Riunione di lavoro con bilanci e documenti sul tavolo, tra oggetti musicali che richiamano la gestione dei diritti connessi.
La collecting indipendente Evolution ha approvato la scorsa settimana, durante l’Assemblea dei Soci, il bilancio 2025 chiuso in positivo, rinnovando a Milano i propri organi sociali e ampliando la base dei mandanti per consolidare la raccolta dei diritti connessi e della copia privata a favore dei produttori indipendenti italiani. Un passaggio societario ordinario, sulla carta, ma letto dentro il settore come un segnale di tenuta per una realtà nata nel 2015 e cresciuta in un mercato dove la gestione dei compensi resta un tema sensibile, spesso decisivo per etichette e cataloghi di dimensioni medio-piccole.
Evolution, la collecting indipendente nata per produttori e artisti
Evolution è una società di collecting indipendente, iscritta all’AGCOM, che gestisce in Italia e all’estero i compensi dovuti a produttori di fonogrammi e ad artisti interpreti ed esecutori secondo quanto previsto dalla legge sul diritto d’autore. In concreto, si occupa di raccogliere e ripartire le somme che maturano quando un brano registrato viene trasmesso in radio, in televisione, nei locali pubblici o sulle piattaforme digitali, insieme all’equo compenso legato alla copia privata.
Fondata e gestita da produttori indipendenti, la società ha costruito negli anni una propria posizione puntando su commissioni contenute e sull’assenza di costi di iscrizione, due aspetti che nel comparto vengono seguiti con attenzione. “La trasparenza resta il punto da cui partire”, è il messaggio filtrato dopo l’assemblea, in una fase in cui anche i cataloghi più piccoli chiedono rendicontazioni chiare, tempi certi e un rapporto più diretto con chi incassa per loro conto. Poche promesse, molti numeri da controllare.
Bilancio 2025 in positivo e conferme al vertice
L’Assemblea dei Soci ha approvato il bilancio 2025 con un risultato positivo, attribuito dalla società a un modello di gestione centrato sulla valorizzazione della musica e sulla tracciabilità dei compensi. Non sono stati diffusi, nella comunicazione disponibile, dettagli sulle singole voci contabili o sull’ammontare complessivo della raccolta; il dato politico, però, è la chiusura in utile e la continuità della governance.
Alla guida di Evolution restano il presidente Massimo Benini e il vicepresidente Luca Barone, confermati nel corso dell’assemblea. È stato rinnovato anche il Consiglio di Amministrazione uscente, composto da Mauro Farina, Anna Maria Genzano, Guendalina Gramitto Ricci, Anna Lombardoni, Pierangelo Mauri, Massimiliano Moroldo e Giancarlo Rossi. A loro si aggiungono due nuovi consiglieri, Carlo Marchino e Roberto Riva, innesti che allargano la rappresentanza interna senza modificare l’impianto della società. Continuità, dunque. Ma con qualche volto nuovo.
Nuovi mandanti, da Clan Celentano a Banijay
Il 2025 ha portato anche un ampliamento della base dei mandanti per la raccolta dei diritti connessi e della copia privata, con l’ingresso di diverse realtà del panorama indipendente e produttivo italiano. Tra i nuovi nomi figurano Clan Celentano, Maciste Dischi, Banijay e Doc Servizi, sigle molto diverse tra loro per storia, dimensione e ambito operativo, ma accomunate dalla scelta di affidare a Evolution la gestione di una parte dei compensi collegati all’uso delle registrazioni.
Nell’elenco comunicato dalla società compaiono anche Abramo Allione Edizioni Musicali, Agata Produzioni, Anima Edizioni, Arsenic Sound, Caravan, LA15, Metatron, Oltresound, Pipoca Project, Stage One, Sovrana Produzioni Musicali, Sweet Fantasy di Alessio Primavesi, Take Away, Tendent’s, TR, Two Fingers, Unikal e Zeitgeist. Una lista lunga, non solo simbolica, che segnala il tentativo di presidiare un’area ampia del mercato, dalle etichette discografiche alle produzioni musicali più trasversali. “Cresce la rappresentatività”, ha spiegato la società nella nota diffusa dopo la riunione.
Diritti connessi, un tema sempre più centrale per gli indipendenti
Per i produttori indipendenti italiani, la corretta gestione dei diritti connessi è diventata negli ultimi anni una leva economica rilevante, accanto ai ricavi da streaming, sincronizzazioni, concerti e sfruttamento dei cataloghi. Il principio è semplice: quando una registrazione viene utilizzata pubblicamente, chi ha investito nella produzione e gli artisti coinvolti hanno diritto a un compenso. La parte complessa, semmai, è raccoglierlo, identificarlo, ripartirlo e farlo arrivare ai soggetti titolari.
In questo quadro, Evolution rivendica un ruolo di riferimento per le realtà indipendenti, puntando su una struttura nata dentro lo stesso mondo produttivo che rappresenta. Il rinnovo degli organi sociali e l’ingresso di nuovi mandanti indicano una fase di consolidamento, mentre il settore continua a misurarsi con piattaforme digitali, utilizzi frammentati e cataloghi sempre più distribuiti tra mercati diversi. Per molte piccole e medie imprese discografiche, quei compensi non sono una voce marginale. Sono margine, liquidità, possibilità di reinvestire. E, in alcuni casi, il modo per tenere vivo un catalogo.
