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Recensioni The Croocs - Music is a Gamebook - Artwork

Pubblicato il agosto 29th, 2014 | da Stefano Pellone

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The Crocs: “Music is a gamebook”. La recensione

The Crocs: “Music is a gamebook”. La recensione Stefano Pellone
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Summary: Un disco in chiaroscuro che merita più di un ascolto ed una possibilità dal vivo.

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Disco particolare


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E’ disponibile in pre-order su iTunes “Music is a gamebook“, il nuovo album dei The Crocs, rock band rhodense. L’album uscirà ufficialmente il prossimo 15 settembre con distribuzione internazionale e contiene il brano “We don’t wake up” remixato da Kid Knuckles, singer e DJ di Los Angeles, famoso per aver fatto parte per oltre 4 anni della band dei Korn.

Dopo i singoli “You make me crazy” e “I wanna trust in Santa” che ne anticipavano l’uscita, i The Crocs pubblicano il loro secondo album, seguìto di “…and the cradle will croc!” del 2011, con il brano “We don’t wake up” che è una bonus track immediatamente scaricabile da chi ordina l’intero disco.

I The Crocs nascono alla fine del 2009 ed in poco tempo pubblicano due EP, il primo “1990 Eternal” autoprodotto, il secondo “…and the cradle will croc!” nel 2011 per l’etichetta Vrec, a cui segue il primo album ufficiale “Eat my feelings” del 2012. La formazione attuale prevede Stefano “Sablas” Sala alla voce, Alessio “Murphy” Vitale al basso (anche attore di successo in diverse pellicole mainstream), Federico “Felix” Radici alla chitarra, Franky Monti alle tastiere e Dave Crocs  alla batteria.  La band è reduce dalla vittoria al concorso per band emergenti Martelive Lombardia ed ha partecipato a numerosi festival tra cui il Metarock ed ha in programma un fitto tour che partirà da Milano a settembre e toccherà numerose città italiane.

Il disco, composto da 11 canzoni per 43 minuti di musica, apre con la canzone “You make me crazy“, uno dei primi singoli scelti per promuovere il nuovo disco e che da subito fa capire quale sarà l’andazzo del disco, con un rock duro e convinto che spinge moltissimo sull’accoppiata chitarre-batteria. “We don’t wake up“, singolo di cui è presente anche una versione bonus track con Kid Knuckles (arrivata grazie alla preziosa intermediazione del producer Pietro Foresti) è un brano dal respiro internazionale ed in cui il rock è contaminato dalle tastiere e dal synth per un effetto finale molto simile ai Korn.

L’album prosegue e si addolcisce quasi con “Abit lonely” dove le tastiere la fanno da padrona per poi tornare al suo rock duro con “You’re all I see” con i suoi echi alla Bush e che chiude con un interessante coda finale. Subito dopo segue “I wanna trust in Santa“, secondo singolo scelto per promuovere il disco, che comincia con una versione irriverente di Jingle Bells alla chitarra per poi proseguire nel suo rock.

The Croocs - Music is a Gamebook - Artwork

The Crocs – Music is a Gamebook – Artwork

Il disco entra come in un momento di stasi con “A different season“, brano completamente diverso dagli altri per il suo approccio voce e pianoforte che poi porta ad un crescendo musicale che sfocia nel rock… ed aggiungo peccato, visto che il brano prima della coda finale era a dir poco perfetto. Le tastiere synth introducono “Love somebody else” che lascia davvero esterrefatti vista la musica suonata fino a poco fa: un brano accattivante, fresco, piacevole all’ascolto, davvero una scoperta.

Dopo troviamo “Moonlight and darkness” che ci fa tornare con i piedi per terra su un solido terreno rock ma qualcosa ormai ha contaminato il disco, e si nota dalle tastiere che addolciscono molto la canzone. “Let me go home” prosegue in questo nuovo filone che definirei synth rock ed in cui i The Crocs sembrano trovarsi molto bene. Le chitarre sognanti e distorte di “Time to forget”  ci accompagnano verso la fine con “Shery“, pezzo chitarra, tastiere e voce che ricorda molto da vicino altre ballad di successo.

Il nuovo lavoro dei The Crocs è particolare: è un disco dove si comincia in un modo e si finisce in un altro. La band rhodense dimostra di amare molto il rock e di sapersi destreggiare discretamente in quel campo ma in questo disco ha dato, a mio avviso, il meglio di se quando ha fatto qualcos’altro (vedi “Love somebody else” e la prima parte di “A different season“) ed infatti dalla seconda parte il disco a mio parere sale di livello e mostra come i The Crocs abbiano mezzi discreti per realizzare il loro sogno musicale. Un disco in chiaroscuro che merita più di un ascolto ed una possibilità dal vivo.

The Crocs: "Music is a gamebook". La recensione, reviewed by Stefano Pellone on 2014-08-29T10:03:26+00:00 rating 6.0 out of 10

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