The Infinite Approach al Ravenna Festival: la prima italiana di Yoann Bourgeois tra danza e acrobazia
L’8 luglio 2026, alle ore 21:00, il Teatro Alighieri di Ravenna ha ospitato la prima italiana di The Infinite Approach, spettacolo della Yoann Bourgeois Art Company. Un appuntamento che ha segnato una delle serate più attese dell’edizione 2026 del Ravenna Festival, portando per la prima volta in Italia una creazione che mescola danza, acrobazia e musica dal vivo in un unico dispositivo scenico. The Infinite Approach ravenna ha rappresentato un momento significativo per il panorama delle arti performative contemporanee nel nostro Paese, e non soltanto per il valore del nome che porta in scena.
Yoann Bourgeois, cui si devono la concezione, il disegno dello spazio scenico e la direzione artistica dello spettacolo, è salito lui stesso in scena insieme a Yurié Tsugawa, in una scelta che colloca l’autore all’interno del proprio lavoro. Sul palco, a scandire il tempo e a sostenere il corpo dei due interpreti, il pianoforte di Matteo Bevilacqua, che ha eseguito musiche di Erik Satie, Johann Sebastian Bach, Franz Schubert e Ludwig van Beethoven: un repertorio che attraversa secoli di storia musicale europea, portato dentro uno spazio dove il corpo umano è al centro di ogni ricerca.
Il Teatro Alighieri e il contesto del Ravenna Festival
La scelta del Teatro Alighieri come sede della prima italiana non è un dettaglio secondario. Situato in Via Mariani 2, nel cuore di Ravenna, il teatro è da decenni uno dei luoghi simbolo della vita culturale della città e del circuito dei grandi teatri italiani. La sua architettura, la qualità acustica e la capienza raccolta lo rendono uno spazio che favorisce il dialogo intimo tra palco e platea, una caratteristica che si sposa bene con il tipo di lavoro proposto da Bourgeois, dove la fisicità degli interpreti è osservata da vicino e il dettaglio conta quanto il gesto complessivo.
Il Ravenna Festival è una delle manifestazioni più longeve e rispettate del panorama culturale italiano. Ogni estate, la città romagnola diventa punto di riferimento per produzioni internazionali di teatro, musica e danza, attirando un pubblico che viene da tutta Italia e dall’Europa. Inserire la prima italiana di The Infinite Approach all’interno di questo calendario significa dare allo spettacolo una cornice di visibilità e di credibilità che pochi altri contesti nazionali potrebbero garantire. Non è un caso che una creazione di questa portata abbia scelto Ravenna come porta d’ingresso al pubblico italiano.
Yoann Bourgeois: concezione, spazio e direzione artistica
Yoann Bourgeois è un nome che chi segue le arti performative europee conosce bene. La sua Yoann Bourgeois Art Company ha costruito nel tempo un percorso artistico riconoscibile, fondato sull’esplorazione dei rapporti tra corpo, gravità, spazio e tempo. The Infinite Approach è una produzione che porta la sua firma su più livelli: non solo come ideatore e direttore artistico, ma anche come interprete. Questa sovrapposizione di ruoli — autore e corpo in scena — è un elemento strutturale del lavoro, non una semplice scelta pratica.
La costruzione dello spazio scenico è anch’essa opera di Bourgeois, il che significa che ogni elemento visivo della performance risponde a una logica coerente con la visione complessiva. Non si tratta di un allestimento neutro che accoglie il movimento, ma di un ambiente pensato per orientare lo sguardo dello spettatore e per creare le condizioni fisiche e percettive all’interno delle quali la danza e l’acrobazia possono dispiegarsi nel modo previsto. Per approfondire il lavoro della compagnia e la sua storia, è possibile consultare la pagina ufficiale del Ravenna Festival dedicata allo spettacolo.
Gli interpreti: Yurié Tsugawa e Yoann Bourgeois
Sul palco del Teatro Alighieri, la sera dell’8 luglio, erano presenti due soli interpreti: Yurié Tsugawa e Yoann Bourgeois. La scelta di una formazione così ridotta — due corpi, un pianoforte — concentra l’attenzione su ogni gesto, su ogni spostamento nello spazio, su ogni punto di contatto o di distanza tra i due. In uno spettacolo che porta nel titolo la parola “infinito” e il concetto di “approccio”, la relazione tra i due interpreti diventa inevitabilmente il materiale principale della scena.
Yurié Tsugawa è un’interprete di formazione che porta con sé una storia tecnica e artistica precisa, e la sua presenza accanto a Bourgeois — che è anche l’autore del lavoro — crea una situazione scenica peculiare. Due figure che si muovono nello stesso spazio, costruito dall’uno e abitato da entrambi: è questa la geometria umana che lo spettatore si trova a osservare per tutta la durata della performance.
La struttura per approcci: un’architettura aperta
The Infinite Approach è strutturato come una successione di approcci distinti. La produzione include contributi di co-autori per specifiche sezioni: Marie Fonte e Marie Bourgeois figurano tra i collaboratori creativi dello spettacolo, a conferma che la creazione non è il risultato di una visione solitaria ma di un processo collettivo, anche se la direzione artistica complessiva rimane nelle mani di Yoann Bourgeois.
