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Pubblicato il agosto 4th, 2010 | da Rachela Saletta

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U2: confessioni in un ristorante di Torino

Cresce l’attesa per il tour europeo della band dublinese capitanata da Bono Vox e si  verso il sold-out dei 40-45mila posti allo stadio Olimpico di Torino, da dove venerdì partirà il tour europeo della band.
Intanto continua il soggiorno piemontese del quartetto di Dublino che ha rilasciato un’intervista durante un pranzo in un ristorante della città Torinese. Durante la lunga chiacchierata Bono racconta come è nata la  nuova canzone ma riprende anche vecchi discorsi, come la poca simpatia nutrita verso il nostro Premier Silvio Berlusconi per la questione  Africa: “Nel suo manifesto politico aveva promesso di
aiutare i paesi poveri
– ribadisce il frontaman degli U2 – E gli impegni presi vanno rispettati“.

Il leader della band rivela di avere anche ottime doti da imitatore, quando racconta di quando, durante un discorso di premiazione,  Andrew Lloyd Webber ringraziò i rocker di avergli lasciato campo libero nei musical, questo per spiegare come mai abbiano accettato di scrivere le musiche di “Spiderman Turn Off The Dark“, in scena a New York entro l’anno.
Durante l’intervista tutti e quattro i componenti hanno raccontato della loro collaborazione con Pavarotti e le emozioni provate la prima volta che il tenore ha interpretato  “Miss Sarajevo” ma hanno anche parlato  della casa  fuori Torino in cui vivono in questi giorni di proprietà di una marchesa vedova descritta come una signora sola e molto gentile.

Quando viene chiesto a Bono del suo infortunio spiega che sta meglio anche se si sottopone ogni giorno alla riabilitazione, di essere ancora dispiaciuto per aver annullato diversi concerti raccontando anche il retroscena secondo il quale  il loro manager, Paul McGuinness, ha rischiato quasi un infarto per il milione di biglietti venduti dei concerti annullati. Continua dicendo che per superare il dolore i primi tempi in clinica ha dovuto prendere la morfina,voleva sempre gelati, beveva ed ha anche ricominciato a fumare.

Ma il momento di pausa è sen non altro servito per la loro creatività artistica, almeno stando a quanto dichiarato da The Edge il quale racconta che grazie alla pausa forzata la band ha ora  pronte venticinque nuove canzoni, e due o tre di queste saranno provate dal vivo venerdì. Di alcune di esse già è trapelato qualcosa, come il video delle prove che vi abbiamo già proposto, oltre al titolo di uno dei pezzi che dovrebbe essere “Glastonbury“.

I quattro musicisti  non potevano sfuggire alla classica domanda su cosa li tiene ancora uniti dopo tanti anni e a rispondere questa volta è Adam Clayton che afferma di stare ancora tutti uniti perché è difficile incontrare gente intelligente, e lui personalmente non vorrebbe lavorare con nessun altro “in fondo loro sono i musicisti che mi hanno influenzato di più” – afferma il bassista –  mentre un ironico The Edge dichiara che gli altri tre componenti del gruppo senza di lui non saprebbero cosa fare e per questo motivo si preoccupa di tenerli sempre impegnati.
Tuttavia il verdetto finale tocca a Bono che risponde alla domanda con queste parole:

Sono nervoso quando in una stanza ci sono persone che sono d’accordo con me. Penso che sei bravo quanto i tuoi argomenti sono forti. L’ego ce lo teniamo per le nostre case, ma è noioso. Diventando più vecchi si tende a isolarsi a costruirsi il proprio dominio dove si è padroni.Noi invece ridiamo molto, discutiamo, siamo pieni di contraddizioni. La band è la nostra droga, ci sono inesplicabili momenti di magia e possono accadere ovunque, in concerto o in studio“.

Infine viene posta una domanda direttamente al Bono politico riguardo Berlusconi che non ha rispettato gli impegni e risponde dicendo che sta iniziando a imparare a capire la politica italiana, che è molto
complicata:
Noi non vogliamo fare ostaggi né a destra né a sinistra. Non si può pensare che il destino dei più deboli possa dipendere da una parte politica. Ma Berlusconi mi aveva inserito nel suo manifesto programmatico nel 2006, certe cose le aveva promesse alla gente, non a me. Io sono una rockstar, non sono stato votato, lui sì e gli impegni presi li deve rispettare“.

L’intervista viene chiusa con una domanda su come vedono il loro futuro: “ma pensiamo di realizzare qualcosa che più che un disco sia un’applicazione: qualcosa che posa essere utilizzato su grandi schermi, nei computer, con testi, immagini…” – risponde Bono.

[Via Repubblica]

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