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Pubblicato il agosto 4th, 2011 | da Greta C

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The Horrors: “Skying è stato composto sotto effetto dell’ecstasy”

La dichiarazione di Rhys Webb, bassista del gruppo britannico dei The Horrors, sta facendo il giro del mondo e discutere ancora una volta molto la critica e i giornali musicali rafforzando sempre più l’associazione sostanze stupefacenti e band maledetta.

Il bassista, precedentemente organista del gruppo, parlando con il magazine NME ha candidamente ammesso che l’ultimo lavoro della band “Skying” trae davvero grande ispirazione dall’aver preso molte pillole e soprattutto ecstasy.

La formazione inglese si esibirà nel nostro paese con tre date a novembre; nell’ordine, il 22 novembre ai Magazzini Generali di Milano, il 23 all’Alpheus di Roma e il 24 all’Estragon di Bologna.

The Horrors

La rivista inglese, leader nel settore, NME, ha ovviamente messo la notizia in grande risalto, dando al gruppo anche la copertina del numero settimanale. La dichiarazione di Rhys Webb ha soprattutto sorpreso per il modo totalmente pacato e candido con la quale il musicista ha detto che il disco è un’esperienza psichedelica formatosi grazie all’assunzione di sostanze stupefacenti.

Ecco quali sono state le parole incriminate: “It was massively inspired by taking loads of pills, loads of ecstasy. We want to make music that people enjoy and lose themselves in. You can listen in any situation, it can just be waking up in the morning and sticking a record on. It doesn’t matter where you are, or what you’re doing, the thing we like is trying to take you somewhere else. To remove you from wherever you are.”

Di particolare interesse sono, dunque, le prime due frasi, dove l’apertura roboante ha di certo distolto l’attenzione di media e pubblico dalla spiegazione reale del disco che vuole essere un prodotto ascoltabile in qualsiasi situazione, non dando assolutamente importanza al contesto o alle mansioni che si stanno svolgendo ma con il fine ultimo di trasportare l’ascoltatore in un’altra dimensione, rimuovendo il luogo reale.

La band inizierà il tour nel proprio territorio natale per poi portare la musica dei The Horrors negli USA fino circa a metà ottobre quando terrà diverse date in giro per le principali città europee. Il gruppo, che vede nella figura del cantante Faris Badwan la sua rappresentanza maggiore, è stato molto osservato in particolar modo in Inghilterra dove lo stile della band e del suo frontman è stato oggetto di discussione ed addirittura premi, non sempre positivi.

Proprio quest’anno è uscito “Skying” che si discosta molto dai precedenti lavori della band sancendo dunque una crescita e il bisogno di una sperimentazione maggiore. Il gruppo, da sempre paragonato ai Fuzztones, grazie all’esordiente “Strange House” è da subito stato inglobato nella categoria garage – punk ma il lavoro seguente “Primary Colours” consacrato dalla critica come uno dei migliori dischi degli ultimi anni, ha messo in luce un diverso sound della band che è stata paragonata addirittura ai Joy Division. Dopo una parentesi musicali lontano dai The Horrors, il cantante Farias Badwan è ritornato come membro attivo del gruppo e “Skying” ha visto la luce grazie all’etichetta XL Recordings. Fin dalla copertina il disco ha voluto sottolineare lo stacco con il passato e la voglia di sperimentare ancora altre vie musicali. Giudicato con pareri altrettanto gloriosi quali fuorno quelli di “Primary Colours” il disco aveva convinto i molti anche se, di certo, la dichiarazione di Rhys Webb apre ancora una volta uno scenario che di certo non può essere considerato positivo.

I The Horrors sembravano aver trovato un perfetto equilibrio fra perfezione e crescita: un clone dei precedenti lavori non avrebbe giovato alla formazione che oltre al lato musicale ha, fin da subito, puntato anche sul look e su un atteggiamento quasi spocchioso verso i media. Ascoltando “Skying” la ricerca di una via sperimentale nuova ed apparentemente perfetta sembrava essere stata raggiunta ma, dopo le parole di uno dei suoi componenti principali sicuramente i pareri sarebbero stati diversi.

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