Non solo Netflix e Prime Video, ora c'è la piattaforma streaming italiana: legale e gratis-melodicamente.com
Serially nasce nel 2021 a Milano su iniziativa di Alessandro Mandelli e Massimo Vimini di iXMedia. Il modello è semplice: nessun abbonamento, accesso gratuito in cambio di inserzioni pubblicitarie. La frequenza media delle interruzioni è di un annuncio ogni 15-20 minuti — meno di quanto avvenga nella televisione lineare tradizionale. Gli iscritti hanno superato quota 600.000.
Il riconoscimento istituzionale è arrivato a giugno 2025. Il Comitato Italiano del Consiglio Internazionale del Cinema, Televisione e Comunicazione Audiovisiva (CICT), in cooperazione con l’UNESCO, ha conferito a Serially il Patronage Istituzionale, attestando il valore culturale e il potenziale strategico del modello a livello globale. Il testo della lettera firmata dal presidente è esplicito: Serially ha messo in luce un modello capace di fornire una nuova fonte di sostentamento per l’industria cinematografica. A seguito del riconoscimento, Alessandro Mandelli è stato nominato membro del Board del Comitato Italiano del CICT.
Serially: la piattaforma streaming italiana e gratuita
Nel giugno 2025, in occasione dell’Assemblea Generale del CICT-UNESCO a Parigi, Serially ha presentato un piano di espansione internazionale per esportare il modello in altri mercati. La piattaforma punta sul valore differenziale del doppiaggio e della valorizzazione di produzioni provenienti da culture diverse — un posizionamento che la distingue dai grandi servizi generalisti anche nelle strategie di acquisizione dei contenuti.

Il catalogo comprende serie TV, film, documentari, cortometraggi d’autore e cartoni animati. Di recente sono stati aggiunti canali in live streaming con programmazione continuativa. Serially è accessibile via browser su PC, tramite app per smartphone Android e iPhone, tablet, Smart TV e Apple TV. La piattaforma è disponibile anche sulle piattaforme FAST di Samsung TV Plus, LG Channels e Xiaomi TV+. Chi ha già una Smart TV connessa a internet, in pratica, non deve installare nulla di aggiuntivo se il dispositivo è Samsung o LG.
L’osservazione contro-intuitiva è che Serially non compete direttamente con Netflix o Prime Video sul piano dei titoli. Non ha i blockbuster né le produzioni originali ad alto budget che trainano gli abbonamenti dei grandi player. Il suo catalogo è fatto prevalentemente di contenuti internazionali meno distribuiti, serie europee, produzioni indipendenti e cortometraggi che difficilmente trovano spazio nelle piattaforme a pagamento. Per un certo tipo di spettatore — quello interessato a scoprire qualcosa al di fuori dei circuiti commerciali principali — è un’offerta che non si sovrappone ma si affianca.
Per iscriversi bastano un indirizzo email e una password, oppure l’accesso tramite account Google, Facebook o Apple. La piattaforma richiede età e genere dell’utente, con l’opzione “preferisco non specificare”, per personalizzare i suggerimenti. Nessun dato di pagamento richiesto in nessuna fase.
Il modello AVOD — Advertising Video On Demand — non è una novità assoluta nel panorama internazionale: Pluto TV e Tubi operano da anni sullo stesso principio nei mercati anglosassoni. Serially è però la prima piattaforma italiana nata nativamente su questo schema, senza un passato da servizio in abbonamento da cui riconvertirsi. Il fatto che abbia guadagnato un riconoscimento UNESCO prima ancora di completare quattro anni di attività dice qualcosa sul tipo di attenzione che il modello sta ricevendo a livello istituzionale europeo.
Quanto la base di 600.000 iscritti sia effettivamente attiva — e quanto incida rispetto ai numeri dei grandi player che si misurano in decine di milioni — è un dato che la società non ha reso pubblico in modo dettagliato.
