bellezza (“Anastasia” e “Far and away” su tutte) e credo renderà al massimo dal vivo. Ancora una volta, ovemai ce ne fosse ancora bisogno, Slash ha dimostrato tutto il suo valore.

Tracklist “Apocalyptic Love” Deluxe Edition

Apocalyptic Love

  1.  One Last Thrill
  2. Standing in the Sun
  3. You’re a Lie
  4. No More Heroes
  5.  Halo
  6. We Will Roam
  7. Anastasia
  8. Not for Me
  9. Bad Rain
  10. Hard & Fast
  11. Far and Away
  12.  Shots Fired
  13. Carolina
  14. Crazy Life

Voto:

8.0/10
Slash: "Apocalyptic love". La recensione, reviewed by Stefano Pellone on 2012-06-05T18:26:07+00:00 rating 8.0 out of 10

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4 Responses to Slash: “Apocalyptic love”. La recensione

  1. marco says:

    perfetta recensione.. semplice ma perfetta!!! grandissimo disco, scorre che è una meraviglia… voto 10+

  2. Roby says:

    Bellissima recensione,forse l’unica degna presente sul web,non mi trovo molto d’accordo sulla canzone No more Heroes,in quanto mi piace molto,è orecchiabile e non banale,ok,forse non la migliore del disco,ma è una di quelle che ascolto spesso senza annoiarmi,mentre i lenti come This is not for me e Far away non li digerisco molto,ma è una questione di gusti,resta il fatto che è un bellissimo album,a volte i fan come me tendono a sopravvalutare l’artista in questione,forse in parte è anche vero,ma è anche vero che molti proprio a causa dell’artista in questione,non vedono oltre e insistono nel mediocrizzare un lavoro che se non è un vero e proprio capolavoro,resta comunque di alta qualità e almeno un punto in più rispetto ai 7,5 che vedo nelle valutazioni sul web,che dire,forse non ne capisco di musica,forse non so suonare bene la chitarra,ma resta il fatto che Slash è uno dei chitarristi più influenti,inoltre è migliorato molto tecnicamente e non è mai freddo come molti suoi colleghi supertecnici blasonati di alta scuola.

  3. Giorgia says:

    Posso assicurarti che dal vivo è ancora meglio!

  4. frailmari says:

    D’accordo su molte delle cose che dici. You’re a Lie non la trovo una canzone adatta alla voce di Myles Kennedy, come tu fai intendere tra le righe, e mi aveva sorpreso l’idea di metterla come primo singolo estratto dall’album.

    Io adoro la musica, ma sono un fanatico delle voci. E nella recensione, che probabilmente ti hanno imposto così corta, secondo me hai tralasciato un po’ il discorso della complementarietà della voce di Todd Kerns con quella di Kennedy. Secondo me, oltre alla mano di Slash – ma quello è un discorso ovvio -, è il vero fiore all’occhiello di tutto l’album: il continuo intreccio di prima e seconda voce.

    No More Heroes, per esempio, a me piace proprio perché dà spazio alle voci, mentre tu lo descrivi come il pezzo meno bello dell’album. Far and Away è così bella proprio perché la canta Myles Kennedy, non per l’arpeggiato, in ogni caso magnifico, di Slash.

    Oh, sia chiaro che sono d’accordo su tutto il resto, eh. Anche sul voto ad Anastasia come miglior pezzo dell’album.

    E’ solo la mia opinione. 🙂

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