Questa struttura modulare è una delle caratteristiche più interessanti del lavoro. Ogni approccio è una prospettiva diversa sullo stesso campo di indagine: il corpo, il movimento, la gravità, il tempo. Non si tratta di scene narrative nel senso tradizionale, ma di unità autonome che insieme compongono un percorso. Il titolo stesso suggerisce un’idea di processo piuttosto che di arrivo: l’approccio è il movimento verso qualcosa, non il raggiungimento di una meta definitiva. E l’aggettivo “infinito” trasforma questo movimento in qualcosa che non si esaurisce mai, che continua oltre i confini della serata.

Per chi vuole approfondire la storia e il metodo della compagnia, il sito del Teatro Alighieri offre materiali e informazioni sull’evento e sulla compagnia.
La musica dal vivo: Satie, Bach, Schubert, Beethoven
Uno degli elementi che distingue The Infinite Approach da molte produzioni contemporanee di danza e acrobazia è la presenza di musica dal vivo. Matteo Bevilacqua, al pianoforte, ha eseguito brani di Erik Satie, Johann Sebastian Bach, Franz Schubert e Ludwig van Beethoven. Un programma che copre quattro secoli di musica occidentale, dal contrappunto barocco di Bach alla malinconia romantica di Schubert, dall’essenzialità rarefatta di Satie alla densità drammatica di Beethoven.
Questa scelta musicale non è banale. Portare sul palco di uno spettacolo di danza contemporanea e acrobazia il repertorio della grande tradizione pianistica europea significa stabilire un dialogo tra linguaggi che appartengono a epoche e a logiche estetiche molto diverse. Il piano acustico, suonato dal vivo, introduce nella performance una dimensione di imprevisto e di presenza umana che la musica registrata non può offrire: ogni esecuzione è unica, e questa unicità si trasmette agli interpreti e al pubblico.
Al di là dei numeri e delle biografie, è questo intreccio tra corpo e suono, tra fisicità acrobatica e tradizione musicale, a fare di The Infinite Approach qualcosa di difficilmente classificabile in una sola categoria. Non è uno spettacolo di danza nel senso stretto, non è un recital di acrobazia, non è un concerto. È una forma ibrida che usa tutti questi linguaggi per costruire qualcosa di proprio.
Il significato della prima italiana per il panorama performativo
Portare la prima italiana di uno spettacolo internazionale a Ravenna significa inserire la città e il suo festival all’interno di un circuito europeo delle arti performative che seleziona con attenzione i propri partner. Non ogni produzione di questo livello sceglie l’Italia come primo approdo, e quando accade è sempre il risultato di un lavoro di programmazione e di relazioni internazionali che va ben al di là della singola serata.
Guardando il contesto più ampio, la presenza di The Infinite Approach al Ravenna Festival 2026 dice qualcosa di preciso sulla direzione che la manifestazione ha scelto di seguire: quella di un festival che non si limita a ospitare grandi nomi della musica classica o dell’opera, ma che allarga il proprio sguardo verso le forme più sperimentali e ibride della scena contemporanea internazionale. È una scelta programmatica che richiede coraggio e visione, e che premia il pubblico con esperienze difficilmente replicabili altrove nel panorama italiano.
Per chi ha assistito alla serata dell’8 luglio al Teatro Alighieri, l’esperienza è stata quella di uno spettacolo che non si lascia descrivere facilmente con le categorie abituali. Due interpreti, un pianista, uno spazio scenico pensato nei minimi dettagli, e una successione di approcci che costruiscono insieme qualcosa di più grande della somma delle singole parti. È questo il tipo di lavoro che rimane, che continua a lavorare nella mente e nel corpo dello spettatore anche dopo che le luci si sono spente.
Verso il futuro: cosa lascia questa prima italiana
La prima italiana di The Infinite Approach al Ravenna Festival non è soltanto un evento isolato. È un segnale di come il circuito live italiano stia cercando, attraverso festival di qualità, di recuperare terreno rispetto ad altre capitali europee dello spettacolo dal vivo. Portare in Italia produzioni come quella di Yoann Bourgeois significa offrire al pubblico italiano la possibilità di confrontarsi con forme artistiche che altrimenti richiederebbero un viaggio a Parigi, Berlino o Londra.
Letto dentro il settore, questo tipo di programmazione ha anche un valore strategico: costruisce relazioni con compagnie internazionali, consolida la reputazione del festival come interlocutore credibile a livello europeo, e crea le condizioni per future collaborazioni. Il Ravenna Festival si conferma così non solo come uno degli appuntamenti estivi più importanti per il pubblico italiano, ma come un attore attivo nella circolazione internazionale delle arti performative. E The Infinite Approach, con la sua struttura aperta e la sua capacità di mescolare discipline, rimane un esempio di come la scena contemporanea stia ridefinendo i confini tra le forme artistiche — una domanda aperta, per definizione infinita, che continua a muoversi molto dopo il sipario.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
