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Pubblicato il settembre 1st, 2011 | da Greta C

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“Space Oddity” di David Bowie è diventato un fumetto

Ancora una volta si parla di David Bowie, un artista che ha influenzato l’intera musica contemporanea ma, purtroppo lo si fa solo indirettamente. Qualche mese fa, infatti, abbiamo dato la notizia di un probabile definitivo ritiro dalle scene del “Duca Bianco” e, solo di recente è stato divulgato un progetto che lo riguarda.

L’artista Andrew Kolb, professione disegnatore e scrittore, ha pubblicato un fumetto intitolato “Space Oddity” che è propri un omaggio del disco, e conseguente canzone, pubblicata da Bowie nel 1969. Il fumetto è particolarmente indicato ai bambini ma, apprezzabile da qualsiasi fascia d’età.

Il libro riprende le parole della canzone di Bowie, ed ogni frase è finemente illustrata proprio per raccontare la storia di questo astronauta che parte nello spazio e diventa un eroe. Successivamente, però, c’è il lato meno positivo e più oscuro, ossia la decisione di lasciare l’astronave per spingersi verso l’esplorazione e, ciò porta ad un destino tragico. Il fumetto di Andrew Kolb può essere visionato dal seguente indirizzo “Space Oddity – Kolb”, il sito ufficiale dell’artista che raccoglie anche tutte le sue opere.

L’artista ha spiegato che spera di poter realizzare, presto, anche la versione cartacea dell’opera. Ricordiamo che solo qualche anno fa, nel 2009, era stata realizzata l’edizione deluxe di “Space Oddity” per festeggiare il quarantennale dell’uscita di uno dei dischi più rivoluzionari della storia musicale.

La notizia del ritiro dalle scene da parte di David Bowie non è mai stata ufficialmente confermata da lui stesso ma, il suo biografo Paul Trynka, durante un’intervista aveva sottolineato la poca fiducia verso un ritorno sulle scene di Bowie. Space Oddity, secondo album dell’artista inglese, ha segnato un’intera generazione di coloro che ricercavano un suono diverso e ancora nuovo. Contornato da psichedelia e glam, l’album si muove su diversi livelli interpretativi e musicali, dal folk fino al movimento hippy.

Il talento da paroliere di Davide Bowie fu da subito visibile anche se il disco fu un flop per quanto riguardò le vendite. Ecco che a distanza di più di quarant’anni questa piccola perla viene riscoperta in una veste totalmente nuova. Chissà se David Bowie apprezzerebbe il lavoro di Andrew Kolb, ispirato fortemente ad un’interpretazione personale di “Space Oddity”.

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