Reportage wind_music_awards

Pubblicato il maggio 28th, 2011 | da danniapavan

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Wind Music Awards, pioggia ed emozioni nella prima serata

Niente gara, niente stress. Ma tanta pioggia e freddo. Eppure vince la Musica! In 20mila a sfidare le condizioni metereologiche, preparati a fronteggiare pioggia e vento muniti di ombrelli e impermeabili per festeggiare la musica italiana. E così è stato, nonostante a più riprese si sia scatenato il diluvio fino alla mezzanotte che ha indotto la produzione e fermare più volte le registrazioni. Gli ombrelli aperti che hanno colorato l’Arena di Verona si sono trasformati in una splendida cornice per gli artisti che guardavano ammirati il pubblico resistere. Tant’è che ad un certo punto Vanessa Incontrada mossa da pietà si è messa a distribuire con grandi lanci un po’ di asciugamani che però si sono ben presto inzuppati sotto la pioggia scrosciante.

A fare gli onori di casa Zucchero Sugar Fornaciari con un anteprima delle prossime 5 serate che lo vedranno protagonista in Arena nel mese di giugno. Premiato con il Wind Award e il premio della Città di Verona ha detto Quello che si respira in questo posto magico che è l’Arena, è la magia della Musica che viene fuori spontanea. Due, tre, quattro gocce e parte l’acquazzone. Ventimila sfumature colorano platea e gradinate dell’anfiteatro romano con gli ombrelli che si aprono per continuare ad ascoltare Zucchero che dice Chocabeck non è la nostalgia per un paese, quello della mia infanzia, che non c’è più, ma per quello che manca al giorno d’oggi, in un mondo dove tutti cercano di far del male agli altri. Il presentatore Teo Mammuccari, come da lui stesso annunciato, ha messo in atto strategie irriverenti e di disturbo per rendere “più divertente” la sua prima esperienza alla manifestazione sotto l’egida di Wind telecomunicazioni, scherzando col pubblico e con gli artisti. Il suo alter ego femminile, Vanessa Incontrada, invece, ha dato un taglio completamente diverso all’approccio. Come nella sua indole, ciò che ha caratterizzato la conduzione sono state eleganza e dolcezza con una forte dose di ironia. I due presentatori si sono esibiti in un’improvvisazione di E penso a te di Lucio Battisti alla quale si è unito all’unisono tutto il pubblico, cosa molto apprezzata da Vanessa che rideva divertita per la sua performance non proprio da Grammy. Dopo Sugar, i Negroamaro, gruppo attesissimo, che hanno ricevuto i riconoscimenti per i 10 anni di carriera. Il live dei salentini è stato un momento di grande spettacolo ed emozioni: Estate“, “Mentre Tutto scorre“, “Meraviglioso omaggio a Domenico Modugno, cantanti con un trasporto che nonostante la pioggia battente ha scaldato il pubblico che ha resistito sui propri posti come in trincea. “Se si bagnano loro dobbiamo bagnarci anche noi”e con Vanessa Giuliano Sangiorgi è sceso in platea. E poi via di nuovo a cantare e correre avanti e indietro sul palco per arrivare a tutti con quanta più intensità possibile. Momento magico il duetto con Elisa. Assieme sono strepitosi e bellissimi. Lei in un semplice ed elegante tubino rosso, lui gilet, t-shirt bianca e immancabile sciarpa. Con le loro voci e l’energia potente che emanano hanno acceso l’Arena dei Wind a dispetto dei continui acquazzoni. Basta così, oltre che il titolo della meravigliosa canzone sembrava un’accorata preghiera ad un cielo carico di pioggia che per un po’ ha sortito il suo effetto. Con la clemenza del nuvole arriva un altro big amato da tutte le generazioni. Forse la scelta del look per la performance era un rito sciamanico per fermare il diluvio. E così arriva sul palco, osannato, Renato Zero. Con un enorme copricapo di piume bianche e nere e giacca indiana, si esibisce nei grandi successi mentre il pubblico batte le mani e balla divertito. Ricevendo il Wind Award regala, ironicamente, al pubblico un famoso detto romano Di Renato ce n’è uno, tutti l’altri so’ nessuno!E ha ragione visto che il pubblico conviene e gli risponde con un’ovazione. Dopo la performance del cantautore romano un altro acquazzone fino all’arrivo di Biagio Antonaci con i milanesi Club Dogo. L’accostamento del ‘bravo’ragazzo al trio hip hop milanese dei ragazzi “cattivi” funziona e sulle gradinate tutti ballano. Molto probabilmente contagiati dalla notevole grinta di Biagio che sembrava stesse affrontando un altro concerto dopo i tre precedenti che ha tenuto all’Arena ad inizio maggio. Dopo di lui, un bel quarto d’ora ha bagnato i ventimila presenti che però non si sono scoraggiati in attesa di Luciano Ligabue. Quando arriva un boato scuote l’Arena e si scatena in un rock travolgente che spazza via pioggia e freddo. Lui sembra un calciatore che corre da un lato all’altro del palco, inseguendo il pallone per fare un goal che non manca dato l’affetto che il pubblico gli riconosce. Carico di questo trasporto si avventura tra i gradoni romani per salutare i presenti con strette di mano e abbracci e l’occhio di bue per qualche attimo non lo trova più mescolato tra la gente. A premiarlo un inatteso personaggio che non ha mai calcato le scene di eventi come i WMA, Marco Paolini. Commovente il suo intervento: Mi sento come un ciclista su una rotonda”, esordisce ricordando un suo pezzo teatrale. Poi rivolgendosi a Luciano: Vederti arrivare, sentirti cantare e suonare e vedere la gente che aspetta sempre la prossima canzone è bellissimo“. “Guarda, questo riferendosi al premio che gli stava consegnando, e sostituiscilo con quello, indicando il pubblico. I riconoscimenti a Luciano sono tre, primo tra tutti quello del pubblico, disco multiplatino e digital song. Parlando con Vanessa al momento della premiazione dice Non si può mai sapere dove arrivi una canzone e cosa la faccia funzionare oppure no. Bisogna lasciare fare alle canzoni quello che devono fare. Le canzoni fortunatamente, o sfortunatamente sono indomabili. Arrivederci Mostro è un album molto diverso dagli altri, quindi questo è ancora più sorprendente. Grazie a tutti per avermi regalato questa felicità. Altro diluvio sui Wind Musica Awards. Piove, governo ladro… si sente arrivare da una voce meno vivace di Teo Mammuccari trattenuto da un po’ dietro le quinte per un malore.  Si avvicina la mezzanotte, a catinelle scroscianti la pioggia fa abbandonare a qualcuno l’Arena. Ma the show must go on e col diluvio proseguono anche le emozioni e la sfilata delle stelle della musica italiana.

 

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