In queste ore si continua a parlare dello scandalo che ha travolto Emanuele Podestà.

L’organizzatore del Supernova Festival e proprietario della casa editrice Habanero ha risposto alle accuse. Nel frattempo, dopo i numerosi attacchi subiti, ha cancellato i suoi profili social. Tutto è partito da un post su Facebook di Federico Fiumani dei Diaframma. Al contrario di quanto molti dicono, Fiumani non ha mai fatto il nome di Emanuele Podestà ma ha fatto in modo che si capisse chiaramente il riferimento. Nel post aveva dichiarato di non voler lavorare con gente colpevole di molestie e violenze. Da quel momento è esploso il caos. Dopo la segnalazione di alcuni messaggi pubblicati da una ragazza la scorsa estate, l’articolo pubblicato su Noisey ha dato il via al caso mediatico.

I punti di vista sulla vicenda sono svariati: c’è chi si è subito unito a Federico Fiumani, ringraziandolo per aver parlato. Pare che molte persone fossero a conoscenza della condotta di Emanuele Podestà e in tutti questi anni abbiano preferito tacere. Un’altra fetta di pubblico sostiene che il fatto che Fiumani sia un uomo, screditi il movimento femminista (quando, forse,  il supporto di un uomo è un segnale ben più forte e importante). La polemica impazza ed è caccia al mostro, come sempre accade quando le vicende finiscono in pasto ai media. Poco ci si preoccupa delle vittime – che si tratti di molestie o di violenze – che non sono ancora pronte a parlare. Intanto Emanuele Podestà ha dichiarato che denuncerà Federico Fiumani e si è dichiarato innocente. Il suo avvocato, Daniele Pomata, ha ribadito:

La realtà dei fatti è molto diversa da quanto abbiamo letto in queste ore. Il mio assistito non è mai stato né condannato né imputato e noi ci riserviamo di rivalerci nei confronti di chi ha fatto queste dichiarazioni.

#losapevanotutti e le altre segnalazioni

Nonostante le dichiarazioni di Pomata, c’è da dire che nel 2012 Emanuele Podestà fu denunciato per stalking dall’ex fidanzata. La denuncia fu ritirata in seguito a un accordo di tipo economico, poi il caso fu archiviato. Due anni dopo un’altra ragazza parlò di percosse e minacce ma anche in quel caso la denuncia fu ritirata. Queste non sono le uniche storie che lo riguardano, dopo il messaggio di Federico Fiumani molte ragazze hanno deciso di raccontare le loro esperienze ma non tutte si sono dette disposte a farlo in pubblico.
Tra quelle che hanno testimoniato c’è anche la ragazza che la scorsa estate aveva pubblicato gli screenshot delle conversazioni in cui Podestà le chiedeva del sesso orale in cambio della firma di un contratto editoriale. La ragazza, che all’epoca voleva pubblicare il suo primo libro, ha rilasciato un’intervista a Noisey, in cui si dice preoccupata delle conseguenze di questo scandalo. Nessuna tutela per le vittime, ancora una volta:

Ci sono persone che stanno dicendo in giro i nomi delle ragazze che hanno subito violenze e non vogliono parlare. C’è chi sta insinuando che siccome dei musicisti hanno suonato in quei posti allora c’è dell’omertà. Sì, ma con dei musicisti che non hanno parlato ci ho parlato io personalmente. Se alcuni non hanno parlato è perché non ne avevano i mezzi, non perché conniventi.

Il caso è stato ribattezzato “il metoo dell’indie italiano”, “metoo alla genovese” ma, di fatto, dall’esplosione del movimento che un anno fa ha visto tra le sue esponenti Asia Argento, non è cambiato molto. La ragazza non ha subito violenze e inizialmente, quando ha pubblicato i messaggi ricevuti da Podestà, non aveva intenzione di fare esplodere un caso mediatico:

A conti fatti volevo semplicemente dire a più persone di non lavorare con questa casa editrice e con questa persona, non gridavo alla giustizia mediatica. Io volevo parlare di editoria a pagamento. Anche di molestie, ovviamente, ma la cosa che è successa a me è partita dalla scrittura.

Vista la risonanza mediatica del caso, la ragazza ha deciso di rimuovere gli screenshot di cui si è tanto parlato. Adesso, infatti, non sono più visibili sui social ed ha voluto spiegare il perché con un post pubblico:

Non è con la gogna mediatica che si cambia il mondo, ma è con i fatti, non è con la condivisione di un post sui social che aiuti delle ragazze, non è parlando più con i giornalisti che con gli avvocati che aiuti alla causa. Io non volevo primeggiare, non me ne fregava assolutamente nulla del gossip, perché se volevo marciarci e lucrarci sopra l’avrei fatto e potuto fare tranquillamente. La verità è che questa persona, di cui io non ho paura e che però mi ha fatto paura per due anni, Emanuele Podestà, ha tutti i miei dati e qualora volesse denunciarmi o farmi addirittura del male potrebbe farlo in qualsiasi momento

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.